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A Napoli Sotterranea lavoratori sfruttati e ricattati

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Negli scorsi giorni sono emerse le condizioni di lavoro di sfruttamento all’interno di Napoli Sotterranea, una Onlus che si occupa di visite guidate lucrando sulla vita e sulla sicurezza di lavoratori e turisti.

Il caso è esploso in seguito alla pubblicazione di una serie di video realizzati da Ex Opg Occupato – Je so’ pazzo, tra cui quello con la denuncia di un ex lavoratore che racconta un episodio avvenuto qualche mese fa, quando un turista si era fatto male cadendo e la responsabile di Napoli Sotterranea si è rifiutata di prestargli soccorso, cercando di convincerlo a mentire sulle reali circostanze dell’incidente per coprire l’irregolare condizione di lavoro e sicurezza di quegli ambienti.

Questo è solo uno degli episodi che denunciano la situazione precaria dei lavoratori e delle lavoratrici di Napoli Sotterranea. Molti di loro sono stagisti o tirocinanti, altri assunti in nero, ma tutti con un denominatore comune: paghe ridottissime, nessuna assicurazione, assenza di contratti regolari e quindi di garanzie sul lavoro per malattia, maternità e ferie. L’organizzazione in questione, inoltre, interviene nella vita privata dei suoi dipendenti con dei ricatti, come ha raccontato una ex lavoratrice licenziata in seguito al suo fidanzamento con un collega.

Il 4 novembre c’è stato un flash mob dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno espresso la loro ferma opposizione alla condizione di sfruttamento a cui sono sottoposti e denunciato l’assoluto menefreghismo dimostrato dalle istituzioni e dai datori di lavoro nei confronti della situazione di precarietà lavorativa e non a cui vengono sottoposti. Vincenzo Albertini, presidente di Napoli Sotterranea, arriva in pratica a fatturare un milione di euro all’anno grazie al metodico sfruttamento che porta avanti, schiacciando lavoratori che vengono privati di diritti e tutele.

Il caso di Napoli Sotterranea è in qualche modo emblematico del mondo del lavoro italiano: sono tanti gli esercizi, soprattutto nell’ambito del turismo, che sfruttano lavoro in nero e a basso costo. Il campo del turismo è in effetti uno fra quelli in maggiore crescita, ma è un campo che crea lavoro intermittente, precario, sottopagato e poco qualificato. Proprio quel modello lavorativo promosso da tutte le ultime riforme (basti pensare all’Alternanza Scuola-Lavoro), su cui il capitalismo cerca di ristrutturarsi sulle macerie della crisi economica. Ancora una volta la vita e la dignità delle persone vengono messe in secondo piano a favore di un guadagno meramente economico per pochi.

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