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Alcune note sulla dotazione di taser alla polizia italiana

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Che il #governodelcambiamento sia per molti versi un #governodellacontinuità lo si evince anche sul caso taser e sulla risonanza mediatica che ne sta conseguendo.

Salvini si fregia della messa in dotazione delle pistole elettriche, quando in realtà questo “merito” è da attribuire, così come quello del blocco e dell’eccidio dei migranti che tentano di arrivare dall’Africa, ai suoi predecessori, Alfano (che pensò di introdurre la sperimentazione del taser negli stadi nel 2014) e Marco Minniti.
Milano, Brindisi, Caserta, Catania, Padova e Reggio Emilia erano de facto già coinvolte nella sperimentazione dopo la circolare risalente al 20 Marzo scorso firmata dal capo della Direzione Anticrimine. Ora arriva il decreto a firma leghista.

Il dibattito sulla nocività e il rischio di abuso delle nuove armi in dotazione da parte delle FdO con la circolare firmata tre mesi addietro (che prevedeva difatti 90 giorni di sperimentazione) in quel caso non si era scatenato, almeno così fragorosamente, perchè come molti altri emendamenti riprorevoli e altamente opinabili non c’era stato tanto risalto mediatico: una costante della fase terminale della legislatura precedente (dall’esito del referendum costituzionale del 4 Novembre del 2016 in poi), in cui quasi tutto l’operato dell’ Esecutivo era stato, per così dire, semi-silenziato.

Ad ogni modo, usando in maniera ripugnante la sponda dell’uccisione di Jefferson il mese scorso a Genova da parte di un agente, Salvini ha come suo solito fatto emergere la sua figura ammiccando alle “povere” forze dell’ordine, con Gabrielli che ha invocato l’uso in tempi stretti delle pistole taser. Estremizzando il discorso per cui rispetto a casi di irresponsabilità della polizia urge la dotazione di Taser, e ribaltandolo rispetto ad un ordine del discorso per cui di fronte all’irresponsabilità comprovata della polizia dovrebbe conseguire una certa cautela nella dotazione o meno di queste armi. In maniera analoga, una forzatura logica era stata fatta tempo addietro per giustificare e stringere i tempi riguardo l’utilizzo dello spray al peperoncino.
In questo caso, il ministro degli Interni si è una volta di più ingraziato le Forze dell’Ordine, che già si erano viste galvanizzate con le misure securitarie intreprese dalla gestione Minniti.

Per capire cosa voglia significare la dotazione e l’utilizzo delle pistole elettriche in Italia, rimandiamo a questo puntuale articolo di Carola Frediani

 

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