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Pisa: studenti conquistano la mostra di Warhol

 

Questo pomeriggio a Pisa una cinquantina tra studenti universitari e del liceo artistico, si sono presentati davanti al Palazzo Blu, in cui è esposta la mostra “Andy Warhol. Una storia americana”, quinto appuntamento del ciclo di mostre dedicate ai maestri del ‘900. Questa struttura ospita la gran parte delle mostre che arrivano in città ed è oggetto di vanto culturale da parte del comune, che ne fa attrazione di richiamo per il turismo cittadino.

La legittima pretesa era di poter vedere la mostra ad un prezzo accessibile per le tasche di uno studente, già vessato da un’enormità di altre spese per potersi mantenere in città e continuare gli studi. Il contributo proposto era di 2 euro (mentre il prezzo “agevolato” per gli studenti era fissato a 8,50 euro, rispetto ai 10 del biglietto intero), una somma già eccessiva se confrontata ai prezzi normali degli ingressi alle mostre nelle altre città europee. Questa cifra è sembrata inammissibile per i dirigenti della mostra.
Alle richieste dei ragazzi le reazioni sono state un no secco, la chiusura delle porte e il blocco fisico di ogni ingresso. Il dialogo è stato lungo e argomentato, ma le ragioni non sono state ascoltate, cosicché all’ennesimo rifiuto gli aspiranti visitatori hanno preso l’iniziativa decidendo di entrare, nonostante la frapposizione delle guardie del museo. Conquistato l’ingresso gli studenti si sono goduti tranquillamente l’esposizione delle principali opere del Maestro americano, tra Marilyn e Mao passando per la Campbell’s Soup.

Già questa mattina alcune classi del liceo artistico, oggi entrato in co-gestione, si erano recate in visita al Palazzo. Non tutti gli studenti avevano la somma necessaria per l’acquisto del biglietto, quindi i professori hanno messo di tasca loro una parte della quota mancante, non riuscendo però a farli entrare tutti: oggi pomeriggio quegli studenti sono potuti entrare.
Il comune e l’università di Pisa propongono un’immagine dorata della vita in città tra vetrine colorate, scalate nel ranking universitario internazionale e candidature a capitale europea della cultura. Al contrario la realtà parla di periferie abbandonate a loro stesse, scuole che crollano, didattica e servizi praticamente inesistenti.

Ci siamo definitivamente stancati di una cultura-merce, che oltretutto è inaccessibile ai più. L’azione di oggi è solo una tappa di un percorso molto più ampio che è iniziato sabato 14 dicembre, con l’incursione in un supermercato da parte di precari e disoccupati dei quartieri popolari, e che continuerà con la mobilitazione studentesca e del precariato giovanile lanciata per il 20 dicembre. È ormai chiaro che anche la cultura, come la casa, il pane e la dignità, è un diritto che si conquista a spinta.

Vogliamo tutto, il pane e anche le rose!

 

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