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Apologia di fascismo: niente onorificenza dalla Germania ai poliziotti che uccisero Amri

Due eroi davvero all’italiana: avranno pensato d’aver compiuto il gesto in grado di svoltare la propria vita, invece sono stati beffati e sbeffeggiati.

Cristian Movio e Luca Scatà sono i due agenti che a Sesto San Giovanni nella notte del 23 dicembre fermarono ed uccisero Anis Amri, l’autore della strage dei mercatini natalizi, 4 giorni prima sfuggito da sotto il naso a tutte le autorità tedesche. Ebbene oggi si viene a sapere attraverso il quotidiano “Bild” che sebbene il governo tedesco stesse considerando l’idea di premiare Movio e Scatà, due ministri avrebbero invece smentito e annullato qualsiasi cerimonia in quanto i due “eroi” sono fascisti. E questo, a differenza delle istituzioni italiane, a distanza di 70 anni imbarazza ancora quelle tedesche.

Che fossero fascisti da noi era da tempo risaputo. Infatti, l’errore originario è avvenuto per bocca del ministro Minniti il quale decise di rendere pubblici i loro nomi pensando di dar loro chissà quale risalto, cosicché allo stesso tempo sono stati rivelati i loro profili facebook e di Instagram pieni zeppi di foto di Mussolini, link a siti razzisti, bottiglie di coca cola con la scritta “Adolf” ed altre cialtronerie simili… Di fronte ad un certo imbarazzo la polizia italiana oscurò i loro profili, ma il danno era stato fatto. Nonostante che per i due poveri agenti non siano mancati i tributi di solidarietà da parte di colleghi, politicanti, parte dei media e la cosiddetta società civile, è stato immediato il loro trasferimento forzato in una nuova e per il momento segreta località. Un boccone sicuramente amaro, che ha costretto i due “eroi” in salsa italiana ad abbandonare in fin dei conti il comodo posto che avevano.

Dovevano essere portati alla ribalta, sono stati mandati chissà dove. Dovevano essere glorificati, sono stati “trombati”. Beffati e sbeffeggiati.

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