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25 APRILE OVUNQUE MILANO È PARTIGIANA

In continuità con il percorso cittadino avviato ormai quattro anni fa, svincolato dalla retorica delle istituzioni che per troppo tempo hanno sfilato insieme ai sionisti in testa al corteo, svuotando il 25 aprile del suo significato conflittuale e partigiano, anche quest’anno dalla piazza arriva un’indicazione politica chiara: il corteo appartiene a chi riporta i valori della Resistenza di ieri nelle lotte di oggi.

Da troppi anni, infatti, istituzioni, partiti, sindacati e ANPI accettano di sfilare insieme a queste presenze, legittimandole. Come già nel 2024, l’ANPI ha rifiutato nuovamente di dare voce e spazio alla resistenza palestinese, negando la possibilità di intervenire dal palco di piazza Duomo.

Un percorso che ha visto nel 2023 un corteo separato, nel 2024 una grande contestazione in piazza Duomo, conclusasi con cariche della celere sotto gli occhi dell’ANPI e di Beppe Sala (25 Aprile 2024: appunti di lotta dalla piazza di Milano) fino ad arrivare al 2025, quando lo spezzone sociale e palestinese ha scelto di prendersi la testa del corteo: ad aprire, insieme all’ANPI, furono quindi le bandiere palestinesi, lasciando indietro istituzioni e partiti (25 Aprile 2025: Appunti di lotta dalla piazza Milano) isolando le bandiere sioniste e ucraine come un corpo separato ed estraneo al corteo.

In continuità con questo percorso, i compagni e le compagne quest’anno hanno saputo avviare contestazioni diffuse alla testa del corteo, con coraggio, forza e determinazione, gettando nuovamente il cuore oltre l’ostacolo: andando oltre ogni intimidazione, senza farsi fermare dalla pressione e dalle minacce della DIGOS né dalla celere schierata, che ha più volte provato a isolarli dal resto della manifestazione.

Nello spezzone sionista erano presenti, oltre alle bandiere dell’Ucraina, quelle dell’Iran dello Scià, cartelloni trumpiani, bandiere degli Stati Uniti, della NATO e addirittura di Forza Italia.

Al suo interno erano presenti anche soggetti come Eyal Mizrahi, presidente dell’associazione “Amici di Israele”, che molti ricordano per una dichiarazione rilasciata durante una trasmissione televisiva: “Definisci bambino”.

Una presenza intollerabile.

La contestazione, o meglio la resistenza, è cresciuta rapidamente fino a diventare di massa. La piazza si è espressa con chiarezza: ampia, determinata, trasversale per età e composizione sociale, ha respinto con forza presenze percepite come provocatorie. Facendo sì che lo spezzone sionista, venisse completamente assediato dalla piazza.  Ciò ha impedito che il 25 aprile venisse ancora una volta egemonizzato da posizioni razziste, sioniste e reazionarie.

Per ore le forze dell’ordine sono rimaste schierate, mentre la pressione della piazza non è mai venuta meno, senza arretrare, fino a spingere letteralmente via celere, sionisti, fascisti e razzisti

Una piazza di popolo che, per determinazione e composizione, si inserisce in continuità con il ciclo di lotte dell’autunno scorso, del “blocchiamo tutto”, richiamando per intensità e partecipazione momenti significativi vissuti recentemente in città, come il 22 settembre.

Qui era il vero cuore partigiano e antifascista del corteo, che ha vissuto la cacciata dei sionisti come una vera e propria liberazione. Nel frattempo, in una piazza del Duomo semideserta, si svolgeva in un clima surreale il comizio istituzionale, come a ribadire una frattura netta tra il popolo e le istituzioni complici: un pubblico assente davanti alle vuote parole di Beppe Sala che si rifiuta di interrompere il gemellaggio Milano- Tel Aviv.

In questo contesto, la Palestina continua a rappresentare un orizzonte condiviso: una lotta di liberazione percepita come parte di un più ampio impegno contro il fascismo, il riarmo e la guerra.

Il nostro impegno è che anche il prossimo 25 aprile sia ancora più partecipato, radicale e centrale per le lotte sociali e per le istanze di classe. Nel 2024 abbiamo riconquistato piazza Duomo e anche quest’anno ci siamo arrivati in testa al corteo.

Siamo dalla parte giusta della storia!

PALESTINA LIBERA E CON LEI TUTTI NOI.

LA PIAZZA E’ DEL POPOLO.

ANTIFASCISMO È ANTICAPITALISMO È ANTISIONISMO

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