InfoAut
Immagine di copertina per il post

Intelligenza artificiale: l’umanità è diventata obsoleta per i padroni?

La distopia è già qui. Negli Stati Uniti, negli ultimi giorni, una pubblicità che sembra uscita da un film di fantascienza è apparsa ovunque.

Tradotto da Contre Attaque

Lungo le strade, alle fermate degli autobus, all’interno dei mezzi pubblici… Rivolgendosi ai datori di lavoro, proclama: «Smettete di assumere esseri umani. È arrivata l’era dei dipendenti IA“. Questa aggressiva campagna pubblicitaria è diffusa da un’azienda di IA con sede a San Francisco chiamata ”Artisan”. Da notare l’ironia di un nome del genere.

Sui social network, l’azienda spiega: “Formiamo dipendenti IA, chiamati ‘artigiani’. Smettete di assumere esseri umani per compiti che l’IA può svolgere meglio. Assumete Ava come vostra rappresentante commerciale IA”. Ava è il robot digitale dell’azienda. L’IA sta conquistando i posti di lavoro degli esseri umani e i suoi promotori promettono una rivoluzione.

Proprio questa settimana abbiamo appreso dal quotidiano Le Monde che Amazon sta organizzando «il primo licenziamento di massa causato dall’intelligenza artificiale». Un dispaccio dell’agenzia Reuters parla di 30.000 dipendenti licenziati, il più grande piano di licenziamenti mai attuato da questa multinazionale. E si tratterebbe solo di una prima fase, poiché sarebbe già prevista un’«ondata più importante».

Amazon è uno dei principali datori di lavoro negli Stati Uniti e conta 1,5 milioni di dipendenti in tutto il mondo, di cui oltre due terzi negli Stati Uniti. Questa immensa forza lavoro è concentrata nei grandi magazzini alla periferia delle città o nella consegna dei pacchi. L’azienda di Jeff Bezos realizza un fatturato annuo di 670 miliardi di dollari e lo scorso anno ha registrato 70 miliardi di profitti. L’intelligenza artificiale consentirebbe di aumentare ulteriormente questi importi colossali, distruggendo al contempo posti di lavoro.

L’ondata di licenziamenti che sta iniziando presso Amazon dovrebbe interessare fino al 10% delle “funzioni di supporto”, ovvero i colletti bianchi, ovvero i dipendenti che lavorano negli uffici dell’azienda, davanti ai computer. Amazon ne conta 350.000. In una lettera risalente a giugno, il CEO di Amazon spiegava ai dipendenti che l’intelligenza artificiale porterà l’azienda a “ridurre il numero totale dei dipendenti” nei prossimi anni. Un altro documento reso pubblico in ottobre spiega che l’azienda intende automatizzare fino al 75% delle sue operazioni.

Walmart, un’enorme azienda di grande distribuzione, ha annunciato che non è previsto alcun aumento del personale nei prossimi anni, nonostante l’aumento delle vendite. Questo aumento dell’attività, e quindi dei profitti, sarà garantito dall’automazione delle mansioni. Il capo di Walmart spiega: “L’IA sta cambiando tutti i lavori, questo è molto chiaro. Non ne vedo nessuno che non ne sia interessato“. Nel settore digitale, Intel ha eliminato 22.000 posti di lavoro nel 2025, Microsoft ha licenziato 15.000 persone tra maggio e luglio, realizzando miliardi di profitti. Il Wall Street Journal riassume la situazione: ”Le grandi aziende scommettono sulla crescita senza assumere”.

Il senatore democratico Bernie Sanders si interroga sui social network riguardo alla campagna pubblicitaria per l’IA: «Una domanda semplice: come sopravviveranno questi lavoratori licenziati senza lavoro né reddito?».

La risposta va cercata tra i libertari e i signori della tecnologia. Uno dei loro rappresentanti in Francia è Laurent Alexandre, fondatore di Doctissimo, transumanista e tecnofilo, editorialista e vicino a Emmanuel Macron. Già nel 2019, in un discorso tenuto davanti agli studenti del Politecnico, riassumeva la visione del mondo di queste persone: «Vivrete un’età dell’oro… voi, dei, che padroneggerete e gestirete le tecnologie, creerete un divario rispetto agli inutili… e i gilet gialli sono la prima manifestazione di questo insopportabile divario intellettuale».

La gerarchia è chiara: da un lato, i nuovi dei, gli ingegneri e i grandi capi che padroneggiano la tecnologia, dall’altro, gli esseri umani inutili, obsoleti, che saranno stati sostituiti dai robot. Per queste persone, non si tratta di condividere gli enormi guadagni derivanti dall’automazione delle attività. La prova: in un secolo di progressi tecnici, tutti avrebbero potuto lavorare molto meno, avendo risorse più che sufficienti per nutrirsi, alloggiarsi e vivere bene. Ma gli enormi “guadagni di produttività” già realizzati nelle fabbriche con i robot, negli ipermercati con le casse automatiche, nell’agricoltura con le macchine… si sono concentrati in poche tasche invece di essere equamente distribuiti. Con la diffusione dell’intelligenza artificiale, milioni di posti di lavoro sono a rischio.

Cosa ne sarà dei disoccupati e dei senzatetto? Cosa fare di questa umanità diventata scomoda e superflua per i dominanti?

Perché non metterli tutti insieme? Negli Stati Uniti, lo Utah ha appena approvato la creazione di un “mega-campo” per i senzatetto, il cui numero è in aumento nel Paese. Si tratta di un terreno di diversi ettari situato a 11 chilometri da Salt Lake City, senza collegamenti di trasporto, che ospiterà 1300 senzatetto. Vivranno in alloggi “adatti al lavoro”. Per i nostri signori moderni, si tratta di una soluzione umana e accettabile, un internamento mascherato da “aiuto”.

In questa distopia, ci sarebbe un’umanità a due velocità, con la maggioranza mantenuta in uno stato di non-vita, in un mondo in cui le macchine produrrebbero la maggior parte della ricchezza.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’Albania non è in vendita!

Come gruppo multietnico di giovani e proletari in Italia, e fortemente interconnesso alle prime generazioni, abbiamo sempre sostenuto le lotte nei nostri paesi di origine, quali che siano.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Due o tre cose che sappiamo di lei: la vittoria del PSG come assist per la strategia della tensione dello Stato (razzista) francese

Sabato 30 maggio, in seguito alla vittoria della Champions League da parte del Paris Saint-Germain, per alcune ore il centro di Parigi è stato teatro di disordini e scontri tra giovani tifosi e un numero esorbitante di forze dell’ordine. Prove generali di una strategia della tensione a sfondo razzista.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

SPECIALE ALBANIA – massicce proteste a Tirana contro la svendita dei territori e la corruzione della classe politica

Ennesima giornata di imponenti manifestazioni a Tirana, capitale dell’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama, accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’amor mio non muore

È difficile trovare parole quando nemmeno l’animo riesce a raccontare un sentimento come questo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Appello alla mobilitazione: il 2 giugno Pontedera dice no!

Mentre le istituzioni, nel giorno della Festa della Repubblica, approfittano ancora una volta di una ricorrenza per celebrare le forze armate, e nel mondo intero accelera sempre più la guerra globale, nei nostri territori si continua a progettare un futuro di cemento e militarizzazione. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: il Newroz deve restare uno spazio sociale, culturale e di quartiere.

Pubblichiamo il comunicato uscito a seguito dell’assemblea pubblica dal titolo “Dall’assemblea pubblica nasce il Comitato di Via Garibaldi.”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Manifestazione regionale a Torino per la sanità pubblica

Sabato 23 maggio si terrà a Torino una manifestazione regionale per la sanità e la salute. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Fifa e la guerra

Tra l’estate del 2025 e la primavera del 2026 alla Casa Bianca sono passati, nell’ordine, la rosa della Juventus e i due pluripremiati Pallone D’Oro Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, che negli ultimi venti anni hanno dominato la scena del calcio globale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove

Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni?

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Intelligenza Artificiale come «Macchina», «Iperindustrializzazione» e «Combinazione Attiva» alla luce della teoria della mercificazione dell’esperienza di Romano Alquati – di Emiliana Armano

l presente articolo propone una rilettura critica dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale attraverso alcune categorie analitiche elaborate da Romano Alquati (1935-2010), sociologo e intellettuale italiano tra i più originali del secondo Novecento. Alquati si autodefiniva «marxiano» — e non marxista — per distinguersi dai marxismi ortodossi e per indicare un rapporto diretto, critico e non canonizzato con l’opera di Marx: i suoi strumenti concettuali non vanno intesi come dottrina, ma come dispositivi analitici aperti, da ripensare continuamente alla luce delle trasformazioni del capitalismo.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Per il reintegro immediato dei licenziati Logiport e De Luca

Ripubblichiamo l’appello a mobilitarsi contro i licenziamenti del SI Cobas Napoli-Salerno e numerose altre realtà.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’unica sovranità energetica è quella decisa dal popolo: Meloni e il nucleare una favola ridicola

Due referendum popolari hanno sancito il NO al nucleare in Italia. Una premessa obbligata dalla quale partire per leggere le forzature del governo Meloni sul tema: riaprire le centrali puntando sui “nuovi” Small Modular Reactors sarebbe la soluzione per l’indipendenza energetica. Tutte balle, scusate il francesismo. 

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Amendolara: mai più schiavi

Riprendiamo il comunicato pubblicato da Fem.in cosentine in lotta, Usb Reggio Calabria, Colpo Popolare, Addunati di Lamezia e La Base Cosenza in merito al corteo di ieri ad Amendolara in risposta alla strage da caporalato.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

I conflitti del lavoro Ai. Una grossa vittoria sindacale dei lavoratori dei chip in Asia Orientale

Riprendiamo da Acta questa importante traduzione di un articolo di Joyce Lee e Brenda Goh sulle lotte sindacali sudcoreane dentro le aziende big tech.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dalla discarica al clic

Il 1 maggio 2026 i principali sindacati italiani si sono dati appuntamento a Marghera.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intelligenza artificiale e guerra

Proponiamo i due approfondimenti realizzati dalla trasmissione universitaria I Saperi Maledetti in onda gli ultimi due lunedì del mese sulle libere frequenze di Radio Blackout.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Electrolux: un caso di delocalizzazione e finanziarizzazione dell’industria italiana in crisi

Electrolux, multinazionale svedese produttrice di elettrodomestici, ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede il licenziamento di 1700 dipendenti negli stabilimenti italiani.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Licenziamenti e repressione: rispondere alle aggressioni dentro e fuori alla Desa di Sant’Agata Bolognese

La violenza sui posti di lavori si muove su diversi livelli: da quello quotidiano dello sfruttamento e dei sopprusi, a quello del braccio armato della polizia che tutela gli interessi padronali.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Opuscolo: strumenti e piste di inchiesta a partire dal convegno di Livorno

Qui la prima parte del report della due giorni di Livorno, un lavoro che intende porsi come strumento utile all’orientarsi per sviluppare piste di inchiesta e conricerca negli ambiti trattati e individuati come centrali per intervenire nella “fabbrica della guerra”.