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Roma, 21 denunce per la contestazione all’ambasciata turca

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Riportiamo la notizia diffusa da Rete Kurdistan Italia sulle denunce che sarebbero in arrivo contro 21 attivisti. La giornata era quella del 20 Gennaio quando tanti e tante si ritrovarono sotto all’ambsciata turca per contestare l’inizio dei bombardamenti ad Afrin da parte di Erdogan.

Apprendiamo solo dai giornali, prima ancora che direttamente, che 21 denunce sarebbero state inoltrate dalla Digos, nei confronti di alcun* manifestanti che si sarebbero incontrat* davanti all’ambasciata turca, circa un mese fa: il contesto coincide con l’inizio dei bombardamenti su Afrin e dell’invasione militare della Turchia nella Siria del Nord.

In più, fb ha provveduto a bloccare la pagina di rete Kurdistan Roma e i profili di molt@ solidali con la resistenza curda. L’intento intimidatorio non ci spaventa, neanche durante questa assurda attuale stretta repressiva, che ancora una volta si accanisce non contro il fascismo, ma contro l’Antifascismo.

Ebbene quel giorno c’eravamo tutt*, unit* nella giusta protesta contro l’ennesimo barbaro attacco alla pace e alla libertà dei popoli.
Se l’accusa è DANNEGGIAMENTO ed INVASIONE, rispondiamo con LEGITTIMA CONTESTAZIONE.
Un diritto che certo non ci toglierete.

L’unica INVASIONE che è necessario denunciare è quella del secondo esercito della NATO contro la Siria , sostenuto da schiere di mercenari legati a bande Jihadiste in gran parte ex-ISIS, e nutrito dalle fabbriche di armi europee.
Vero DANNEGGIAMENTO sono le innocenti vittime civili, uomini, donne e bambini, dei bombardamenti e del genocidio operato dal regime turco, in collaborazione con tutte le potenze mondiali.

A testa alta, il nostro pensiero e posizionamento sta della parte e al fianco di tutte le combattenti e i combattenti rivoluzionari che in Rojava, attraverso il Confederalismo Democratico portano avanti un’idea di pace e convivenza dei popoli, che combattono una battaglia contro il fascismo per l’intera umanità.
Non lasceremo che il lavoro di sensibilizzazione politico che portiamo avanti venga oscurato da beceri dispositivi della repressione, dal blocco dei profili alle misure legali.

VIVA LA RESISTENZA DI AFRIN!!

RETE KURDISTAN ROMA

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