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Provocazione fascista al Liceo Einstein di Torino: la polizia carica gli studenti

Questa mattina la Questura di Torino ha toccato un nuovo picco di bassezza. Un gruppuscolo di neofascisti ha messo in campo una provocazione contro gli studenti della scuola inscenando un volantinaggio “contro la cultura maranza”.

Gli studenti hanno risposto alla provocazione gettando i volantini nel cestino, ma pronti a difendere i fascisti vi erano gli agenti della digos e la celere che sono intervenuti malmenando gli studenti e le studentesse, caricandoli e fermando un ragazzo di 15 anni con tanto di ammanettamento.

Questa dinamica di collaborazione tra questura e neofascisti va in scena da anni all’Università di Torino, ma adesso si ripete anche di fronte alle scuole della città. Non è un caso che ciò sia avvenuto all’Einstein, istituto particolarmente attivo politicamente dal punto di vista studentesco, il cui preside, Marco Chiauzza, ha ripetutamente cercato la provocazione nei confronti dei collettivi studenteschi in accordo con le forze dell’ordine.

L’episodio di questa mattina si inserisce poi in un clima generale in cui fascisti e polizia tentano di demoralizzare a colpi di manganello le mobilitazioni giovanili in supporto del popolo palestinese. Quanto accaduto a Genova al Liceo Da Vinci e le cariche della scorsa settimana a Napoli, Roma, Bologna e Torino lo raccontano chiaramente.

Di seguito riprendiamo il Comunicato del Collettivo Einstein:

Stamattina scene da film all’Einstein di Torino. Un gruppuscolo di neofascisti ha provato a volantinare davanti alla scuola.
Immediata è stata la risposta degli studenti e delle studentesse che hanno immediatamente risposto buttando nel cestino i messaggi di odio.

Ma questo è il meno, subito dopo la polizia in borghese è entrata in mezzo agli studenti picchiando e fermando Simone, un nostro caro compagno di scuola e di lotte.

Gli studenti non l’hanno lasciato arrestare senza una risposta e la polizia a quel punto quando ha visto una solidarietà importante di questo tipo ha chiamato la polizia in antisommossa per caricare gli studenti che mostravano la solidarietà.

Tutto attorno alla scuola ci sono state cariche contro gli studenti.
Dopo che Simone è stato portato in questura le cariche sono finite la polizia è scappata.

Immediata sarà la risposta della scuola, lottiamo!

Aggiornamento del 29/10:

Gli studenti e le studentesse dell’Einstein hanno risposto a quanto accaduto con l’occupazione della scuola, di seguito il comunicato:

OCCUPIAMO L’EINSTEIN

Sono stati giorni concitati quelli che hanno preceduto questa scelta degli studenti nella scuola, ma oggi non possiamo più aspettare.
Nella giornata di lunedì decine di poliziotti, con un’azione squadrista degna di un regime, sono venuti davanti alla nostra scuola in occasione di un volantinaggio razzista e xenofobo di gioventù nazionale, picchiando studenti davanti a scuola in assetto antisommossa e portando in questura un nostro compagno per il solo motivo di essersi espresso contro la presenza massiccia di fascisti e polizia davanti all’istituto.

Per due giorni abbiamo ricevuto solidarietà da ogni angolo del paese, centinaia di scuole hanno esposto striscioni di solidarietà per quanto avvenuto, ribadendo che la polizia deve stare fuori dalle scuole!
Coordinamenti di professori, sindacati, partiti, e molti altri hanno condannato fermamente l’iniziativa muscolare delle forze dell’ordine e del governo meloni nel suo tentativo di normalizzare la militarizzazione delle scuole, in vista di un crescente riarmo. D’altronde sappiamo che per costruire le guerre serve avere giovani disciplinati che le combattano, ma la solidarietà ha scavalcato qualsiasi muro eretto in nome del profitto e del disciplinamento.
Un fatto però ci stupisce assai, e ci obbliga a prendere delle posizioni nette e forti.Il nostro preside, Marco Michele Chiauzza, evidentemente imbarazzato dalla situazione, non si è degnato, in due giorni di mobilitazione e sciopero totale nella scuola, di rivolgersi a studenti e studentesse, concedendo con molto sforzo due ore di presenza fuori aula durante la giornata di lunedì.
Sappiamo molto bene come egli sapesse e fosse a conoscenza dell’ingente dispiegamento di forze del disordine, come ben ricordato da lui in una vergognosa circolare pubblicata da lui stesso nella giornata di martedì. Su questa ci torneremo in seguito.

Nonostante il poco appoggio ricevuto dal preside, decine di professori sono rimasti scandalizzati da quanto avvenuto, mostrando solidarietà ai propri studenti e permettendogli di scendere in cortile nell’assemblea permanente che è rimasta attiva per due giorni.
Sotto pressione di alcuni professori, il massimo che il nostro preside è riuscito a fare nella giornata di lunedì è scrivere un comunicato che riportiamo di seguito:

“In relazione ai fatti verificatisi questa mattina, il Liceo Einstein condanna OGNI FORMA DI VIOLENZA perpetrata in prossimità della sede di via Bologna.

Il Dirigente Scolastico
Marco Michele Chiauzza”

A noi sembra quantomeno ridicolo che un preside di una scuola, mentre guarda i suoi studenti essere picchiati dalla polizia dall’alto della vicepresidenza, non si degni, neanche sotto pressione, di esprimere una minima solidarietà agli studenti colpiti e al nostro compagno arrestato, ma esprima una condanna impersonale nel momento in cui ci sono delle chiare responsabilità politiche.
Ma il peggio deve ancora arrivare.

All’inizio del volantinaggio di GN una nostra compagna di prima ha rifiutato il volantino, ricevendo in cambio una spinta contro il muro e una molestia fisica da parte del militante di destra.
Oltre ad essere un fatto gravissimo, a seguito della denuncia pubblica dell’accaduto, in una circolare uscita martedì il preside ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

“A quanto è stato osservato da più testimoni, docenti, studenti e genitori presenti, non risulta che ci siano stati atti di aggressione fisica verso coloro che si rifiutavano di prendere i volantini.”

Questo fatto è di una gravità inaudita, a seguito di una denuncia pubblica di una studentessa di prima il preside si espone NEGANDO l’accaduto.
Noi sappiamo da che parte stare, quante volte abbiamo dovuto subire la negligenza delle istituzioni quando le donne denunciano le violenze di genere, quante volte abbiamo dovuto sopportare le prese in giro davanti a degli abusi, non ci stiamo più, noi crediamo senza se e senza ma alla nostra compagna.

Il seguito della vergognosa circolare del preside non è da meno, il quale per paura di affrontare realmente l’eventualità di prendere posizione di fianco agli studenti (sia mai!), prova con ogni mezzo a far regnare il quieto vivere, blaterando responsabilità speculari tra le parti in conflitto.

Noi oggi stiamo occupando la scuola, aspettando una condanna forte e chiara di quanto successo da parte della nostra presidenza. Ci scusiamo se per qualche giorno le lezioni saranno interrotte, ma per noi oggi è importante che gli studenti e le studentesse conquistino il potere di intraprendere iniziative politiche forti nel momento in cui le condizioni di vita vanno verso una miseria umana utile a creare automi per le guerre e per il profitto. Vogliamo iniziare a vedere un’alternativa possibile e, insieme a un’Italia che inizia a mobilitarsi contro la guerra come nelle giornate in solidarietà alla global sumud flottilla, percorrerla all’interno della presa di possesso autonoma dei nostri spazi in cui studiamo ogni giorno.

Ci vediamo sulle barricate, studenti dell’Einstein.

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