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Ex Ilva: trattative tra governo e fondo speculativo Flacks, legato al movimento sionista Chabad

Ultimo dell’anno amaro per migliaia di operai ex-Ilva. Il multimiliardario Micheal Flacks, fondatore e presidente di Flacks Group, ha annunciato via profilo Linkedin un “accordo raggiunto con il Governo italiano per l’acquisizione dell’ex Ilva”.

Il fondo speculativo statunitense – dopo la rottura totale, a novembre 2025, tra governo e sindacati del tavolo di trattativa dell’ex-Ilva e del destino di 8.500 operai – ha allungato la mano su Acciaierie d’Italia di Taranto, il più grande impianto siderurgico integrato d’Europa.

Fonti vicine al dossier ex Ilva precisano che al momento è “solo” iniziata una trattativa in esclusiva serrata del gruppo Flacks con i commisari di Ilva e di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Secondo Flacks “il Governo italiano rimarrà un patner strategico con una quota del 40%”, mentre il fondo speculativo statunitense detiene “un’opzione per acquisire il 40% in futuro”.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Gianmario Leone, giornalista del Corriere di Taranto, sottolinea come il presidente del gruppo Michael Flacks sia stato ripetutamente finanziatore di movimenti sionisti e colonialisti di Israele.

In diverse occasioni, la Flacks Family Foundation e lo stesso Michael Flacks hanno annunciato finanziamenti a favore dello Chabad, movimento chassidico globale dell’ebraismo ortodosso che promuove l’occupazione illegale delle terre palestinesi e la colonizzazione di Gaza, sostenendo il concetto sionista di “Grande Israele”, dal Nilo all’Eufrate.

A inizio 2024 Michael Flacks ha donato 5 milioni di dollari per la costruzione di un edificio di 10 piani nel centro di Gerusalemme da destinare allo Chabad. A dicembre 2025 la Flacks Family Foundation ha annunciato il finanziamento di altri 3 milioni di dollari a Colel Chabad, ente a cui è stato ritirato il titolo di “benefico” a fine 2024.

Il Just Peace Advocates ha affermato che l’ente Colel Chabad non gestiva adeguatamente i fondi e che le sue attività sostenevano cause sioniste sotto la copertura di attività benefiche.

Il movimento Chabad sostiene apertamente anche le IDF israeliane: durante l’attuale genocidio a Gaza, Colel Chabad ha gestito programmi come “Iron Sword” per sostenere soldati israeliani. I movimenti di protesta per la Palestina hanno denunciato la complicità dell’ente nello sterminio dei palestinesi a Gaza.

Il movimento sionista internazionale Chabad ha sede anche New York, dove recentemente una folla filo-israeliana ha preso a calci e pugni una donna che protestava contro la presenza del ministro della destra colonica israeliana Itamar Ben-Gvir presso la sede del movimento sionista a Crown Heights, Brooklyn. Nei video diffusi online un uomo del gruppo le ha chiesto se “vuoi essere violentata?”. Fuori dalla stessa sede di Brooklyn, dimostranti filo-israeliani hanno aggredito un ebreo che protestava contro il genocidio a Gaza.

Tornando alla possibile acquisizione di ex Ilva per mano del gruppo Flacks, è “inaccettabile che le trattative avvengano con fondi speculativi alle spalle dei lavoratori. Ora più che mai è necessaria la costruzione di una società a maggioranza pubblica al fine di garantire la continuità industriale per la decarbonizzazione e l’occupazione”, ha dichiarato in una nota Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil.

L’intervista a Gianmario Leone, giornalista del Corriere di Taranto. Ascolta o scarica.

da Radio Onda d’Urto

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