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Scontri a città del Messico durante la protesta degli insegnanti

Migliaia di insegnanti sono tornati a riempire le strade di Città del Messico nella giornata di ieri per protestare contro la riforma dell’istruzione promossa dal presidente Enrique Pena Nieto, la quale ha ottenuto l’approvazione definitiva del Congresso martedì.

Il giorno successivo alla votazione sono state quindi lanciate manifestazioni di protesta in più di 10 stati del Messico e nella capitale il corteo ha richiamato migliaia di persone che hanno paralizzato il traffico cittadino per poi marciare in direzione dell’abitazione del presidente e portare la protesta alla sua porta. L’intera area era stata circondata e blindata dalle forze dell’ordine ma gli insegnanti hanno tentato comunque di avvicinarsi, facendo pressione sui cordoni di polizia; a quel punto gli agenti hanno risposto con cariche e lancio di lacrimogeni per disperdere il corteo.

La protesta degli insegnanti prosegue ormai da mesi contro una riforma presentata come improntata a criteri ‘meritocratici’ ma che, introducendo nuovi controlli e sistemi di valutazione della professione, secondo quanto denunciato dal sindacato di categoria porterà a licenziamenti di massa tra gli insegnanti. 

Dopo l’approvazione della riforma alla Camera, nelle ultime tre settimane migliaia di loro hanno assediato la centralissima piazza Zocalo, nella capitale, accampandosi con le tende nella zona antistante il Palazzo Nazionale per bloccare la votazione al Senato. Dopo mesi di proteste inascoltate, il via libera definitivo ha fatto esplodere la rabbia degli insegnanti, che annunciano di non volersi arrendere.

Ora l’attenzione è puntata proprio su piazza Zocalo, ancora presidiata dai manifestanti, che a partire da domenica dovrebbe ospitare le celebrazioni per la festa dell’indipendenza del Messico.

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