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Ancora contestazioni per Donald Trump

Centinaia i manifestanti che si erano riuniti all’esterno dell’edificio dove era atteso Trump, al grido di “Dump Trump” (getta via Trump ndr) e “Mr Hate out of our State” (Signor odio, fuori dal nostro Stato ndr) e più volte sono entrati in contatto con i suoi sostenitori. Successivamente i manifestanti hanno messo in difficolta gli agenti che bloccavano l’ingresso dell’edificio.
Sempre sabato in Arizona, almeno un centinaio di persone hanno bloccato l’autostrada nei pressi di Phoenix, dove il candidato repubblicano era atteso ad una manifestazione elettorale in vista delle primarie dello scorso martedì. I dimostranti sono riusciti a paralizzare per qualche ora l’autostrada prima che la polizia riuscisse a disperdere la protesta, arrestando almeno 3 persone.

Nonostante non vi fosse nessun comizio in corso, sabato 20 marzo centinaia di newyorkesi si sono riversati per le strade della Grande Mela in segno di protesta contro Trump. Il corteo ha marciato verso la Trump Tower sulla Fifth Avenue, dove manifestanti di tutte l’età hanno lanciato slogan come: “Donald Trump, razzista, sessista, anti-gay” e issando cartelli come: “Espellere Trump”, “Costruire un muro attorno a Trump”, e ancora: “Non lasciare che l’intolleranza abbia la meglio sulla nostra Costituzione” e “Scambio 1 Donald Trump con 25.000 rifugiati”. Convocata dal gruppo “ Antifascisti Cosmopolitani”, si è mossa intorno alle strade vicino all’abitazione di Trump, dove ad un tratto la polizia è intervenuta arrestando alcuni manifestanti.

Come dicevamo la scia non accenna a fermarsi, nonostante la garanzia di assistenza legale data ai suoi scagnozzi e ai suoi sostenitori in caso di contatto con i contestatori, non riesce a impedire che questo avvenga.

Quelli che seguono sono passaggi dei suoi interventi, dove se si tolgono i discorsi intrisi di razzismo e xenofobia della più bassa specie (che non riportiamo), quello che ne rimane è più un appello a garantire la propria incolumità, piuttosto che la parte del “leone” alla quale ambirebbe.

1 Febbraio 2016, Iowa : “Se vedete qualcuno pronto a tirare un pomodoro, picchiatelo a sangue. Dico davvero. Pestatelo. Pago io le spese legali, ve lo prometto”.

22 Febbraio 2016, Las Vegas: “Mi mancano i vecchi tempi. Sapete cosa facevano a questa gente? Li portavano via in barella. Mi piacerebbe prenderli a pugni in faccia, ve lo garantisco”.

4 Marzo 2016, Warren Michigan: “Portatelo via e cercate di non fargli male, se questo succede pago io le spese. Non preoccupatevi”.

9 Marzo 2016 Fayetteville, North Carolina: “Ai vecchi tempi queste contestazioni non sarebbero successe. Li avrebbero gonfiati come zampogne. Cosi ci avrebbero pensato due volte prima di contestare di nuovo”.

11 Marzo 2016, St Louis dichiara che il problema è che non c’è abbastanza violenza: “Non è bellissimo partecipare ai miei comizi? Parte del problema e del motivo per cui ci vuole così tanto tempo per portare via i contestatori è che nessuno vuole fargli male”.

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pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

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