InfoAut
Immagine di copertina per il post

Sardegna: la questura usa il Daspo urbano contro il movimento anti-speculazione energetica

Daspo urbano in Sardegna agli attivisti che si battono contro la speculazione energetica. Atti recapitati  ad una nonna di Uta e a un nuorese che hanno manifestato per impedire il trasporto delle pale dal porto di Oristano. E ne potrebbero arrivare un’altra decina

di Stefano Baudino da L’Indipendente

Le autorità sarde hanno emanato due Daspo urbani, la misura di divieto di accesso al territorio comunale, nei confronti di attivisti sardi che hanno partecipato alle proteste contro la speculazione eolica. Gli attivisti, di preciso, avevano preso parte a una protesta notturna presso il porto di Oristano-Santa Giusta, con l’obiettivo di impedire il trasporto delle pale eoliche tra le strade provinciali 49 e 56. Nei prossimi giorni, ipotizzano i quotidiani locali, misure analoghe potrebbero colpire altre persone presenti alla manifestazione: i due attivisti sanzionati, infatti, si sarebbero limitati a protestare vicino ai tir, nei pressi dei quali si trovavano però altre decine di manifestanti.

Nello specifico, uno dei Daspo urbani già recapitati ha colpito un’attivista di 60 anni, Rosi Tocco, la quale avrebbe insultato con foga l’autista del tir che trasportava la pala eolica, che l’avrebbe attaccata a parole. Tramite il suo avvocato, Michele Zuddas, Tocco chiederà di essere ascoltata in Questura al fine di chiarire la sua posizione. «Ho ricevuto un procedimento amministrativo perché io e alcuni compagni di vari comitati in lotta contro la speculazione energetica, abbiamo legittimamente protestato a Santa Giusta – ha scritto Tocco in un post Facebook – Nello specifico, io ho ostacolato con veemenza l’esecuzione della manovra del mezzo pesante impedendo la prosecuzione, obbligando l’autista ad una sosta forzata, ho insultato e minacciato l’autista e un operatore a terra. Di conseguenza lorsignori ritengono che io sia una persona socialmente pericolosa. Oramai non si può più neanche dissentire con “veemenza “, avrei dovuto dire all’autista con modi gentili e per gentilezza di non trasportare quell’enorme mostro a Villacidro!». Tocco ha concluso il suo post scrivendo: «Io non mi lascio intimorire, per me è soltanto un onore essere processata per aver difeso la mia amata Terra». Un altro Daspo è stato emesso all’indirizzo di un attivista barbaricino di cui non sono state rese note le generalità, ma ci si aspetta che ne arrivino molti altri. In totale, infatti, le persone in protesta a ridosso del tir erano circa trenta, mentre altre venti dimostranti avevano fatto sentire la loro voce per le strade dello scalo portuale.

Quella notte, il grande autoarticolato posizionato nel piazzale del porto industriale, con un’enorme pala eolica caricata per il trasporto, doveva raggiungere il Comune di Villacidro. Alcune decine di militanti del Presidio del popolo sardo, giunti da ogni angolo dell’Isola, avevano inscenato una protesta davanti al mezzo in partenza, rallentando le operazioni per circa un’ora. Sotto l’attenzione controllo delle forze dell’ordine, i manifestanti avevano scandito lo slogan “Fuori la mafia dalla Sardegna!”. Tra le pale e gli agenti, di tanto in tanto, sono comparse le maschere dell’Anonymous sardo, decorate con i Quattro Mori, per richiamare l’attenzione sulla mobilitazione contro l’espansione incontrollata di impianti eolici, fotovoltaici e agrivoltaici sul territorio.

La popolazione sarda lotta da tempo contro la speculazione delle multinazionali dell’eolico. Un presidio permanente presso il porto di Oristano è iniziato nel luglio dell’anno scorso, sfociando fin dai primi giorni in tensioni con le forze dell’ordine, che hanno effettuato sgomberi, identificazioni e denunce all’indirizzo degli attivisti. Contestualmente, nell’entroterra cagliaritano, alcuni cittadini hanno dato il via alla Rivolta degli Ulivi, sollevazione popolare spontanea che risponde agli espropri coattivi dei terreni dei contadini (dove dovranno sorgere i parchi eolici) piantando ulivi e altre specie vegetali.

Nel frattempo, la vicenda ha visto negli ultimi giorni una novità importante sul versante normativo e giurisprudenziale. La Corte costituzionale ha infatti dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 3 della legge regionale della Sardegna che, lo scorso luglio, aveva introdotto una moratoria sulla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili per un anno e mezzo, in attesa del via libera alla legge regionale per l’individuazione delle aree idonee. Contro la moratoria il governo italiano aveva subito deciso di ricorrere alla Consulta, vincendo la partita. Nel testo della sentenza si spiega infatti che le disposizioni regionali impugnate, sebbene «finalizzate alla tutela del paesaggio, nello stabilire il divieto di installare impianti alimentati da fonti rinnovabili», si pongono in contrasto con gli obiettivi di decarbonizzazione sanciti a livello europeo e recepiti a livello statale.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Divise & Poteredi redazioneTag correlati:

blocchidaspo urbanosardegnaspeculazione energetica

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Calabria: un mese di mobilitazione diffusa per il lavoro e contro il carovita

Scriviamo questo contributo mentre la Calabria è ancora teatro di importanti lotte e momenti di mobilitazione popolare, con lo scopo di comprendere e attraversare, senza alcun pregiudizio, ogni frattura che si apre in questa terra.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Data Center in Piemonte: i comitati di Moncalieri e Caselle chiamano due assemblee cittadine

Di seguito pubblichiamo le indizioni delle due assemblee che si terranno a Moncalieri giovedì 15 ottobre alle ore 18 organizzata dal Comitato No Data Center Moncalieri e a Caselle Torinese lunedì 19 ottobre alle ore 18.30 organizzata dal Comitato No Data Center Caselle. Ricordiamo l’appuntamento La vera faccia dei data center: cosa succede in Piemonte? di mercoledì 21 ottobre alle ore 17.30 presso il Dipartimento di Fisica per approfondire gli aspetti tecnici e fare il punto dei progetti all’attivo in Piemonte.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Contro gli investimenti israeliani nelle energie rinnovabili: presidi in Toscana per la Palestina

Anche i comitati territoriali contro la speculazione energetica da grandi rinnovabili si mobilitano per la Palestina.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Perché opporci al dilagare dei data center? Opuscolo informativo con focus sulla regione Piemonte

Perché opporci al dilagare dei data center? Opuscolo informativo con focus sulla regione Piemonte

Immagine di copertina per il post
Confluenza

La vera faccia dei data center: cosa succede in Piemonte?

Di seguito l’indizione del dibattito organizzato dai comitati e dai cittadini che si stanno attivando a Torino sul tema dei data center insieme all’Assemblea Universitaria di Scienze di UniTo.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Data Center a Modena: dati in pasto alla guerra

Brescia, 18 agosto 2026. Festa di Radio Onda d’Urto. Temperature da fornace padana, nell’estate più lunga, torrida e faticosa mai registrata in Italia. Insieme a noi, sotto la tensostruttura dove si svolge il dibattito, decine e decine di persone.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Agrivoltaico finanziato da Israele: alcuni aggiornamenti dalla Toscana e dal Piemonte

Proponiamo di seguito un contributo che racconta il punto in cui i due percorsi territoriali, uno a Ribolla in provincia di Grosseto e uno in provincia di Biella e Vercelli, sono arrivati portando avanti la lotta contro l’agrivoltaico finanziato da Israele.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Difendere gli Appennini: una vittoria per Londa!

Questa estate il Consiglio comunale di Londa ha espresso all’unanimità parere contrario e ha così respinto il progetto di mega parco eolico che gravava sui crinali mugellani. Di seguito riportiamo il comunicato della Coalizione ambientale TESS e aggiungiamo alcune considerazioni!

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Presidio a Biella: giù le mani dal Brianco. No al progetto agrivoltaico della società israeliana Ecoenergy

Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5 milioni di euro.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Di greenwashing, militarizzazione dei territori e questione energetica

La Toscana è sempre più al centro di una serie di interessi economici legati a doppio filo alla macchina bellica e al complesso militare-industriale.