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Alluvione: per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti

Per capire meglio quale sia la filosofia di chi governa e ha governato il nostro paese basterebbe prendere ad esempio il tanto sbandierato decreto Sblocca Italia. Miliardi per le grandi opere, le briciole per il dissesto idrogeologico. Renzi si sta arrampicando sugli specchi per provare a far passare l’idea della sua totale innocenza rispetto a quanto sta avvenendo. Dicono che la colpa sia della burocrazia (quindi colpa loro), ma omettono di ricordare che governano la Liguria, Genova e i paesi del Basso Piemonte da decenni, con solo qualche rara eccezione. Parlare del potere nelle zone colpite dall’alluvione significa parlare del Partito Democratico e del modello di sviluppo a base di cemento che ha imposto sui nostri territori.

Crediamo di non essere gli unici ad aver notato come i territori colpiti dall’alluvione, da Genova a Gavi, passando per Arquata, Serravalle, Novi e Pozzolo siano gli stessi territori in cui il Governo, con l’assenso degli amministratori locali, vorrebbe costruire il Terzo Valico. Oggi è forse ancora più evidente di prima quanto sia una vergogna pensare di spendere 6,2 miliardi per un’opera pubblica inutile e devastante per l’ambiente in un territorio fragilissimo dove ciclicamente bisogna piangere morti e fare la conta dei danni. La natura è tremendamente beffarda e a modo suo ha messo in risalto questa contraddizione: il Freccia  Bianca deragliato a Genova a causa di una frana proveniente da un cantiere del Terzo Valico, la frana alla Crenna proprio davanti al cantiere di Serravalle e gli alberi abbattuti che hanno bloccato l’accesso al cantiere di Radimero ad Arquata.

Come sta già avvenendo a Genova la prima cosa a cui penseranno gli attivisti No Tav dei comitati piemontesi sarà quella di uscire di casa, mettere gli stivali e dare una mano ovunque ve ne sia il bisogno. Dal giorno dopo però bisognerà puntare con ancora maggior forza il dito indice contro i responsabili, contro quelli per cui la priorità per le nostre terre sarebbe la costruzione del Terzo Valico, contro chi è complice e parte integrante di una classe politica responsabile di quanto sta accadendo in queste ore.

Sabato ci sarà un’importante manifestazione a Genova, altre dovranno seguire. La pazienza è finita, bisogna utilizzare i soldi pubblici per la tutela della nostra terra e bisogna rinunciare definitivamente alla costruzione del Terzo Valico. Vogliamo quei 6,2 miliardi di Euro per le nostre terre, ma vogliamo che siano i cittadini a decidere cosa farne.

“…per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti…” cantava l’indimenticabile Faber.

 

da notavterzovalico

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

Alessandriagenova

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