InfoAut
Immagine di copertina per il post

I denti di #Farinetti e il sorriso di Marta Fana

||||||

Ripubblichiamo questo articolo di Alberto Prunetti, tratto da Giap, che si sofferma sulla polemica che ha visto opposti Marta Fana e Oscar Farinetti qualche giorno fa negli studi televisivi Rai durante la trasmissione Carta Bianca.

Non guardo quasi mai la televisione e ci ho messo almeno un giorno per vedere il finto duello, con colpi telefonati, tra Porro e Farinetti, con l’irruzione – questa vera e tagliente – di Marta Fana, ricercatrice di economia a Scienze politiche a Parigi, che affonda accuse al padrone di Eataly. Accuse già comparse su libri, articoli e volantini sindacali, ma che nessuno aveva avuto il coraggio di scagliargli contro in diretta televisiva: sottomansionamenti, formazione pagata dai fondi europei e altre furbate a tutele decrescenti.

Com’è andata potete vederlo qui sotto. Porro ha dovuto ammettere che in realtà di fronte a una critica vera tocca prendere le parti di Farinetti mentre la conduttrice dava l’impressione di voler arginare un torrente che rifiutava di stare nelle briglie di contenimento.

E poi il miracolo: mentre Marta parla, il sorriso di Farinetti si spenge. Il sorriso hungry and foolish si irrigidisce in una smorfia e gli occhi del padrone si fanno piccoli. Farinetti capisce che stavolta non c’è il solito tappeto rosso steso dalla Langa fino allo studio televisivo. E non trova altra via d’uscita che la minaccia, l’uso della querela per imbavagliare l’incauta ricercatrice che continua a snocciolare cifre e fatti. Cifre che parlano di diritti violati, di tutele ridotte, di operai sfruttati.

Il sorriso di Farinetti è d’ordinanza. È il sorriso del nuovo ricco, del padrone. È un po’ come il sorriso del self made man d’un tempo. Una dentatura che mi aveva già colpito, ingrandita quasi a sgranarsi, quando l’avevo vista sulla copertina de La danza delle mozzarelle, il saggio di Wolf Bukowski che passava sotto il rasoio della critica il progetto di Eataly: dietro allo storytelling renziano l’innovazione celava la valorizzazione di una merce per una nicchia di ricchi, a scapito dello sfruttamento di una classe di poveri. Poveri costretti a lavorare con tutele sempre più decrescenti nelle boutique del cibo, dove i denti del padrone manducano diritti. Diritti operai che si deterioravano con la stessa velocità di una crudité lasciata a languire sotto il sole spietato di ferragosto. In quel libro di Bukowski, le accuse di Marta Fana erano già state illustrate con dovizia di particolari. E nessuno degli avvocati di Farinetti si era mai fatto vivo per querelare.

Solo che i libri li legge poca gente. A togliere il sorriso di dosso al padrone, serviva qualcuno capace di fissarlo in televisione. Un bagno di realtà che a Farinetti non deve aver fatto piacere. Sempre più nervoso, si è rivolto a Marta Fana con modi paternalisti e autoritari (signorina, non ricordo il nome ecc.) mentre la ricercatrice replicava, candidamente, dicendo: «Io non ho niente.»

Qui Marta si sbaglia. Marta Fana e tutti quelli come lei, costretti ad andarsene da un paese che negli ultimi lustri ha distrutto lavori veri per sostituirli con lavoretti pagati col voucher dal tabaccaio, hanno ancora qualcosa da perdere. Hanno un sorriso sincero, che è la speranza di un mondo dove lavorare senza essere sfruttati o irrisi dal padrone di turno. Che al solito è un maschio che usa la propria autorità contro una giovane donna. «Una signorina», dice lui.

Ma il sorriso di Marta non è quello di Farinetti e del ceto imprenditoriale italiano da Briatore in avanti, non è lo strato artificiale di smalto che copre lo sfruttamento con lo storytelling abbagliante dell’innovazione. Non è il molare che macina le vite degli operai. Quel sorriso è bello come il movimento che abolisce lo stato di cose presenti. E nel video quel sorriso buca la cortina di minacce di querele di Farinetti.

A quel punto il programma si è risolto mettendo a nudo i veri rapporti di forza: dietro al paravento ideologico Porro e Farinetti vanno d’accordo come il gatto e la volpe. Porro usa la metafora dei soldi che non si trovano sugli alberi, già cara a Theresa May. Certo, i soldi non si trovano sugli alberi, si trovano nelle tasche dei ricchi, che li accumulano sottraendoli a ogni ora lavorata da dipendenti sottopagati e sfruttati. Mai vista tanta sincerità in tv.

Questa pagina della televisione italiana rimarrà, perché mette a nudo le contraddizioni dei nostri giorni che la fuffa dell’innovazione renziana aveva mascherato. E dietro il duello truccato e l’affabulazione dell’imprenditore simpatico e alla mano, ci fa vedere l’autoritarismo piccato del ceto padronale nell’epoca delle camicie bianche e dei collegamenti dalla Langa. Il capitale è sempre quello, non importa quale cipria usi. Marta Fana ha messo a nudo il re e gli ha tolto la maschera e il sorriso.

Non saranno invece le querele a togliere il sorriso a Marta. Il suo sorriso è un contrabbasso che spara sulla faccia del potere la contraddizione sociale. E più Farinetti aggrediva Marta, facendo finta di non sapere il suo nome e dandole paternalisticamente della signorina, come forse fa con i “suoi” operai, più le persone, i lavoratori sfruttati, i precari si riflettevano nello sguardo e nel sorriso di Marta. Più Farinetti perdeva le staffe, evitando di entrare nel merito delle accuse e usando la minaccia della querela come una museruola, più quelle accuse passavano di bocca in bocca, in un pubblico inorridito dall’arroganza padronale.

 

 

 

Lo spettacolo è finito e lo storytelling pure. Il duello era truccato e il re ormai è nudo.

Adesso sappiamo cosa mangiamo. Chiediamo il pane e le rose, i diritti sul lavoro e il sorriso della lotta.

Perché delle due l’una: o sorride Marta o ride Farinetti.

Se sorride la classe lavoratrice, si spenge il riso sulla bocca del padrone.

Alla fine la lotta di classe è tutta qui. E per farla ripartire, a volte basta un sorriso.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

lavoro

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Per coloro che soddisfano le condizioni”, Una nuova pagina della mai realizzata abolizione dell’hukou

Traduciamo di seguito un articolo di Eli Friedman pubblicato sulla rivista Positions Politics nel giugno 2026. Il testo prende spunto dalla nuova direttiva del Consiglio di Stato cinese sui servizi pubblici nel luogo di residenza per interrogarsi su una questione che ritorna ciclicamente nel dibattito sulla Cina contemporanea: il sistema dell’hukou sta davvero per essere […]

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dalla discarica al clic

Il 1 maggio 2026 i principali sindacati italiani si sono dati appuntamento a Marghera.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intelligenza artificiale e guerra

Proponiamo i due approfondimenti realizzati dalla trasmissione universitaria I Saperi Maledetti in onda gli ultimi due lunedì del mese sulle libere frequenze di Radio Blackout.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Geopolitica e lotta di classe: crisi, anti-americanismo e possibile ripresa riformista dell’attività proletaria – Tre domande a Raffaele Sciortino

Raffaele Sciortino, ricercatore indipendente, autore di “Geopolitica e rivoluzione. Halford John Mackinder e il perno geografico della storia” (Asterios editore)

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Scacco matto in Iran. Washington non può invertire o controllare le conseguenze della perdita di questa guerra – di Robert Kagan

“L’aggiustamento globale a un mondo post-americano sta accelerando. La posizione un tempo dominante dell’America nel Golfo è soltanto la prima di molte vittime”.

Da Acta Media

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Luoghi strategici in vista di un conflitto armato?” Breve inchiesta durante la manifestazione regionale per la sanità pubblica tenutasi a Torino il 23 maggio 2026

Il 23 maggio scorso siamo andati allo sciopero regionale per la difesa della sanità pubblica indetto dal CIPES (Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure) nella città di Torino. Abbiamo condotto qualche breve intervista tra i partecipanti sui temi della manifestazione, del riarmo, dei corsi universitari di medicina e infermieristica.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Sull’abbassamento dell’età della violenza di genere: guerra, nuove destre e manosfera

Leggiamo ancora una volta con dolore e rabbia di un episodio di violenza avvenuto nella nostra città: stavolta una violenza agita da tre ragazzi di 19, 21, 22 anni nei confronti di una ragazza di 13. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dentro il nuovo spirito etico-politico

Genocidio, guerra, crisi. È dentro un contesto internazionale sempre più pesante, segnato dallo stravolgimento degli equilibri politici degli ultimi anni, che questo autunno si sono riaperte anche possibilità di mobilitazione di massa. Piazze attraversate da soggettività spesso disorganizzate, non sempre politicizzate in senso tradizionale, ma capaci di rompere la passività di fronte alla guerra e alla complicità occidentale nel genocidio in Palestina.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Cosa pensano l3 giovan3 della guerra: un’inchiesta radiofonica a cura della trasmissione “I saperi maledetti”

Ripubblichiamo le tre puntate-inchiesta svolta dalle redattrici e redattori del programma “I sapere maledetti” in onda gli ultimi due lunedì del mese su Radio Blackout.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Torino 80

Abbiamo attraversato quegli anni ‘80 con gioia e fatica. Giovani, allora, che pensavamo ancora di poter cambiare un mondo che non ci piaceva, arrivati troppo tardi per l’ondata rivoluzionaria del lungo ’68 italiano e troppo presto per non sentirne il peso.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara: mai più schiavi

Riprendiamo il comunicato pubblicato da Fem.in cosentine in lotta, Usb Reggio Calabria, Colpo Popolare, Addunati di Lamezia e La Base Cosenza in merito al corteo di ieri ad Amendolara in risposta alla strage da caporalato.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Licenziamenti e repressione: rispondere alle aggressioni dentro e fuori alla Desa di Sant’Agata Bolognese

La violenza sui posti di lavori si muove su diversi livelli: da quello quotidiano dello sfruttamento e dei sopprusi, a quello del braccio armato della polizia che tutela gli interessi padronali.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Opuscolo: strumenti e piste di inchiesta a partire dal convegno di Livorno

Qui la prima parte del report della due giorni di Livorno, un lavoro che intende porsi come strumento utile all’orientarsi per sviluppare piste di inchiesta e conricerca negli ambiti trattati e individuati come centrali per intervenire nella “fabbrica della guerra”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Verso il 31 gennaio Torino è partigiana: le convocazioni delle piazze tematiche

Dalla casa al lavoro, dalla formazione alla ricerca, dalle lotte a difesa del territorio alla solidarietà per la Palestina e il Rojava: una raccolta delle convocazioni tematiche per i tre concentramenti di sabato 31 gennaio in occasione del corteo nazionale “Contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali”.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Il prezzo da pagare per il lavoro: condannati a due anni e due mesi di reclusione

Nel primo pomeriggio di venerdì 5 dicembre Maria, Eddy, Dario, Vincenzo, Enrico, Marco, Luigi, Davide, tutte/i compagne/i del nostro movimento dei disoccupati organizzati sono state/i condannate/i in primo grado a due anni e due mesi

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Intelligenza artificiale: l’umanità è diventata obsoleta per i padroni?

La distopia è già qui. Negli Stati Uniti, negli ultimi giorni, una pubblicità che sembra uscita da un film di fantascienza è apparsa ovunque.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Lotte operaie: sabato 6 settembre manifestazione SUDD Cobas a Forlì contro caporalato e sfruttamento

Non si placano le proteste dei lavoratori della filiera Gruppo 8 a Forlì e a Cesena. L’azienda vuole delocalizzare gli stabilimenti romagnoli, dai quali escono prodotti di lusso brandizzati Made in Italy.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Calabria: vincere la rassegnazione. Costruire l’alternativa

La Calabria si avvicina a una nuova tornata elettorale e ciò che emerge, senza troppi giri di parole, è l’ennesima prova di quanto poco i principali partiti nazionali tengano davvero a questa terra. In questi giorni assistiamo al solito teatrino: spartizione di poltrone, nomi tirati fuori dal cilindro senza radici, senza sostanza, senza un’idea chiara […]

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Napoli: scarcerati Angelo e Mimì. Andranno a processo il 12 ottobre. Decine di presidi in tutta Italia

Con le nuove norme introdotte dal governo i due imputati rischiano pene importanti in particolare per l’accusa di resistenza aggravata.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

I Costi Planetari dell’Intelligenza Artificiale

“Artificial Intelligence is neither artificial nor intelligent.” – Kate Crawford, Atlas of AI