InfoAut
Immagine di copertina per il post

Sui fatti della Maddalena. Violenza e non violenza

Proviamo ad inquadrare quello che secondo noi è lo scenario, sono necessarie però un paio di premesse.

Primo, sia il Movimento No Tav che le forze dell’ordine sono gli attori di una tragica opera teatrale scritta sulla loro pelle da altri autori (politici/banchieri/mafiosi) che la modificano continuamente, detto questo poi ognuna della due parti “ fa il suo lavoro”, anche se crediamo nessuno impazzisca all’idea dello scontro fisico o della gassificazione con i CS. Conferma di ciò sono le deliranti affermazioni dei politici torinesi e del (ricordiamo pregiudicato) Ministro dell’Interno che ha parlato di “1500 ragazzi pronti ad uccidere in Valsusa” dichiarazioni talmente assurde che non possono essere commentate e che fanno capire chiaramente fino a che punto le lobbies vogliono portare il livello di scontro.

Secondo, essere nonviolento non crediamo significhi ne dire agli altri di stare tranquilli ne stare con una bandiera in mano, partecipare ad una marcia guardare che ti distruggano la valle e dire “cattivi” e scrivere una email, quella è ignavia. La nonviolenza, da Gandhi in avanti è stata usata come una vera e propria “arma” che metteva in difficoltà l’avversario quanto (se non di più) della rivolta tradizionale. La “Marcia del sale”, forse uno degli esempi più eclatanti della resistenza nonviolenta, fu caratterizzata da una estrema violenza da parte delle truppe inglesi che massacrarono di botte ( e poi arrestarono) i partecipanti, che non reagendo ed incuranti delle botte continuando a camminare raggiunsero il risultato finale ovvero che i comandanti inglesi stessi si resero conto che era inutile proseguire con la violenza e Gandhi ottenne l’obiettivo simbolico che si era prefisso. I veri nonviolenti domenica, visto che lo scopo della marcia pubblico e condiviso era “l’assedio della Maddalena” si sarebbero dovuti recare a mani nude sino a contatto delle reti e stare fermi li, circondare tutto il sito ed impedire i cambi delle FFOO, e se caso mai fossero stati manganellati o gasati gli altri nonviolenti avrebbero dovuto sostituirli, proprio come facevano i seguaci dei Gandhi. Tutto il resto sono solo parole.

Detto questo cosa è successo l’altra domenica alla Maddalena? Niente di più di una grande prova di forza, come il lunedì precedente dove le FFOO hanno gasato tra gli altri decine se non centinaia di pacifici pensionati settantenni, azione a cui, seppur logicamente contrari, non ci sentiamo di dare il titolo di “violenta” anche perché tutti noi eravamo pienamente consapevoli di cosa stavamo facendo e di cosa sarebbe successo. Domenica buona parte del Movimento No Tav ( e non i Black Block, per favore) ha deciso ad un certo punto di riprendersi ciò che riteneva fosse giusto riprendersi, e ci pare che gli incitamenti delle migliaia di persone, anche con famiglia al seguito, assiepate sui tornanti sopra la centrale, abbiano suffragato tale scelta e quindi anche qui si può parlare di forza ma non di violenza, i veri episodi di violenza sono stati prima lo squarciare e lordare le tende abbandonate, poi lo sparare ad alzo zero i lacrimogeni ed i probabili trattamenti post arresto subiti dai quattro ragazzi tuttora in carcere.

Se concordiamo che violenza significa anche e soprattutto imporre azioni e comportamenti contrari alla volontà di chi li subisce, ebbene i primi ad essere violenti sono proprio quei politici professionisti che, incuranti della volontà di una intera valle e di un pezzo della nazione, non solo vogliono imporre un’opera inutile che distruggerà ulteriormente le già fragili finanze italiane, ma lo fanno usando strumenti repressivi.

E’ da miopi ragionare oggi come si ragionava nel 1995 o nel 2005, gli scenari sono completamenti mutati e quindi anche le strategie vanno adeguate. Nel 1995 la lotta al TAV era cosa di pochi attivisti, nel 2005 è diventato un problema di una intera Valle, oggi è un problema (se non il problema) dell’Italia, noi siamo diventati un esempio positivo per chi vuole ribellarsi a questo sfascio politico/istituzionale/morale ed economico che si chiama Italia e siamo diventati un grande problema per chi è la causa di questo sfascio e non vuole mollare il potere.

Il Movimento No Tav ha sempre avuto un “qualcosa” che gli ha fatto compiere le scelte giuste, altrimenti oggi non saremmo quello che siamo, questo significa che anche lunedì e domenica scorsi è stato fatto quello che era giusto fare. La nostra storia è piena di episodi che hanno soddisfatto alternativamente la parte più moderata e la parte più interventista, gli episodi della scorsa settimana rientrano pienamente in questa logica.

Ci pare che la straordinaria partecipazione dei torinesi stessi alla fiaccolata di venerdì a Torino suffraghi quanto da noi affermato.

Per il Comitato No Tav Condove,

Bonaudo, Cuatto, Leonardi, Moletto, Pagliano, Peroglia, Perotto, Pettigiani, Veggio, Verre ed altri

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

3luliono tav

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Ai Mulini una lunga battitura apre l’estate di lotta No Tav

Si è aperta ieri sera al Presidio dei Mulini l’estate di lotta No Tav. Un appuntamento lanciato dalle studentesse e dagli studenti che, a partire dal tardo pomeriggio, ha riportato gli e le attiviste lungo i sentieri della Val Clarea.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

A Taranto i Sud si organizzano: crisi socio-ecologica, zone di sacrificio e orizzonti di liberazione

L’assemblea pubblica si terrà il 20 GIUGNO dalle ore 14 alle ore 19 a Taranto, ripubblichiamo di seguito l’indizione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Ponte sullo stretto, indagine per corruzione. “Non ci sorprende” dice Marra del Movimento No Ponte

Un inchiesta per corruzione crea nuovi problemi alla grande opera inutile del ponte sullo Stretto.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’unica sovranità energetica è quella decisa dal popolo: Meloni e il nucleare una favola ridicola

Due referendum popolari hanno sancito il NO al nucleare in Italia. Una premessa obbligata dalla quale partire per leggere le forzature del governo Meloni sul tema: riaprire le centrali puntando sui “nuovi” Small Modular Reactors sarebbe la soluzione per l’indipendenza energetica. Tutte balle, scusate il francesismo. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Da Zvernec alla Val Susa: stesso modello imposto stessa lotta

Sono immagini familiari a chi vive in Val di Susa quelle che arrivano dall’Albania, dalla spiaggia di Zvërnec e dall’area protetta di Vjosa-Narta.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una storia di acciaerie, diossine, lavoro schiavo e campi di grano

Campi di granoturco coperti di polvere gialla; gialla la terra del cortile, la caligine che sporcava l’azzurro del cielo; gialla la patina che, nonostante le spolverature, tornava invariabilmente a ricoprire i mobili di casa, i libri accumulati sul tavolo; giallo il respiro che ti restava in gola e ritrovavi nel fazzoletto…..giallo di un giallo rossastro e bruciato il fumo che, giorno e notte si alzava dal tetto e tracimava dalle pareti della acciaieria Cravetto, al confine tra Bruzolo e San Didero, per allargarsi lungo la Valle, la mattina portata in alto dalla brezza di valle e, la sera, schiacciata in basso dalla brezza di monte, senza uscirne mai. Si lavorava ventiquattr’ore su ventiquattro. Di notte il cielo intorno all’edificio riverberava dell’inquietante bagliore della colata continua.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Dracula all’Avis e altri spettri: il nervosismo di chi difende la Torino-Lione

C’è qualcosa di paradossale e, involontariamente comico, nelle dichiarazioni di Paolo Foietta pubblicate da la Repubblica. Dopo anni passati a presidiare, coordinare, spiegare e soprattutto difendere la Torino-Lione, oggi l’allarme è questo: in Val di Susa c’è un “vuoto politico”. E in questo vuoto, udite udite, “parleranno solo i No Tav”.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

In migliaia abbiamo invaso il cantiere!

Un primo maggio di lotta straordinario a Bagnoli in oltre 4000 da Fuorigrotta a Bagnoli fino dentro al cantiere.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Piano energetico italiano: il ritorno al carbone

E’ ormai chiaro che gli obiettivi fissati dal PNIEC, il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima, con scadenza 2025, per rispettare gli obiettivi europei di decabonizzazione, verranno disattesi. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il paradosso delle Cer: nate per il territorio, ora nel mirino delle grandi aziende dell’energia

Le Comunità energetiche rinnovabili sono orientate alla democratizzazione della produzione energetica, la legge infatti impedisce alle grandi multiutility di entrare a farne parte. Ma le complicazioni che la loro gestione comporta stanno offrendo alle grandi aziende un’occasione di appropriarsi anche di questo modello energetico.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Collina morenica: teatro di conquista via terra, sottoterra e dal cielo

I fronti di attacco aperti negli ultimi tempi nei confronti della Collina morenica, area posta tra la periferia ovest di Torino e le Alpi Cozie, testimoniano l’accanimento in atto nei confronti di territori ancora naturali o caratterizzati da un certo equilibrio tra natura e sfruttamento umano, ma proprio per questo selezionati come aree da sfruttare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

No Tav al 1 maggio di Taranto, il filo che ci unisce: intervento (VIDEO)

Mentre in tutta Italia si celebrava, spesso in modo rituale, la festa dei lavoratori, a Taranto il 1 maggio si è fatto quello che questa giornata dovrebbe essere davvero: conflitto, denuncia, parola libera.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Per tutte le donne che non sanno stare al loro posto – Ermelinda libera subito!

Ieri pomeriggio, un’altra compagna è stata posta agli arresti domiciliari per via di una condanna definitiva. Si tratta di Ermelinda, compagna No Tav della prima ora, femminista e rivoluzionaria.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Alta velocità in Val di Susa: un progetto che continua a dare i numeri / Parte prima: Avigliana

La passeggiata informativa organizzata dal Movimento No Tav ad Avigliana sabato 11 aprile ha dato modo di comprendere la reale consistenza del progetto in essere della linea ferroviaria alta velocità.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

TAV e A32: le grandi opere come infrastruttura del potere mafioso

L’inchiesta pubblicata da Domani sulle “locali” di ‘ndrangheta nel Nord-Ovest non racconta nulla di nuovo per chi guarda da anni la Valsusa senza voltarsi dall’altra parte: conferma che la ‘ndrangheta in Piemonte non è un corpo estraneo, ma una presenza stabile, organizzata, radicata. Non è una presenza marginale, ma una struttura consolidata che si è inserita stabilmente nei territori e nei settori chiave dell’economia.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Al via l’appello della Procura di Torino per il processo “Sovrano”

Questa settimana si è tenuta la prima udienza dell’appello voluto dalla Procura di Torino per impugnare la sentenza di primo grado che ha visto cadere il capo di imputazione di associazione per delinquere nel processo nominato “Sovrano” ai riguardi di Movimento No Tav e Askatasuna.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La Pasqua resistente delle giovani: 4-5-6 aprile campeggio studentesco No Tav

In questi giorni si è svolto in Val di Susa il campeggio studentesco al presidio dei Mulini.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Val Susa: accanimento contro Giorgio Rossetto, prolungata la detenzione a un giorno dalla fine della pena.Intervista a Nicoletta Dosio

E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”