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Turchia: uccisi due giovani curdi, esplode la rabbia

A margine dei funerali, la rabbia e il dolore dei parenti e degli amici di Mehmet e Veysel sono esplosi quando la polizia si è presentata con un grande dispiegamento, accompagnata dagli idranti. I giovani hanno realizzato delle barricate con degli pneumatici per tenere lontani gli agenti, i quali poco dopo hanno iniziato a tirare gas lacrimogeni e fare uso di idranti. Anche a Istanbul, nei pressi di piazza Taksim, è stato organizzato un presidio di solidarietà alle due vittime curde. I presidianti hanno letto un comunicato e il presidio è stato sciolto in modo pacifico. Nonostante questo, la polizia ha iniziato a seguire le persone presenti al presidio nelle vie adiacenti, fino ad arrivare sul corso Tarbalasi, una delle arterie principali della città. Questa provocazione ha fatto salire la rabbia delle persone perseguitate dagli agenti, dunque i manifestanti hanno lanciato dei fuochi d’artificio per tenere lontana la polizia. Senza curarsi del fatto che sul corso ci fossero molte macchine, la polizia ha iniziato a sparare gas lacrimogeni senza alcuna distinzione.

Il comportamento irresponsabile e provocatorio di Erdogan e delle sue milizie mette ancora una volta a dura prova i negoziati di pace, già fragili per i temporeggiamenti del primo ministro. I gravi fatti di questi due giorni e l’uccisione di due giovani turchi hanno riacceso la rabbia della comunità curda, la quale subisce ingiustizie e discriminazioni fin da troppo tempo. Dunque, l’unico colpevole, qualora i negoziati entrino in una fase di stallo, sarà Erdogan.

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