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Iran: continua la pressione di USA e Israele

Una settimana fa Trump e Netanyahu si incontravano alla Casa Bianca e il primo ministro israeliano tentava di spingere Trump a imporre forti limitazioni a Teheran rispetto all’arsenale missilistico, non soltanto al suo programma nucleare.

da Radio Blackout

Pochi giorni dopo l’Iran dava segnali di apertura nei confronti dell’AEIA affinché possa ispezionare i loro siti nucleari per dimostrare che l’Iran non dispone di armi nucleari. 

Oggi l’attacco da parte degli USA all’Iran e il possibile coinvolgimento di Israele appare sempre più vicino, secondo testate giornalistiche americane l’obiettivo di Trump è quello di aprire un conflitto su larga scala, attraverso una campagna massiccia e di lunga durata, come lascerebbero intendere i movimenti sul territorio e nelle basi militari. 

In questo scenario si apre il meeting autoconvocato da Trump soprannominato “Board of Peace”, lasciando aperta una porta sempre più ampia a possibili nuovi interventi pesanti da parte di Israele su territorio palestinese, mentre i grandi capitali si spartiscono i profitti della “ricostruzione” di Gaza. 

Ne parliamo con Michele Giorgio Corrispondente dal MO de Il Manifesto, direttore di Pagine Esteri

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pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

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