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Il No Tav agli arresti domiciliari: i giudici vogliono riscrivere la storia

La Stampa e Repubblica ne riportano solo un paio di frasi ad effetto. Un atteggiamento al quale siamo abituati, che negli anni ha confermato sempre la mala fede con cui alcuni mezzi di informazione trattano le notizie riguardanti i No Tav e più in generale quelle che toccano gli interessi del mondo della politica e degli affari.

La magistratura tradisce invece la voglia di lasciarsi alle spalle quel capitolo della storia del nostro paese mettendoci l’ultima parola, riscrivendolo a proprio piacimento.

“L’intervento della polizia fu pacato e legittimo” solo nella sentenza scritta dai giudici. Chi c’era ha visto e si ricorda, in rete circolano ancora foto e video, lo stesso movimento No Tav ha prodotto diverso materiale a riguardo.

E poi sulle attenuati per motivi di particolare valore sociale e morale “non può ritenersi assurga a integrare i presupposti di questa attenuante la lotta contro un’opera ferroviaria transnazionale”. Solo un treno. Far finta di non vedere e non capire.

Far finta di non vedere una popolazione in lotta da più di vent’anni, studi tecnici, critiche molto articolate e precise, cortei da centinaia di migliaia di persone (in alcuni momenti in tantissime città italiane) contro le palle raccontate dai politici che 9 su 10 non sanno neanche di che stanno parlando, perché vedono solo i soldi e i voti che ci stanno dietro.

Quindi far finta di non capire che non è solo un treno. Sono € 20miliardi pubblici buttati in un cesso fatto di cemento impastato con favori agli amici degli amici. Sono servizi, scuole, ospedali e università a cui vengono tagliati i fondi per rimpinguare quei conti correnti a 6 cifre. E’ una popolazione che vuole contare nelle scelte che la riguardano: sulla propria pelle, sui proprio soldi e sulla propria valle.

Recuperare le possibilità di scegliere. Forse è proprio questo il problema, quello che andava cancellato dalla storia. Per fortuna è solo la LORO storia, quella dei tribunali. La realtà di quei giorni, la realtà della Val Susa e dei No Tav è un’altra ed è a portata di mano di chiunque la voglia conoscere con sincerità.

Sempre No Tav

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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