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No Tav al 1 maggio di Taranto, il filo che ci unisce: intervento (VIDEO)

Mentre in tutta Italia si celebrava, spesso in modo rituale, la festa dei lavoratori, a Taranto il 1 maggio si è fatto quello che questa giornata dovrebbe essere davvero: conflitto, denuncia, parola libera.

da notav.info

Sul palco del concertone organizzato dal Comitato Lavoratori e Cittadini Liberi e Pensanti, anche quest’anno c’era una delegazione No Tav. Una presenza, la nostra, politica e concreta che si rinnova ogni anno, tessendo un filo che tiene insieme territori lontani ma accomunati dallo stesso destino imposto dall’alto.

La Val di Susa e Taranto sono due territori trasformati in zone di sacrificio.
Da una parte il TAV, con il suo carico di devastazione ambientale, montagne scavate, colate di cemento, spreco di denaro pubblico e rischi per la salute.
Dall’altra ILVA, simbolo di un modello industriale che per decenni ha imposto il ricatto tra lavoro e vita. Taranto, la bella Taranto, continua a pagare un prezzo altissimo. Non solo in termini ambientali, ma anche sociali e sanitari. Eppure, nonostante tutto, continua a resistere, a produrre pensiero critico, a costruire alternative.

Dal palco si sono alternati interventi, testimonianze, musica, rabbia e visione. Dalla difesa dei territori alla contrapposizione a tutte le guerre e ai modelli autoritari, si è costruito un racconto collettivo potente e di rilancio.

Ovviamente centrale è stato il tema del lavoro: lo diciamo da anni anche in Valle e l’abbiamo ribadito dal palcoesiste lavoro e lavoro!
Il lavoro che avvelena, che distrugge territori, che mette in pericolo la salute, non è lavoro ma ricatto e in quanto tale va rifiutato.

È anche su questo terreno che quindi le nostre lotte si incontrano. Accusati di essere “nemici del progresso” – che siano No Tav o cittadini di Taranto che si oppongono all’acciaieria, contrastiamo da anni questa falsa narrazione, utile solo a giustificare scelte già prese e bypassare ogni ragionamento sensato sul futuro dei territori e delle persone che li vivono.

Come si può parlare di valorizzazione di un territorio mentre lo si distrugge?
Come si può difendere il lavoro quando quel lavoro uccide?

Il primo maggio di Taranto è stato ancora una volta un momento di verità, al di fuori della retorica di tante kermesse nazionali.

Ed è proprio da questi momenti che può nascere qualcosa di diverso: Taranto e Valsusa lo stanno già dimostrando.

Per la nostra delegazione è stata l’occasione anche per ribadire la solidarietà a GiorgioErmelinda ed Aliceattualmente sottoposti a misure restrittive della libertà per la nostra lotta ed contraccambiare l’invito al Festival Alta Felicità che si svolgerà il 24-25-26 luglio in Valle.

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