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Vertice dei Brics a Kazan: si prospetta la fuoriuscita dal dollaro?

In questi giorni si è tenuto l’incontro internazionale dei Brics+ che ha coinvolto 36 Paesi a Kazan, alla guida la Russia di Putin.

da Radio Blackout

I temi del meeting sono stati il rafforzamento e le strategie di integrazione del blocco, il Sud Globale come dimensione che deve affrontare relazioni internazionali e geopolitiche complesse e la volontà di istituire una fuoriuscita dal sistema del dollaro dal punto di vista economico e finanziario. I giornali nostrani hanno narrato l’evento con toni volti a diminuire il peso politico di questo passaggio. I governi dell’asse euroatlantico infatti non hanno alcun interesse a mostrare le loro fragilità.

All’interno dei Brics infatti, compaiono Stati che producono una parte importante del prodotto globale e l’intenzione è quella di partecipare alla spartizione delle ricchezze, dalle quali tendenzialmente sono esclusi. E’ interessante notare come i Brics da soli raccolgano il 46% della popolazione mondiale e circa il 36% del pil mondiale. Molto più di quanto faccia il G7 che produce il 30% del pil mondiale ed ha una popolazione in evidente decrescita. Se da un lato, dunque, i Paesi occidentali tentano di fortificare la loro posizione parlando dell’isolamento, decisamente non effettivo, della Russia dall’altro lato, devono fare i conti sia con le fratture interne all’Unione Europea, con Paesi come Ungheria e Turchia che assumono un ruolo che paradossalmente pone un argine al blocco bellicista e guerrafondaio incarnato dai partiti cosiddetti progressisti, sia con il piano della politica interna USA che avanza a colpi di una campagna elettorale dai caratteri farseschi.

L’intervista a Sandro Moiso si conclude con un commento rispetto alle tendenze in atto e alle prospettive che ci parlano di scenari di guerre civili che hanno più probabilità di scoppiare negli USA o in Israele che non nel resto del mondo.

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