InfoAut
Immagine di copertina per il post

Quando la polizia fa pedagogia (e decide cos’è il Bene e cos’è il Male)

C’è qualcosa di profondamente inquietante nella replica del sindacato di polizia Fsp alla lettera dei genitori di Vanchiglia.  

Non tanto, o comunque non solo, per i contenuti, quanto per il ruolo che gli agenti si auto attribuiscono: non più garanti dell’ordine pubblico, ma giudici morali, educatori, narratori ufficiali del Bene e del Male.

Di fronte a genitori che segnalano disagio per un quartiere militarizzato, per scuole chiuse senza preavviso, per bambini costretti a muoversi tra transenne, furgoni e controlli, per una vita di quartiere sconvolta e non rispettata, la risposta non entra mai nel merito perché evidentemente tutto è percepito come lecito, di fronte alla necessità di sgomberare un centro sociale di quartiere come l’Askatasuna. Non una parola sulla sospensione delle lezioni. Nulla sul diritto allo studio. E nemmeno un accenno alla proporzionalità delle misure. Al contrario, arriva una squalifica totale delle preoccupazioni espresse. Non ci si aspetta che queste risposte le dia la polizia. E infatti non dovrebbe. Sorprende che suoi rappresentanti si sentano legittimati a prendere parola su un tema così politico e delicato.

Secondo il segretario provinciale Fsp Luca Pantanella, le accuse sono “ridicole” e i bambini, finalmente, possono andare a scuola “in una zona sicura”. Sicura da chi? Da un centro sociale che per anni ha rappresentato, per una parte del quartiere, un presidio di aggregazione, cultura e socialità. Ma soprattutto: chi decide cosa rende un quartiere sicuro per i bambini? La polizia o le famiglie che lo abitano? Se le famiglie dicono che non si sentono più sicure, chi può dire loro che sbagliano a sentirsi così? E’ davvero surreale.

Il passaggio più grave arriva quando Pantanella afferma che “Askatasuna non è un oratorio, ma la base criminale di ogni azione e pensiero sovversivo contro lo Stato”. Qui non siamo più nel terreno dell’ordine pubblico, ma in quello dell’ideologia pura e della propaganda politica. Non un’analisi, non una distinzione, non un fatto: solo un’etichetta totale, che serve a giustificare tutto ciò che è avvenuto e tutto ciò che potrà avvenire.

Ancora più inquietante è la chiusura: “Ai bambini i genitori dovrebbero un giorno raccontare che il 18 dicembre 2025 il bene ha vinto contro il male assoluto”. È difficile immaginare una frase più rivelatrice. La polizia non si limita a intervenire: riscrive la storia, stabilisce una morale unica, dà la linea politica al governo della Città ed infine indica ai genitori cosa dovrebbero raccontare ai figli.

È qui che il confine viene di nuovo, e incredibilmente, superato. Perché nessuno ha delegato le forze dell’ordine a insegnare come si educano i bambini, soprattutto quelli non loro, né a stabilire quali luoghi siano “male assoluto” e quali “bene”. Questa retorica binaria serve solo a una cosa: legittimare la repressione come atto educativo, la militarizzazione come cura, la chiusura delle scuole come effetto collaterale accettabile.

I genitori di Vanchiglia stanno difendendo una quotidianità, il diritto dei figli ad andare a scuola senza vivere un clima di assedio, il diritto di un quartiere a non essere trasformato in una zona rossa permanente. La risposta del sindacato di polizia, invece, mostra con chiarezza un’altra idea di città in linea con le politiche del governo: una città in cui chi dissente è il male, chi controlla è il bene e chi vive i territori deve solo adeguarsi e ringraziare.

Se questo è il modello di “sicurezza” che ci viene proposto, allora la domanda è semplice e riguarda tutti: da chi dovrebbero davvero essere protetti i bambini?

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Divise & Poteredi redazioneTag correlati:

militarizzazionepoliziasgombero askatasunavanchiglia

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’opposizione al governo Meloni parte da qui

Contributi, punti di vista, riflessioni da parte delle tante anime che hanno composto la ricchezza della manifestazione oceanica della Torino partigiana. Iniziamo una raccolta di ciò che si tenta di appiattire, con uno sguardo alla complessità della composizione, della soggettività e della fase che stiamo attraversando.

Immagine di copertina per il post
Formazione

L’università ha scelto: ordine pubblico contro sapere

La chiusura di Palazzo Nuovo decisa dall’Università degli Studi di Torino non è quindi una misura tecnica, neutra o inevitabile. È una scelta politica.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Piattaforma verso la manifestazione nazionale del 31 gennaio a Torino

Ripubblichiamo la piattaforma di sintesi letta a conclusione dell’assemblea del 17 gennaio a Torino a seguito dello sgombero di Askatasuna. Le firme per l’adesione sono in aggiornamento.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il governo è nemico dei territori, i territori resistono!

Per una partecipazione di Valle all’assemblea del 17 gennaio a Torino – ore 15 al Campus Luigi Einaudi

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Sgombero Askatasuna. I proponenti del patto per il bene comune: “Silenzio del sindaco assordante. Restituire alla città l’edificio”

Conferenza stampa nel primo pomeriggio di oggi, martedì 13 gennaio, a Torino, organizzata dai e dalle portavoce del comitato proponente del patto di collaborazione per rendere Askatasuna bene comune.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Assemblea nazionale a Torino “Governo nemico del popolo, il popolo resiste”

Sabato 17 gennaio alle ore 15 all’università Palazzo Nuovo di Torino si terrà l’assemblea nazionale verso il corteo del 31 gennaio a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna. Di seguito pubblichiamo l’appello.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: “difendere l’Askatasuna per non far spegenere la scintilla di ribellione che Torino ha dentro”

“La grandissima manifestazione di risposta allo sgombero è stata la reazione di Torino che si è riversata nelle strade per difendere quella sua radice ribelle che non si vuole che venga cancellata.”

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

È solo imperdonabile ignoranza?

Ecco che afferra l’immagine, la tira, la strappa, se ne impadronisce e con violenza la butta via, in modo che chi è fuori veda che si cancella tutto.