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Global Sumud Flotilla: Israele rapisce centinaia di attivisti

L’equipaggio di terra risponde

La nuova missione della Flotilla, diretta ancora una volta verso Gaza e partita lo scorso 26 aprile, ha ricevuto un attacco diretto dall’entità israeliana nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 30 aprile. Le imbarcazioni, partite anche questa volta per rompere l’assedio nei confronti del popolo palestinese, è stata bloccata in acque internazionali, vicino a Creta. Un’operazione di vera e propria pirateria da parte di Israele.

La flotta umanitaria, composta da oltre 60 unità, è stata prima circondata con motovedette e droni minacciando violenze, puntando laser e armi d’assedio e interrompendo le comunicazioni radio. Poi sono state abbordate alcune delle barche che la compongono. Di fatto sequestrando le persone che erano a bordo. Un’operazione che ha infranto per l’ennesima volta ogni regola del diritto internazionale, se mai ne fosse rimasto qualcosa. 175 le persone arrestate, di cui una ventina di italiani, che verranno rilasciate in Grecia. Le barche non intercettate dall’esercito israeliano sono riuscite a proseguire.

All’arrivo delle prime notizie da subito la Flotilla di Terra si è mobilitata in tutto il paese, iniziando a rimettere in moto il coordinamento nato a settembre e ottobre scorsi, nell’idea di rispondere a una chiamata a livello nazionale che potesse amplificare la condanna assoluta nei confronti di Israele e del governo nostrano e, al contempo, aprire a una nuova possibilità di mobilitazione comune. In tante piazze italiane ci sono stati presidi, sia nelle grandi città sia nelle città di provincia con una capillarità che ha ricordato la diffusione dell’attivazione del “Blocchiamo tutto”, quando piccoli centri anche fuori dalle metropoli che più abitualmente si attivano, hanno avuto un protagonismo significativo. Moltissimi di questi presidi si sono trasformati in cortei con una partecipazione di migliaia di persone. Il segnale è stato chiaro, l’attenzione e la sensibilità sono sempre alte, nonostante la risonanza mediatica sulla partenza di questa missione della Global Sumud Flotilla sia stata ridotta da parte dei canali mainstream.

Questo primo tentativo di interrompere la missione sequestrando 175 attivisti e attiviste, lasciando alla deriva barche e persone mettendone a rischio la vita, che con grande coraggio hanno deciso di intraprendere questo viaggio per rompere l’assedio a Gaza, ha sortito l’effetto contrario. Via terra una risposta immediata è stata un primo segnale importante, via mare la determinazione degli attivisti e attiviste – che oggi inviano notizie sul loro stato di salute dopo essere passati per mani israeliane che, mentre diffondeva video fatti con l’intelligenza artificiale di loro che facevano le capriole per mostrare che si “stessero divertendo”, venivano picchiati e seviziati – ci consegna una nuova possibilità di lotta.

Bloccare tutto come stato nel grande movimento di settembre/ottobre scorso, sia per dare solidarietà alle attiviste e attivisti sulla Flotilla, sia per fare pressione sui governi europei e dare l’ennesimo segnale di solidarietà al popolo palestinese, può tornare a essere un orizzonte praticabile.

L’atteggiamento dei governi, a partire dal nostro, complici di Netanyahu e di Trump, al di là delle dichiarazioni di facciata di qualche rappresentante delle istituzioni, continua a essere vergognoso. L’unico gesto che potrebbe fare sarebbe mandare a protezione della missione la marina italiana, quale altro uso dovrebbe avere la difesa se non quello di scortare una missione umanitaria? Se l’atteggiamento arrogante di Israele non sorprende più non deve essere normalizzato e la prima risposta della popolazione italiana ne è stata una prova.

Per questo rimane fondamentale il supporto della Flotilla di Terra per continuare a portare avanti le rivendicazioni del movimento Blocchiamo Tutto. La nuova ondata di mobilitazioni dovrà nuovamente coinvolgere vari settori della società: fabbriche, scuole e ogni posto di lavoro. Perché questa guerra riguarda tutti e tutte. Le persone lo hanno dimostrato e lo dimostreranno ancora, solo il popolo salva il popolo.

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