
Ginosa (Taranto), in piazza per dire NO al termovalorizzatore.
La lotta di donne e uomini che dipendono dall’economia della loro terra.
Dopo aver pubblicato un lungo contributo che propone un quadro a partire dalle voci del territorio relativamente all’intreccio delle lotte tarantine qui, riceviamo e pubblichiamo dal Comitato di Ginosa, sempre in provincia di Taranto, un podcast che racconta la loro attivazione a difesa del territorio.

L’indotto della produzione biologica in un’area a vocazione agricola, come quella a cavallo tra Puglia e Basilicata, riconosciuta in tutto l’arco ionico, è minacciato da un programma di industrializzazione assolutamente non compatibile con il paesaggio rurale, rischiando di mettere in ginocchio l’economia agroalimentare tra i comuni di Ginosa e Castellaneta in provincia di Taranto, e Bernalda in quella di Matera.
Tra i comuni più colpiti sarà quello di Ginosa, dove un impianto di termovalorizzazione del modello a Centrale Termoelettrica alimentata a Combustibile Solido Secondario (CSS), minaccia non solo i raccolti, ma anche il paesaggio e la salute dei cittadini.
A raccontare la vicenda saranno le e i compagn* del Comitato NO TERMOVALORIZZATORE GINOSA presso il loro presidio permanente, che da molti mesi combattono contro un progetto che rischia di sfregiare per sempre la loro terra e la loro economia.
Crediti
Contenuti a cura del Comitato NO TERMOVALORIZZATORE.
8 Marzo 2026, Piazza Marconi, Ginosa.
Registrazioni, musiche ed editing di REC086.
Le ragioni del NO sono esposte in un volantino diffuso per pubblicizzare il presidio permanente e le riprendiamo di seguito:
LE 5 VERITÀ CHE VOGLIONO NASCONDERCI
UN INCENERITORE MASCHERATO
Non è una semplice centrale: è un impianto da 90 MW che brucerà 85.000 tonnellate/anno di rifiuti (CSS). Un camino alto 45 metri e un’area di 240.000 mq distruggeranno il paesaggio di Contrada Girifalco.
ALLARME SANITARIO (Dati 2025)
Studi europei recenti su impianti simili mostrano fallimenti nei controlli: diossine nel terreno e nelle uova fino a 87 volte sopra i limiti e PFAS 138 volte oltre la soglia. Non saremo noi le cavie!
MORTE DELL’AGRICOLTURA E DEL TURISMO
Le nostre eccellenze Biologiche e Biodinamiche (olio, vino, ortaggi) perderanno le certificazioni di qualità. L’economia rurale e l’indotto agrituristico verranno rimpiazzati da fumi inquinanti e ceneri che dovranno essere smaltite in altri impianti.
IL MINISTERO DELLA CULTURA HA DETTO NO ️
Esiste già un parere negativo ufficiale: l’impatto volumetrico è incompatibile con la tutela del nostro patrimonio rurale e paesaggistico.
La Regione Puglia non può ignorarlo!
UN “KILLER CLIMATICO” OBSOLETO
Bruciare plastica produce più CO2 del carbone. Mentre l’Europa chiede riciclo e riduzione, questo progetto ci lega a tecnologie inquinanti e non rispetta gli obiettivi di economia circolare.
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