InfoAut
Immagine di copertina per il post

Milano 2-3 marzo 2024: assemblea nazionale dei movimenti per il diritto all’abitare

La fase economica, sociale e politica che stiamo vivendo racchiude in sé tutte le contraddizioni che il sistema capitalistico porta in seno.

La crisi del sistema economico occidentale si è aggravata con l’ennesima escalation militare sponsorizzata dalla NATO e dai governi del blocco “occidentale”, prima in Ucraina e oggi anche in Medioriente, dove si sta quotidianamente consumando il genocidio ai danni del popolo palestinese. Sotto i colpi del carovita in questi anni abbiamo assistito ad un impoverimento costante della popolazione. Al contempo, in ogni angolo del Paese si sono attivati processi di gentrificazione e turistificazione che vedono l’aumento esponenziale di affitti e mutui, con il conseguente allontanamento dei ceti popolari dai loro quartieri di origine, spinti dalla violenza centrifuga del capitale verso la periferia delle periferie. La protesta dell’autunno scorso da parte degl3 student3 in tenda davanti alle facoltà universitarie di tutta Italia ha contribuito a rendere evidente una volta di più quello che i comitati di lotta per il diritto all’abitare stanno denunciando da decenni. La mano libera del mercato sulla questione abitativa ha reso di fatto strutturale ed estesa a fasce sociali e generazionali sempre più ampie la crisi abitativa che ormai sempre più impropriamente viene definita “emergenza”.

L’aumento a livello nazionale degli sfratti di circa il 200 percento rispetto al 2021, il costante aumento degli sfratti per finita locazione causata dalla continua sottrazione di alloggi a chi abita le città per destinarli ai turisti, l’aumento dei prezzi indipendentemente dalla domanda, l’attenzione ossessiva alle grandi opere (spesso invise ai territori) anziché alle esigenze quotidiane (dalla manutenzione del patrimonio residenziale al trasporto pubblico) sono tutte conseguenze perverse dei processi di profitto e di mercificazione della casa, che mietono ogni giorno nuove vittime. D’altro canto è impossibile trovare risposte adeguate a questi problemi nella compatibilità con politiche neoliberiste che tagliano sempre più con l’accetta qualsiasi strumento di welfare (dal contributo affitti al Reddito di Cittadinanza), che privatizzano e finanziarizzano con sempre più irruenza beni e asset pubblici (come dimostrano plasticamente i casi del servizio sanitario nazionale, delle case popolari e dal patrimonio pubblico in generale), e che traggono profitto dalla gestione delle emergenze e dalla devastazione bellica.  

A fronte di un quadro così desolante, una parte di popolazione colpita dalla crisi economico-finanziaria ha trovato nelle pratiche collettive dei movimenti per il diritto alla casa un’alternativa concreta all’isolamento e alla guerra tra poveri su cui soffiano i partiti razzisti e xenofobi. L’ascolto e l’organizzazione tramite gli sportelli, la rivendicazione della pratica delle occupazioni delle case sfitte e degli edifici vuoti e inutilizzati dalla rendita, la battaglia per l’assegnazione delle case popolari così come il blocco di sfratti, sgomberi e pignoramenti tramite picchetti, presidi e cortei sono da sempre il baricentro dei movimenti per il diritto all’abitare in tutti i territori. Affermare la centralità dei bisogni sociali significa dunque indicare una prospettiva di trasformazione fondata sull’uguaglianza e non sull’incremento delle disparità e della precarietà abitativa.

È proprio per far fronte a queste pratiche e prospettive di riscatto sociale che tutti i governi negli ultimi anni hanno costantemente inasprito meccanismi di repressione e deterrenza contro le lotte: dal piano casa del governo Renzi-Lupi del 2014, ai decreti sicurezza del 2018, all’attuale governo Meloni che punta a inasprire all’inverosimile le pene per chi occupa e ad eseguire da Nord a Sud sgomberi-lampo ad ogni tentativo di occupazione collettiva di immobili a scopo sociale o abitativo.  Ancora, il recente uso della precettazione per impedire gli scioperi, la preclusione delle piazze ai cortei in solidarietà col popolo palestinese il 27 gennaio scorso, i processi nelle scuole agli studenti che hanno occupato.  Elencare tutti i provvedimenti legislativi (oltre che giudiziari nei confronti di decine di compagn3 con l’applicazione a tappeto del reato di associazione a delinquere) espressi contro i movimenti di lotta (per la casa ma non solo) è davvero cosa lunga e forse anche secondaria, se non se ne riesce a coglierne il disegno complessivo e soprattutto a trovare un terreno comune su cui batterli. Sul fronte abitativo, queste risposte repressive sono l’altra faccia della medaglia rispetto al totale disinvestimento di questo governo in materia di politiche abitative (zero euro stanziato da qui alla fine del 2026, 100 milioni per il biennio 2027-8) e del fatto che il Ministro delle Infrastrutture Salvini sta discutendo il Piano Casa solo ed esclusivamente con gli attori della rendita e del settore immobiliare per preparare il terreno ad ulteriori privatizzazioni, deregolamentazioni del mercato e persino condoni!

Senza quindi sottovalutare la portata repressiva dei provvedimenti che vengono agiti contro le lotte, è necessario capirne la ratio per opporsi in modo efficace e contundente alla generale intimidazione preventiva delle lotte sociali che viene portata avanti con l’intento di frenarle o, ancor peggio, far cadere i movimenti nella trappola “dell’impossibilità” di organizzarsi e agire. Ciò in ultima istanza ci riporta alla questione delle pratiche e della necessità di un’articolazione nazionale che possa appoggiare e dare forza a momenti di azione diretta e riappropriazione dal basso. Questi i temi sui quali ci confronteremo nella giornata del 2 marzo a Milano, con l’obiettivo di trovare un terreno comune per il rilancio delle lotte sociali. Senza casa non c’è infatti diritto alla salute, all’istruzione e tantomeno accesso a reddito e lavoro dignitosi. Mettere al centro i bisogni reali delle persone significa opporsi alla devastazione dei territori, alle grandi opere inutili come il TAV in Val di Susa, il ponte sullo Stretto, le Olimpiadi Milano-Cortina in Lombardia e Veneto, ai grandi eventi come il prossimo Giubileo a Roma che portano solo rendita e profitti per poch3 ed espulsione per molt3. Significa prendersi cura dei quartieri, dei paesi, delle città in cui viviamo, opponendoci alla svendita del patrimonio pubblico e alle espulsioni determinate dalla gentrificazione e dalla ossessione per le grandi opere e i grandi eventi. Dare valore alle relazioni tra abitanti e organizzarsi con le proprie comunità territoriali contro la violenza dei padroni del mattone. Significa investire in politiche pubbliche di welfare e in diritti sociali strappati dal basso, a spinta. Significa smettere di investire soldi pubblici per foraggiare l’escalation bellica, facendone ricadere le conseguenze in primis sui popoli che le subiscono e poi sui ceti proletari e le soggettività che non aderiscono al modello dominante di casa, famiglia, profitto.

Costruire l’alternativa, rileggendo la questione della repressione in chiave di contrattacco significa ragionare delle pratiche di conflitto e trovare gli strumenti adatti per raccontarle ribaltando la narrazione mediatica mainstream. La lotta per il diritto all’abitare è oggi più che mai una lotta per cambiare il modello economico della società in cui viviamo; è lotta di classe intesa come possibilità di riscatto collettivo contro lo stesso sistema capitalista che produce miseria e sfruttamento. Al di là delle battaglie contingenti, come compagn3 riteniamo che la sfida di questa lotta non si può risolvere in un solo territorio. Per poter incidere in modo efficace sul piano dei rapporti di forza, deve essere affrontata unendo le forze e le esperienze che attraversano i diversi movimenti. Una battaglia lunga, ancora tutta da combattere, ci attende.


PROGRAMMA 

 SABATO 2 MARZO @ VIA FRACASTORO 8

  • H 10.30 -13.00 AGGIORNAMENTI DAI TERRITORI
  • H 13.00 -14.00 PAUSA PRANZO
  • H.14.00 -17.00 ASSEMBLEA PLENARIA: CONTRO LA CRIMINALIZZAZIONE DELLE LOTTE, PER IL RILANCIO DELLE LOTTE SOCIALI

DOMENICA 3 MARZO @ COA T28 –VIA DEI TRANSITI 28

  • H 10.30 -12.30: RIUNIONE DI REDAZIONE DEL BOLLETTINO LOTTE ABITATIVE

PER AGEVOLARE LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI E TUTTE ATTREZZEREMO ANCHE UNO SPAZIO GIOCHI PER BAMBINI!

INFO E CONTATTI: COA.TRANSITI@INVENTATI.ORG

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

assemblea nazionalediritto all'abitarelotta per la casaMilano

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La Francia si prepara all’atto secondo

Un’esplosione in termini di numeri, di atti significativi e di convergenze inedite. Inediti anche gli arresti che il regime di Macron ha portato a termine con il 17 ottobre 2026: il maggior numero di arresti avvenuti dal 17 ottobre 1961.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Albania: “non ci fermiamo”. Cronache dalla rivolta.

Domenica 18 ottobre 2026. Quinta giornata di rivolta a Tirana. Oggi, lungo il boulevard principale, è stata letteralmente una battaglia durata oltre cinque ore. Il corteo parte a metà mattinata con l’obiettivo di raggiungere l’edificio del primo ministro. Oggi la polizia inizia la giornata sparando proiettili di gomma ad altezza d’uomo, con i fucili, o appostata su palazzi. E poi i soliti idranti, le cariche, il liquido urticante e i gas. Il corteo resiste, avanza

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: chi si è perso la festa di sabato ci va domenica

Il mondo al contrario, finalmente. Le merci non sono lì da vedere. Sono lì da prendere.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Raccolta di contributi e punti di vista sulle piazze del 17 ottobre: dalla Francia all’Italia

Di seguito apriamo una raccolta di punti di vista a nostro parere interessanti su quanto sta succedendo da una parte all’altra delle Alpi sul tema del carovita, della crisi sociale e della guerra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Italiani veri

Contro il carovita, contro il caro carburante e quindi anche contro la guerra. Piazze di molte città d’Italia in questo 17 ottobre si sono riempite in aperta opposizione al governo Meloni, causa della crisi sociale dilagante. Piazze piene anche oggi quindi, dopo una giornata di mobilitazione studentesca significativa per tutto il Paese.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Calabria: un mese di mobilitazione diffusa per il lavoro e contro il carovita

Scriviamo questo contributo mentre la Calabria è ancora teatro di importanti lotte e momenti di mobilitazione popolare, con lo scopo di comprendere e attraversare, senza alcun pregiudizio, ogni frattura che si apre in questa terra.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Piazze contro il carovita e il carocarburante

Anche in Italia sabato 17 ottobre sembra essere diventata una data di mobilitazione contro il carovita e contro il carocarburante a partire da chiamate spontanee soprattutto tramite social e gruppi telegram.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

A Massa Carrara maxi-corteo: 15mila in piazza contro l’ondata di denunce, “si cerca di limitare il dissenso impedendo le manifestazioni”

Almeno 15mila persone hanno sfilato per le strade di Massa Carrara nella giornata di mercoledì 15 ottobre, giorno in cui si sarebbe dovuta tenere la prima udienza a carico dei manifestanti colpiti dall’andata repressiva contro il movimento per la Palestina.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Mobilitazioni studentesche in Albania

Raccogliamo alcune testimonianze inviateci dall’Albania riguardo alle recenti mobilitazioni studentesche.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

C’è una Calabria che non sta a guardare

Sulle mobilitazioni contro il caro-vita

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Milano: sabato 26 settembre convegno regionale sui data center “dai comitati alla rete”

I comitati che si oppongono alla diffusione dei data center sul territorio lombardo si incontrano oggi a Milano per una giornata di confronto dedicata agli effetti ambientali, alle modalità di insediamento e alle prospettive di sviluppo del settore. Il convegno regionale sui data center è in programma all’Arci Milano di via Bellezza 16 ed è promosso dalla Rete Comitati Stop Data Center – Cittadini. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Bologna: in centinaia per Abderrahim Fakir. Annunciati corteo e assemblea nazionale

Emergono altri video sull’omicidio di Abderrahim Fakir, morto domenica scorsa a Bologna durante un fermo di polizia. In uno di questi, si vede Fakir a terra legato con fascette alle caviglie e braccia dietro la schiena. Intorno a lui 4 soccorritori della Croce Rossa, due tentano di rianimarlo.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Un contributo da Milano per una risposta alla repressione all’altezza delle mobilitazioni dell’autunno scorso e per il rilancio delle lotte sociali

Il tema della repressione e, più in particolare, il rapporto con la controparte, hanno spesso generato difficoltà e incomprensioni all’interno del movimento italiano. Nel tempo, le strategie e le pratiche adottate dalle forze dell’ordine, così come gli strumenti legislativi introdotti dai governi, si sono progressivamente trasformati.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Giornata di mobilitazione antifascista a Roma.

Raccogliamo alcuni contributi e comunicati riguardo la giornata di mobilitazione antifascista a Roma contro i raduni fascisti tenutisi nella capitale sabato 13 giugno.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

BLOCCATO L’HUB LOGISTICO MILANO – PIOLTELLO

CONTRO LA GUERRA, PER LA PALESTINA E I DIRITTI DEI LAVORATORI! Oggi, in occasione dello sciopero generale siamo di nuovo alle porte di Logtainer e DSV a Pioltello, in provincia di Milano. L’hub è bloccato, i camion fermi, la macchina logistica che alimenta il genocidio in Palestina si inceppa, ancora una volta, per nostra mano, […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Milano: oltre 5 mila in corteo nazionale Ricorda la Nakba. Combatti il sionismo

Il 16 maggio si è tenuto a Milano il corteo nazionale “Ricorda la Nakba. Combatti il sionismo”, in ricordo di quella giornata del 1948 – letteralmente “la catastrofe” – che ha visto più di 700.000 palestinesi cacciati dalla proprie terre per la fondazione dello Stato coloniale e genocida di Israele.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

MILANO 22 SETTEMBRE C’ERAVAMO TUTTI E TUTTE

Questa mattina la DIGOS ha notificato altre 20 ordinanze per i fatti del 22 Settembre: dieci misure cautelari, sette arresti domiciliari, tre obblighi di dimora. Portando avanti un’azione repressiva che colpisce realtà politiche e singoli. Una giornata che fu senza ombra di dubbio, uno dei punti di picco all’interno delle mobilitazioni dell’autunno scorso nell’ambito delle […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Milano: arresti, perquisizioni e misure cautelari. Nuova operazione repressiva per il corteo del 22 settembre

Nuova operazione repressiva a Milano: notifiche di misure cautelari e denunce a piede libero per i fatti legati al corteo del 22 settembre contro il genocidio in Palestina. In quell’occasione il corteo aveva tentato di raggiungere e occupare la Stazione Centrale, mentre le forze di polizia avevano risposto con cariche durissime. Da Radio Onda d’Urto […]