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CARCERE: LA PROCURA DI MODENA VERSO L’ARCHIVIAZIONE PER LA STRAGE DEL SANT’ANNA. FAMIGLIARI E COMITATI IN PIAZZA PER RICORDARE I MORTI E CHIEDERE VERITA’ E GIUSTIZIA

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A quasi un anno dalle rivolte carcerarie del marzo 2020 e dalla morte tragica di tredici detenuti, la Procura di Modena sembra intenzionata a chiedere l’archiviazione delle indagini sul decesso di otto di loro che hanno riguardato il carcere della citta’ emiliana. L’inchiesta modenese era stata avviata con le ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo e morte come conseguenza di altro reato, lo spaccio. L’overdose è la causa di morte ipotizzata, perlomeno dai consulenti della procura.

La richiesta di archiviazione è motivata da un documento di 76 pagine, nel quali i pm modenesi – Di Giorgio, De Santis e Graziano -ricostruiscono il contesto nel quale si sono verificati gli otto decessi, sia di quelli avvenuti presso il carcere di Modena, sia di quelli constatati presso gli istituti di Verona, di Parma e di Alessandria.

L’indagine – i cui accertamenti sono stati delegati alla Polizia di Stato – trova il suo principale fondamento negli esami autoptici che hanno accertato la morte per intossicazione da farmaci: “A seguito degli accertamenti medico legali e chimico tossicologici l’individuazione delle cause del decesso conduce per tutti alle complicazioni respiratorie causate dall’assunzione massiccia di metadone, in qualche caso accelerato e aggravato dall’assunzione di altri farmaci o da specifiche condizioni personali. Viene esclusa per tutti l’incidenza concausale di altri fattori di carattere violento”, sostiene la Procura.

Ricordiamo che dei nove detenuti morti, cinque persero la vita tra le mura del Sant’Anna mentre altri quattro morirono a seguito del trasferimento in atre strutture. I danneggiamenti al penitenziario resero inagibile gran parte della struttura, costringendo la Polizia penitenziaria a spostare un gran numero di carcerati verso altre città quali Parma, Verona, Alessandria e Marino del Tronto (Ascoli Piceno). Nell’inchiesta modenese rientrano anche le posizioni di tre dei quattro detenuti morti dopo il trasferimento (escluso Salvatore Piscitelli), per i quali si doveva effettuare una valutazione complessa.

La decisione della procura di Modena rischia di surriscaldare ancora di più gli animi di familiari e associazioni di base e movimenti, da quasi un anno senza risposte e senza certezze, proprio mentre si stanno preparando iniziative di piazza e sul web per commemorare i morti e tornare a chiedere verità e giustizia.

Il 6 marzo le realta’ di lotta e movimento hanno convocato un presidio pomeridiano davanti alla casa di reclusione di Modena, con lo slogan “Strage di Stato nelle carceri”. La mattina del 7 marzo 2021 è in programma una analoga iniziativa, sempre fuori dai muraglioni dell’istituto, promossa dal Consiglio Popolare – Sciopero Italpizza di Modena con la partecipazione dei familiari delle vittime. L’8 marzo nuovo appuntamento alle 11 fuori dalla sede romana del ministero di Giustizia, in via Arenula. Il 9 marzo 2021 il Comitato per la verità e la giustizia sulle morti in carcere “rompe il silenzio” con un webinar, alle 17.30.

In vista della mobilitazione del fine settimana è stato messo a punto un dossier che racchiude articoli e testimonianze sulla strage del carcere sant’Anna. Alice del Comitato verità e giustizia per i morti del carcere di Sant’Anna di Modena Ascolta o scarica

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Da Radio Onda d’Urto

 

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