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Torino, sgomberata occupazione abitativa

Allo sgombero era seguita per due giorni l’occupazione della sede della Circoscrizione 3, per chiedere che l’amministrazione cittadina si impegnasse a garantire una sistemazione dignitosa per le famiglie senza casa, molte delle quali con bambini. Trovandosi di fronte solo vaghe promesse o proposte inaccettabili, la risposta era stata la nuova occupazione in via Modane, dove in questi mesi erano stati avviati lavori di ristrutturazione e autorecupero.

Per effettuare lo sgombero di via Modane, la polizia è intervenuta in forze con i vigili del fuoco che hanno tagliato una parte del cancello chiuso. All’esterno i solidali di fronte allo schieramento di carabinieri e polizia che bloccavano gli accessi all’edificio.

Come al solito nessuna soluzione abitativa dignitosa per le famiglie con i bambini se non l’offerta della  solita palestra già propinata agli occupanti dopo lo sgombero di via Collegno. L’accanimento contro questi nuclei familiari, sgomberati appunto per la seconda volta, ci da la misura delle politiche progressiste del sindaco Fassino che alla viglia delle elezioni e sotto campagna elettorale rimane in silenzio, incapace politicamente di trovare delle soluzioni reali all’emergenza abitativa ormai dilagante in città. Soluzioni che non mancano, visto gli innumerevoli stabili vuoti di proprietà comunale e gli alloggi non assegnati e abbandonati da parte di Atc. Si preferisce svendere il patrimonio pubblico per rimpolpare le casse del comune, senza però che c sia una redistribuzione reale sul territorio, invece di riutilizzare gli immobili per far fronte al bisogno della casa.

Propaganda a parte, la ricetta di Fassino per la città sono sgomberi e “soluzioni” ridicole per le famiglie senza casa o colpite da ingiunzione di sfratto.

Ascolta Luigi del centro sociale Gabrio:

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