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15 ottobre: la corte d’appello conferma le condanne per 4 imputati

Per gli altri quattro imputati sono state avvallate le accuse legate al blindato incendiato in piazza San Giovanni: per due manifestanti la condanna è scesa a 4 anni e 8 mesi da 6 anni e per altri due a 5 anni. Per Davide Rosci, invece, il giudice ha confermato i 6 anni di reclusione imposti al primo grado, senza riconoscere alcuna attenuate, forse perché Davide si è sempre impegnato nelle lotte sociali. L’unica istanza accolta dal giudice per quanto riguarda Davide è stata quella di concedere i domiciliari: egli è stato l’unico a essere detenuto in carcere due anni con diversi spostamenti da un carcere all’altro.

Tra le accuse confermate per i quattro manifestanti, si trova anche il capo “devastazione e saccheggio”: un reato che ha origini nell’era fascista e comporta pene molto alte, un reato che negli ultimi anni è stato applicato in maniera indiscriminata a partire dal 2011. La sentenza della Corte d’appello di certo non può consolare, anzi, è motivo di rabbia per l’accanita criminalizzazione nei confronti di chi porta avanti e pratica forme di lotta sociale.

Il 15 ottobre in piazza San Giovanni c’eravamo tutti/e!

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