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Paesi Baschi, una panoramica dei risultati del voto di domenica

Il quadro elettorale emerso dalla tornata dello scorso fine settimana segna la vittoria del Partito Nazionalista Basco (PNV), che ha ottenuto il 38 per cento dei voti, pari a 29 seggi. Il Pnv si ritrova dunque senza maggioranza assoluta e, come già avvenuto in passato, ricorrerà verosimilmente all’aiuto dei socialisti per formare un governo.

E proprio i socialisti hanno registrato un calo significativo, ottenendo 9 seggi (7 in meno rispetto alle elezioni del 2012), gli stessi assegnati al Partito Popolare dopo il voto di domenica.

Alla frenata dei socialisti corrisponde il sorpasso della sinistra indipendentista basca, che ha ottenuto 17 seggi, rallentando il calo di consensi che l’aveva caratterizzata nelle ultime tornate elettorali, e quello di Podemos, che si è aggiudicata 11 seggi, registrando però una battuta d’arresto nell’onda crescente che l’aveva fin qui caratterizzata (al voto per le elezioni politiche di giugno si era affermata come prima forza politica nella comunità autonoma basca).

Il voto di domenica scorsa nei Paesi Baschi si inserisce nel confuso quadro elettorale generale spagnolo, in cui da quasi 10 mesi manca un governo perché i veti incrociati delle diverse forze politiche impediscono di trovare i numeri necessari in parlamento. Dopo l’ennesima e recente fumata nera dal Congresso dei deputati, a dicembre la Spagna potrebbe tornare al voto per la terza volta nel giro di un anno, e l’esito della consultazione potrebbe pesare anche sugli equilibri politici in Euskal Herria.

Abbiamo commentato il quadro emerso dal voto di domenica nei Paesi Baschi con Adriano Cirulli, ricercatore precario a Scienze Politiche a Roma:

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da radioblackout.org

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