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FPLP: Il massiccio assalto contro i civili a Gaza richiede unità


Le forze di occupazione stanno intensificando i loro attacchi su Gaza con bombardamenti, demolendo case abitate da bambini, donne e anziani, distruggendo le sedi della stampa, i centri sanitari e gli ospedali, assassinando giornalisti (ieri ha perso la vita Hamdi Shehab) e personale medico, colpendo le ambulanze. Tutto questo rispecchia il fallimento che il nemico criminale ha raggiunto, la sua confusione e incapacità di confrontarsi con la resistenza.
Il Fronte ha denunciato il silenzio arabo ufficiale e l’indifferenza internazionale di fronte alla distruzione nella Striscia di Gaza, chiedendo se i corpi di donne, bambini e anziani estratti da sotto le macerie delle case distrutte non siano sufficienti a stimolare la coscienza delle cosiddette agenzie umanitarie internazionali, per far sì che il sangue palestinese non sia stato versato invano.
Il Fronte ha respinto l’appello all’emergenza formulato dal Consiglio di Sicurezza del gruppo arabo, sostenendo che arriva troppo tardi, dopo più di 80 martiri e migliaia di feriti, la distruzione di case e infrastrutture; il FPLP sollecita invece ad una vera e propria azione internazionale per dichiarare lo stato di occupazione responsabile per i suoi crimini.
Il Fronte ha inoltre rinnovato il suo appello rivolto alla leadership al potere dell’OLP affinchè cerchi di portare il nemico criminale a processo dinnanzi alla Corte penale internazionale per i suoi crimini commessi contro il popolo palestinese. Il continuo rinvio è un tradimento del sangue dei martiri.
Il Fronte ha proposto anche l’unità del popolo in tutte le sedi contro l’orribile attacco sionista, invitando i palestinesi della Cisgiordania a scendere in piazza e a intensificare il confronto contro l’esercito di occupazione e dei coloni, ed ha fatto appello affinché i gruppi della resistenza armata colpiscano l’occupazione in tutto il mondo. Inoltre, ha invitato tutti i membri delle agenzie di sicurezza palestinesi a rifiutare i vincoli e gli obblighi di Oslo per unirsi alle organizzazioni palestinesi per affrontare l’occupante e proteggere il popolo.

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