InfoAut
Immagine di copertina per il post

Dopo sgomberi, cariche e arresti, continua a la resistenza del rione Pilastro di Bologna

Da ormai due mesi il comitato Mu.Basta, nel rione Pilastro di Bologna, si oppone alla realizzazione di un museo nel parco Moneta Mitilini Stefanini, il principale del quartiere. 1000 m² di verde, frequentati quotidianamente dagli abitanti della zona, dovrebbero essere cementificati per poter costruire il MuBa, “Museo dei Bambini”. L’amministrazione comunale ha preso questa decisione senza consultare gli abitanti, calando la decisione dall’alto e imponendola alla cittadinanza.

I risultati di un progetto di questo tipo sono evidenti a tutti: il soffocamento di una delle aree verdi del quartiere – sempre più rare nei contesti metropolitani -, l’esclusione politica di chi quel parco effettivamente lo vive e la privatizzazione di uno spazio pubblico, con tutte le conseguenze che derivano dai processi di gentrificazione urbana.

Dopo più di un mese di silenzio e inattività, la situazione si è inasprita la settimana scorsa. In risposta all’inizio dei lavori, previsti per lunedì 23 febbraio, il comitato ha costruito un presidio permanente, che ha evidentemente spaventato la giunta Lepore. I primi (due) operai sono infatti arrivati scortati da decine di poliziotti in antisommossa, pronti a fronteggiare gli abitanti del quartiere. Dopo giorni di provocazioni, durante i quali non solo chi vive nel quartiere o fa parte del comitato, ma anche persone solidali da tutta Bologna, hanno impedito che i lavori continuassero, la questura ha cambiato marcia. Alle 7 di mattina del 2 marzo, dopo l’arrivo di 15 camionette e un idrante, è iniziato lo sgombero del presidio. Le tende e le strutture sono state distrutte e i presidianti cacciati. Dopo l’arrivo di altre persone, sono anche iniziate le cariche della polizia, che ha fermato e arrestato 6 persone. Un signore anziano è finito in ospedale, dopo aver ricevuto delle manganellate.

In mattinata il numero di persone si è moltiplicato e due presidi spontanei si sono radunati sotto la questura, che ospitava i compagni arrestati, e sotto il palazzo del Consiglio comunale. Il sindaco, per la terza volta nelle ultime settimane, ha blindato le porte e rifiutato ogni dialogo con il comitato o con gli abitanti del quartiere. Il giorno stesso – la sera – è stata chiamata un’assemblea pubblica, a cui hanno partecipato centinaia di persone. Il risultato non è stato dissimile dalla mattina. Al tentativo di avvicinarsi alla zona ormai blindata, la risposta è stata immediata: cariche a freddo, lacrimogeni ad altezza uomo. Altri tre sono stati i fermi da parte della Polizia.

Ormai, per distruggere il verde pubblico, viene mandata la celere, come già successo l’anno scorso con il parco Don Bosco, sempre a Bologna. Chi si preoccupa del suo quartiere, di problemi sociali, urbani e ambientali, viene gestito come un fastidio all’ordine pubblico e trattato di conseguenza.
Il Pilastro, tuttavia, continua a resistere. Già un presidio è stato organizzato nella mattinata di ieri sotto il carcere Dozza, per portare solidarietà agli arrestati. Residenti, cittadini e solidali continuano a frequentare la zona, esercitando pressione costante e rilanciando ancora più forte il presidio e tutte le attività e le iniziative organizzate per i prossimi giorni.

Di seguito il comunicato del Comitato Mu.basta

REPRESSIONE CONTRO IL PILASTRO CHE SI VUOLE AUTODETERMINARE. AMMINISTRAZIONE E GOVERNO NON FERMERANNO LA MOBILITAZIONE CONTRO IL MUBA

Nella serata di ieri abbiamo assistito a cariche a freddo contro un’assemblea di residenti, ragazzx e bambinx, lacrimogeni lanciati ad altezza uomo, accerchiamenti e rappresaglie protratti fino a tarda notte e altre tre persone portate in questura.

Questi sono stati gli ultimi tasselli di una giornata che ha visto la violenza istituzionale diventare protagonista. I segnali sono chiari: l’amministrazione di questa città, la giunta Lepore-Clancy, considera il rione Pilastro e i suoi spazi verdi come un’opportunità di speculazione, come l’ennesima vetrina per attrarre turismo internazionale. Le voci che si alzano dal quartiere e che rivendicano un ruolo reale nei processi decisionali vengono trattate come ostacoli, come imprevisti da rimuovere lungo un percorso già scritto di cementificazione.

È qui che interviene la mano della questura: nell’accordo politico tra l’amministrazione della città e il governo nazionale, nei nuovi decreti sicurezza di Piantedosi e nelle politiche securitarie introdotte negli ultimi anni, si costruisce il contesto in cui i progetti calano dall’alto e vanno avanti comunque, anche contro chi quei luoghi li vive ogni giorno.
Il Pilastro però non accetta la rassegnazione, la passività, né il ruolo di spettatore che il governo cittadino e quello nazionale vorrebbero imporgli. Oggi sono emerse con forza le necessità di chi abita davvero il rione, in contrapposizione al progetto di gentrificazione del MUBA.

Per questo rilanciamo il presidio nel parco. Da oggi ancora una volta il parco sarà vissuto, attraversato e difeso, perché noi un’ idea di comunità ce l’abbiamo in mente: un parco come bene comune, luogo di incontro tra generazioni e tra culture, spazio di socialità libera.

IL PILASTRO NON SI ARRESTA.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Milano: sabato 26 settembre convegno regionale sui data center “dai comitati alla rete”

I comitati che si oppongono alla diffusione dei data center sul territorio lombardo si incontrano oggi a Milano per una giornata di confronto dedicata agli effetti ambientali, alle modalità di insediamento e alle prospettive di sviluppo del settore. Il convegno regionale sui data center è in programma all’Arci Milano di via Bellezza 16 ed è promosso dalla Rete Comitati Stop Data Center – Cittadini. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Genova: 3 ottobre assemblea generale operativa

Il prossimo 30 ottobre in oltre 40 porti del Mediterraneo e dell’Europa si svolgerà una giornata internazionale di mobilitazione contro la guerra, il genocidio, il riarmo e la militarizzazione dei porti lanciata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali CGT Ports and Docks (Francia), ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco), USB e ORSA Porti (Italia). Si tratta di una delle più grandi iniziative internazionali per la pace promossa dalle organizzazioni dei lavoratori negli ultimi decenni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marinëz

Nel paese dei miei, Marinëz (Albania), un’intensissima lotta autonoma ha ottenuto una vittoria enorme contro la multinazionale che gestisce i pozzi petroliferi del territorio. Marinëz si trova al centro del più grande giacimento su terraferma d’Europa e i pozzi, a decine e decine, sorgono su terreni di proprietà della gente del posto da generazioni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Russia: il voto premia il partito di Putin ma l’analisi deve scavare tra apparenti contraddizioni

“La situazione in sintesi è che abbiamo un partito del potere che dopo oltre 4 anni di guerra migliora sensibilmente il proprio risultato ma sarebbe forse una lettura troppo semplice legare questo 58% di consensi al partito di Putin come il 58% di russi favorevoli alla prosecuzione della guerra, secondo me sarebbe una conclusione che non ci consentirebbe di trarre poi delle analisi più profonde. ”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cosenza: Basta carovita, carburante, bollette, spese

Il 1 ottobre alle ore 18 in Piazza XI Settembre a Cosenza è stata indetta una manifestazione contro il carovita. Riprendiamo il testo da La Base.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Agrivoltaico finanziato da Israele: alcuni aggiornamenti dalla Toscana e dal Piemonte

Proponiamo di seguito un contributo che racconta il punto in cui i due percorsi territoriali, uno a Ribolla in provincia di Grosseto e uno in provincia di Biella e Vercelli, sono arrivati portando avanti la lotta contro l’agrivoltaico finanziato da Israele.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il tempo del riscatto

Con le nostre auto, ormai esenti da bollo, siamo obbligati a guardare un enorme schermo pubblicitario installato su viale Togliatti che mostra Meloni invitata al convegno di Gioventù Nazionale con lo slogan “il 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘳𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Bianca, ciao Dario.

Ci uniamo al ricordo e al saluto del Movimento No Tav per Bianca e per Dario che da poco ci hanno lasciati.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Difendere gli Appennini: una vittoria per Londa!

Questa estate il Consiglio comunale di Londa ha espresso all’unanimità parere contrario e ha così respinto il progetto di mega parco eolico che gravava sui crinali mugellani. Di seguito riportiamo il comunicato della Coalizione ambientale TESS e aggiungiamo alcune considerazioni!

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Presidio a Biella: giù le mani dal Brianco. No al progetto agrivoltaico della società israeliana Ecoenergy

Il 25 settembre alle ore 9 si terrà l’ultima Conferenza dei Servizi in Provincia a Biella ove si deciderà se autorizzare o meno il progetto agrivoltaico denominato SolarPark3. Questo impianto interessa ben 117 ettari di terreni agricoli, produrrà circa 47 MWp e richiede un investimento iniziale di 32,5 milioni di euro.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Alex

Diffondiamo l’appuntamento in ricordo di Alex, compagno che ci ha lasciato da poche settimane a Torino.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bologna: salgono a 26 le denunce per la manifestazione “Verità e giustizia per Fakir”

Sono salite a 26 le persone denunciate per la manifestazione del 20 luglio a Bologna, organizzata all’indomani della morte di Abderrahim Fakir, ucciso da due agenti di polizia nel quartiere Pilastro.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Di greenwashing, militarizzazione dei territori e questione energetica

La Toscana è sempre più al centro di una serie di interessi economici legati a doppio filo alla macchina bellica e al complesso militare-industriale.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

No justice no peace: verità e giustizia per Fakir!

Condividiamo l’appello verso il 12 settembre 2026 giornata di solidarietà, discussione e raccolta fondi a Bologna a seguito dell’omicidio di Fakir diramato dalla Piattaforma di Intervento Sociale.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Più canadair meno armi

In vista della due giorni di iniziativa che si terrà a Torino il 19-20 settembre contro il riarmo (al fondo all’articolo il programma completo) alla quale anche Confluenza contribuirà per portare il tema su come la guerra investe il nostro territorio, condividiamo un’intervista che abbiamo svolto a Don Renato Sacco, prete della Val d’Ossola sconvolta dagli incendi durante questa estate di calore ed emergenza ecoclimatica.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

A Travagliato (BS) il Comitato contro il data center ottiene una prima vittoria

I progetti per costruire nuovi data center in Lombardia e per gli allacciamenti alla rete Terna aumentano di giorno in giorno.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Data center: bolla o nuova rivoluzione industriale? Intervista al Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio

Centinaia di nuovi progetti di data center, ossia delle infrastrutture materiali dell’intelligenza artificiale e delle cloud di dati, sono stati recentemente presentati in Italia, che il Governo Meloni vorrebbe trasformare nel principale hub digitale del Mediterraneo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: Run to Gaza. Il 6 settembre Torino corre per Gaza

Il coordinamento cittadino per la Palestina Torino per Gaza insieme ad altre realtà ha organizzato la prima maratona per Gaza. Di seguito il testo di indizione dell’evento e le modalità per partecipare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il popolo salva il popolo: la risposta popolare al terremoto e al fascismo

Abbiamo tradotto un reportage di Colombia Informa, agenzia di stampa alternativa colombiana in merito a quanto sta accadendo a livello sociale e politico in seguito al devastante terremoto avvenuto nel Paese qualche settimana fa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Data center: il volto materiale dell’intelligenza artificiale. Dibattito martedì 18 agosto alla festa di Radio Onda d’Urto

Prosegue il ricco programma presso lo Spazio Dibattiti alla Festa di Radio Onda d’Urto. Martedì 18 agosto, alle 19.30, si svolgerà il confronto dal titolo “Data Center: il volto materiale dell’Intelligenza Artificiale“.