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La scena ultras ucraina: scontro tra opposte galassie politiche

Arsenal vs.Karpaty: lotta politica o solo un’altra partita di calcio?

Quando sono andato alla partita mi ha colto di sorpresa il numero di tifosi della Dinamo Kiev venuti a dare manforte al Karpaty contro i loro rivali cittadini. Ho anche notato circa duecento tifosi del famoso gruppo ultras della Dinamo, i White Boys, che hanno riempito quasi completamente gli spalti degli ospiti spesso vuoti, mettendo in minoranza i tifosi di casa. Il “bianco” dei White Boys ha un duplice significato: indica il colore della prima maglia della Dinamo ma si riferisce anche agli elementi maggiormente di destra della tifoseria, che sono in aperto contrasto con l’antifascismo, come hanno sperimentato i tifosi dell’Arsenal Kiev.

Quando si tratta degli ultras della Dinamo e del Karpaty c’è una linea sottile tra l’essere anticomunisti e fascisti. La scorsa stagione, i cori razzisti durante le partite della Dinamo divennero così frequenti che la Uefa punì il club – dovranno giocare le prossime partite di casa europee (il turno di qualificazione dell’Europa League in agosto) a porte chiuse. Ciò evidenzia una questione non secondaria nel calcio ucraino: non è stata la Ukrainian Football Federation (Uff) a punire la Dinamo, ma la Uefa.

La maggior parte degli appassionati di calcio in diverse aree dell’ex Unione Sovietica è consapevole del profondo razzismo spesso mostrato dai tifosi, sia allo stadio, sia prima che dopo le partite sui mezzi pubblici e nei luoghi pubblici. Nel dicembre del 2011 io e la mia fidanzata ci ritrovammo per caso in mezzo ai tafferugli tra gruppi ultras scoppiati a Mosca. Perciò non mi ha stupito più di tanto essere testimone del razzismo apertamente espresso dai White Boys e dai tifosi del Karpaty sugli spalti. Infatti la partita era cominciata appena da 20 minuti quando l’attaccante ghanese dell’Arsenal Dominic Adiyiah fu atterrato in area e fu concesso il calcio di rigore. All’istante, i tifosi del Karpaty e della Dinamo risposero con il verso della scimmia, e il coro “Ucraina, Ucraina, Ucraina”.

A colpirmi è stata la reazione di Adiyiah e degli ultras dell’Arsenal. Avendo trasformato il rigore, Adiyiah ha agitato le braccia in direzione dei tifosi del Karpaty prima di festeggiare con i compagni di squadra. I tifosi dell’Arsenal hanno preso a urlare “Antifa, Antifa, Antifa” (che deriva dal tedesco “Antifaschistische Aktion” e significa “azione antifascista”) e poi hanno intonato il nome di Adiyiah in quella che chiaramente è stata una manifestazione di solidarietà nei confronti del loro giocatore.

Fascismo in Ucraina: spiegare l’inspiegabile

Durante la partita Arsenal-Karpaty mi ha raggiunto Aleksander Tkach – giornalista e caporedattore del magazine online ucraino Tribuna.ua. Aleksander mi ha chiesto come vedessi, dall’esterno, il gioco ucraino e quali fossero a mio giudizio le differenze maggiori tra il calcio ucraino e quello tedesco. Gli ho spiegato che la caratteristica più evidente, ciò che lo distingue dal calcio in Germania, è l’esibizione esplicita di simboli nazionalisti, fascisti e di estrema destra. Aleksander si è sorpreso quando gli ho detto che molti giornali in Europa occidentale avevano etichettato il Karpaty come il club più a destra dell’Ucraina.

Aleksander mi ha spiegato che “[gli ultras del] Karpaty non sono migliori o peggiori [degli ultras] della Dinamo Kiev o del Metalist.”

E ha continuato: “Può darsi che gli stereotipi europei derivino dal fatto che il Karpaty proviene da una regione e da una città in cui il nazionalismo è parte integrante del panorama politico e culturale. Dunque il loro background è più ricco e profondo, i loro striscioni mostrano il più delle volte slogan e ritratti di famosi [e infami] leader nazionalisti ucraini del passato. Perciò, sì, gli ultras del Karpaty (e parecchi suoi tifosi) sono di estrema destra – ma in ogni caso non sono gli unici”.

I tifosi del Karpaty sanno perfettamente come attirare l’attenzione con i loro spettacoli pirotecnici e le loro coreografie, sebbene nel paese abbiano il seguito più ampio di tutti in trasferta. Forse la convinzione errata che i tifosi del Karapty siano più di destra degli altri gruppi ultras in Europa orientale deriva proprio dal fatto che hanno il seguito più ampio nelle trasferte. Questa errata convinzione generale mi ha spinto ad approfondire i concetti di nazionalismo e radicalismo di destra per come si dispiegano in Ucraina, e a chiedermi se gli europei occidentali e i nordamericani non abbiano una prospettiva completamente diversa quando si tratta degli orrori del nazionalismo e del fascismo. È corretto proiettare il nostro punto di vista su una regione che ha una storia così diversa dalla nostra? L’estrema destra in Ucraina è la stessa che c’è in Germania, o nel Regno Unito?

A Kiev seguivo regolarmente il calcio nel mio bar irlandese preferito, O’ Connors, nel quartiere di Podil, con un gruppo di giornalisti che lavorano per le due maggiori emittenti televisive ucraine 1+1 e 2+2. Durante una partita di Champions League la nostra conversazione si spostò sulla politica, e più in particolare su Svoboda[2]. Quando dissi che Svoboda è un partito fascista, la tavolata scoppiò a ridere, “Il tedesco chiama fascista un partito ucraino,” osservò uno. Una volta spentesi le risate, la maggioranza di loro fu d’accordo con me e disse che la vera struttura del partito si compone di elementi fascisti, ma ci fu un’eccezione: il mio amico Andrei di Lviv disse che era un partito solido con genuini valori ucraini che combatteva contro la potenziale resurrezione del comunismo.

Questa mossa mi ha riportato al punto di partenza. In Ucraina, a differenza che in Germania o nel Regno Unito, un vasto segmento della popolazione pensa che il comunismo stia sullo stesso piano del fascismo, se non peggio. C’è stata un’etica simile nella Germania orientale tra molti giovani che si erano uniti alle organizzazioni di estrema destra solo perché era il modo migliore per protestare contro i loro genitori, cresciuti in una società dove il fascismo era visto come il male maggiore.

Per molti ucraini di destra un partito con elementi neonazisti è considerato un buon partito poiché promette di difendere i valori ucraini e di opporsi direttamente all’ideologia comunista. Ciononostante, Svoboda ha raccolto un esile 10 per cento del voto nazionale e persino nella regione in cui incamera la maggioranza dei suoi consensi – principalmente l’area occidentale del paese – la quota del partito non è mai andata oltre il 33 per cento.

L’unico club che ha un rapporto stretto con il partito è il Karpaty Lviv, ma, come ha affermato il mio amico giornalista, il Karpaty non è affatto un caso unico. In realtà, gruppi ultras e hooligan in Ucraina sono prevalentemente di estrema destra.

Siccome molti tifosi sugli spalti espongono apertamente simboli fascisti, sarebbe facile giungere alla conclusione che chiunque frequenta una partita di calcio in Ucraina sia ascrivibile alla destra politica. Il frequentatore medio dello stadio, tuttavia, spesso è apolitico e gli ultras e gli hooligan non sono visti dall’opinione pubblica come razzisti o fascisti. Aleksander supponeva che “per il 99 per cento della gente comune sono solo un branco di tizi aggressivi con bandiere e fumogeni che fanno il tifo per la Dinamo o lo Shaktar”.

Fascismo e Arsenal Kiev: il mito della Bbc e la realtà

Un buon esempio di come gli episodi razzisti e fascisti negli stadi ucraini possano essere sovrastimati da un osservatore esterno, è l’imbarazzante documentario della Bbc girato poco prima degli Europei del 2012 in Polonia e Ucraina. Secondo il magazine tedesco 11Freunde, la Bbc ha realmente intervistato un gruppo di tifosi antifascisti dell’Arsenal, ma le loro interviste sono state omesse poiché non si adattavano alla narrazione prestabilita del programma. Tra l’altro il documentario si focalizzava ampiamente sui tifosi duri e puri o fanatici delle squadre ucraine invece che sul supporter medio.

È a causa di documentari come quello trasmesso dalla Bbc se la percezione collettiva del calcio ucraino rimane fosca, e non del tutto precisa.

A nuotare contro corrente sono gli ultras dell’Arsenal, che mostrano che le buffonate di estrema destra dei tifosi ucraini non sono endemiche come vengono spesso descritte dai media in Germania, Regno Unito o persino in Nord America. L’Arsenal è la prima, e finora l’unica, tifoseria antifascista nell’Ucraina indipendente, ma esistono altri esempi di tifoserie simili emergenti (come il Partizan Minsk in Bielorussia) nei paesi dell’ex Unione Sovietica, dove i tifosi hanno cominciato a ribellarsi contro le tendenze di destra negli stadi.

Gli esempi di Arsenal e Partizan indicano che nell’ex Unione Sovietica esiste un disagio crescente nei confronti del dominio della destra politica tra i gruppi ultras. Kiev, per dire, ha un scena punk molto attiva, e parecchi bar, locali, e altri luoghi di aggregazione sono frequentati da socialisti, anarchici, e in genere da persone di sinistra. Un posto così è l’Andreevski Spusk, nel quartiere di Podil; una zona battuta da molti artisti e militanti della sinistra radicale. Anche i Verdi ucraini tengono qui il loro quartier generale.

Molti degli appartenenti a questa scena sociale di sinistra sono anche tifosi, ma quando assistono alle partite di calcio sono costretti a nascondere le loro affiliazioni politiche. Questa situazione, in parte, è mutata con la ristrutturazione dell’Arsenal Kiev – ora esiste un club che a dispetto della sua storia inventata è assai meno invischiato nelle pastoie del passato. Come spiega Aleksander: “L’Arsenal ha assorbito quasi tutti gli ultras di Kiev che non condividono le generali tendenze di destra sulla scena calcistica. Difatti, una componente significativa di estremisti di sinistra e antifascisti ha finito per costituire il nucleo della sua tifoseria”.

E aggiunge: “Gli Antifa sono tradizionalmente banditi tra gli estremisti dell’Europa orientale – non solo nel calcio – perciò il codice d’onore (ad esempio non usare armi nel combattimento) a loro non si applica”. Adesso sui forum online dei gruppi ultras vige il divieto auto-imposto di non fare il nome dell’Arsenal Kiev o di postare foto di coreografie allestite dagli ultras dell’Arsenal.

Nel suo ultimo numero, 11Freunde ha viaggiato con un gruppo di ultras dell’Arsenal fino al porto di Odessa sul Mar Nero e ha raccontato le difficoltà in cui si imbattono nelle partite in trasferta. L’articolo descrive i tifosi dell’Arsenal come ultrà ai quali viene data attivamente la caccia quando vanno in trasferta nelle altre città.

Ma c’è un altro aspetto della storia, come ho scoperto quando ho visitato io stesso Odessa, dove ho assistito a una partita insieme a un gruppo di tifosi locali. Rimasi di stucco quando tutti loro si salutarono dicendo shalom anziché usare il russo privet. Al che mi fu spiegato che era per onorare la tradizione ebraica di Odessa. Ma seguire la tradizione può condurre a gravi rischi. Quando viaggiano i tifosi di Odessa, come quelli dell’Arsenal Kiev, sono emarginati dagli altri gruppi ultras e non sono protetti dal “codice d’onore” che vieta di usare armi come coltelli nelle risse tra hooligan.

In realtà anche i tifosi dell’Arsenal non rifuggono dalla violenza. Proprio come essi vengono attaccati per le loro convinzioni di sinistra, alcuni ultras dell’Arsenal hanno dichiarato nelle interviste che danno attivamente la caccia ai militanti di estrema destra e che usano la violenza. Come ha detto a 11Freunde uno degli ultras dell’Arsenal, a Kiev è diventato più pericoloso essere apertamente di estrema destra da quando è stata fondata la loro organizzazione. Ampliando il loro raggio d’azione, molti tifosi dell’Arsenal sostengono gli attivisti che si battono contro la destra nelle scuole e nelle università, e sono pubblicamente impegnati nell’educare la gente sui reali orrori e pericoli del nazionalismo e del fascismo.

Nondimeno è impossibile esprimere un giudizio senza tener conto della storia dell’Ucraina (o di altri paesi dell’ex Unione Sovietica). È una società giovane che deve ancora venire a patti col suo passato comunista. I simboli del comunismo e lo stesso Partito comunista sono tuttora parte importante della vita quotidiana e molti ragazzi temono il ritorno di un regime simile, e si rivolgono alla prospettiva politica diametralmente opposta. In Germania, c’è voluta una generazione perché il paese guarisse dalle ferite del nazismo, e le attività degli ultras dell’Arsenal mostrano che l’Ucraina, perlomeno in certi quartieri, ora sembra pronta ad affrontare il suo passato comunista senza correre tra le braccia della destra.

Pubblicato su Futbolgrad. Traduzione a cura di Luca De Luca

Manuel Veth

Manuel Veth è nato a Monaco ed è dottorando al King’s College di Londra. La sua tesi si intitola: Selling the People’s Game: Football’s transition from Communism to Capitalism in the Soviet Union and its Successor States

[1] La marshrutka è un mezzo di trasporto molto comune e diffuso nei paesi dell’ex blocco sovietico. Si tratta di un servizio privato di taxi collettivo, svolto da piccoli bus a 9 posti spesso omologati per il trasporto di più persone, che si affianca al regolare servizio offerto dagli autobus di linea. [N.d.T.]

[2] L’Unione pan-ucraina, comunemente chiamata “Svoboda” (“Libertà”), è un partito nazionalista di estrema destra molto attivo sulla scena politica ucraina. Guidato dall’ex pugile Oleh Tyah­ny­bok, ha avuto un ruolo non marginale nelle rivolte che in febbraio hanno portato alla caduta dell’ex presidente Viktor Janukovyč. Fra i punti del suo programma, segnaliamo l’abolizione del diritto d’asilo e la cancellazione della dop­pia cittadinanza e dell’accesso a qual­siasi forma di welfare per i non ucraini. Come si vede, si tratta di proposte di natura razzista e xenofoba, a cui si affianca una posizione europeista e filo-atlantica in chiave anti-russa. Svoboda si è inoltre distinta per le spedizioni punitive – la cosiddetta “strategia di azione nazionale” – contro militanti antifascisti, migranti e soggetti definiti, con terminologia di derivazione nazista, “asociali” e “devianti”. [N.d.T.]

[Fonte: Mondo Calcio Magazine]

http://www.sportpeople.net/la-scena-ultras-ucraina-scontro-tra-opposte-galassie-politiche/

17 aprile 2014

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