InfoAut
Immagine di copertina per il post

Cina, le linee guida del plenum sul piano 2026-2030

Si è conclusa la quarta sessione plenaria del XX Comitato centrale del Partito comunista. Fissati gli obiettivi generali del XV piano quinquennale. Parole chiave: nuove forze produttive, autosufficienza, circolazione interna, transizione energetica. Spazio anche alle nomine dopo le recenti espulsioni dall’esercito

di Lorenzo Lamperti, da China-files, al fondo la corrispondenza di Dario Di Conzo per Levante, trasmissione di Radio Onda d’Urto

Sviluppo tecnologico e delle nuove forze produttive, rafforzamento del mercato interno e stabilità politica. È la formula indicata dalla Cina per perseguire autosufficienza e completare la trasformazione del proprio modello di sviluppo. Il quarto plenum del Partito comunista si conclude con la diffusione delle linee guida del piano quinquennale 2026-2030, chiamato a “collegare passato e futuro” per realizzare la “modernizzazione socialista” affrontando rischi e “tempeste”. Come già accade da qualche anno, l’accento viene posto non solo sulle “opportunità strategiche” come accadeva nell’era di Jiang Zemin e Hu Jintao, ma anche su “rischi, sfide, crescente incertezza e fattori imprevedibili”. Il riferimento è alle numerose turbolenze globali e alla guerra commerciale in corso con gli Stati uniti, che Pechino non si illude possa concludersi presto. Per superare le intemperie, il partito è convinto servano flessibilità sulle politiche economiche e continuità sulla tenuta della leadership. Ecco perché, si legge nel comunicato finale del plenum diramato dopo quattro giorni di riunioni a porte chiuse, serve “accelerare la costruzione di un nuovo modello di sviluppo di alta qualità” con “l’innovazione come forza trainante”.

Per schermarsi dalle sanzioni e dalle restrizioni alle catene di approvvigionamento più avanzate, la Cina mira a realizzare un “balzo in avanti nella forza economica, scientifica e tecnologica”. Il mantra delle “nuove forze produttive”, coniato da Xi Jinping nel 2023, entra ufficialmente nel piano quinquennale come motore del rafforzamento tecnologico e del raggiungimento di una quantomeno parziale autosufficienza. Come già dimostrato dal recente programma sull’intelligenza artificiale, l’intenzione è completare l’integrazione tra innovazione e industria, investendo sulle applicazioni pratiche e sullo “sviluppo integrato dei talenti”.

Nel nuovo piano, ci si propone di “ampliare la circolazione internazionale” attraverso le riforme e “l’apertura”, ponendosi dunque in contrapposizione alla postura degli Stati uniti, che la Cina definisce “protezionista”. Si citano investimenti esteri e la Belt and Road, ma la priorità è la “circolazione interna”. Per raggiungere i suoi obiettivi e ridurre la dipendenza dall’export, Pechino ha infatti bisogno di rafforzare nettamente il mercato nazionale. Il plenum indica come obiettivo fondamentale la promozione “vigorosa” dei consumi e “l’affidabilità” della domanda interna. Non sarà semplice. Per avvicinare l’obiettivo, si indica l’ottimizzazione dell’assetto economico regionale, promuovendo “la prosperità comune”. Dal piano quinquennale ci si aspettano però le misure concrete e “proattive” promesse negli scorsi mesi. Si parla di una riforma fiscale e interventi per migliorare il sistema di sicurezza sociale. Vanno però affrontati altri due nodi, citati nel documento finale del plenum. Primo: la tutela del settore immobiliare con la riduzione dei rischi per fondi fiduciari e casse provinciali. Secondo: il calo demografico, che per essere frenato ha bisogno di misure più decise.

Ampio spazio alla transizione verde. Il partito si impegna a ridurre le emissioni e “accelerare lo sviluppo di un nuovo sistema energetico”. In arrivo forti investimenti sulle rinnovabili, anche se lo stop alle nuove centrali a carbone arriverà probabilmente a quinquennio inoltrato.

Passaggi assai succinti su Hong Kong e Taiwan, molta attenzione invece all’esercito, che nel 2027 celebrerà il suo centenario e che proprio nei giorni scorsi è stato protagonista di una nuova raffica di espulsioni. Il partito punta sullo “sviluppo integrato della meccanizzazione, dell’informatizzazione e dell’intelligentizzazione” delle forze armate, l’ultimo passo di una drastica riforma in atto già da un decennio.

Spazio anche alle nomine. Zhang Shengmin, già generale delle forze missilistiche, prende il posto del rimosso He Weidong alla vicepresidenza della commissione militare centrale. Non a caso, Zhang è anche il numero due della principale agenzia anticorruzione del partito. Non un caso. “Dobbiamo perseverare nel promuovere una governance completa e rigorosa e portare avanti con fermezza la campagna anticorruzione”, dice il partito. Al plenum hanno partecipato 315 dei teorici 376 membri o supplenti del comitato centrale: ulteriore indizio che la campagna di “pulizia” è lungi dall’essere terminata.

[Pubblicato su il Manifesto]


LEVANTE: CONCLUSO IL QUARTO PLENUM DEL PCC. DA PECHINO LA CORRISPONDENZA CON DARIO DI CONZO

Levante: la puntata di ottobre 2025 dell’approfondimento mensile di Radio Onda d’Urto sull’Asia orientale, l’ultimo venerdì del mese, alle ore 18.45, dentro la “Cassetta degli Attrezzi”, o in replica il lunedì successivo, alle ore 6.30.

Venerdì 24 ottobre a Pechino, capitale della Repubblica Popolare Cinese, abbiamo raggiunto telefonicamente Dario Di Conzo, collaboratore di Radio Onda d’Urto, co-curatore di Levante, ricercatore alla Scuola Normale Superiore e docente a contratto di riforme economiche della Cina contemporanea all’università Orientale di Napoli.

In questa corrispondenza, abbiamo toccato diversi temi:

  • La conclusione del Plenum del PCC (Partito comunista cinese), il 20esimo Comitato Centrale, che ha convocato la sua quarta sessione plenaria a Pechino da lunedì 20 a giovedì 23 ottobre, “per la formulazione del 15esimo piano quinquennale delineano i principali obiettivi di sviluppo economico e sociale in sette aree”, si legge nella nota finale.
  • L’annuncio del faccia a faccia, il 30 ottobre, tra Xi Jinping e Trump, al vertice Apec previsto in Corea del Sud
  • La risposta della Repubblica popolare cinese alle sanzioni Usa sul greggio russo importato via mare.

La puntata di ottobre 2025 di “Levante” su Radio Onda d’Urto con Dario Di Conzo, da Pechino. Ascolta o scarica

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

cinaFOSSILEPCCsanzionitrumpxi jinping

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

In Albania continuano le proteste

Con Julie JL, attivista della diaspora albanese, discutiamo di come stiano proseguendo le proteste nel paese.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La lunga frattura: presentazione del libro al campeggio di lotta a Venaus

La storia corre veloce. “Non sono che sintomi di processi più profondi e radicali che ribollono come magma sotto la crosta terrestre tentando di farsi strada, di trovare sbocchi, sfiati ed infine ridefinire il paesaggio”.

Facciamo il punto su questo lungo processo di trasformazione e ristrutturazione del capitalismo in una fase di crisi della messa a valore del capitale che ha portato a un’accelerazione globale in chiave bellica. La transizione egemonica alla quale stiamo assistendo mostra i suoi sintomi più evidenti ma non è né compiuta né scontata. Qual è il nostro compito oggi se non approfondire questa crisi?

La crisi dei valori dell’imperialismo può essere una leva per immaginare nuovi cicli di lotta? Quali sono i punti di forza del nostro agire per alimentare processi conflittuali capace di ambire a dimensioni di contropotere effettivo nella società?

Qualcosa bolle in pentola, l’Occidente è sprovvisto di idee-forza capaci di mobilitare le masse. Chi si immagina il popolo italiano pronto a prendere le armi per difendere la patria? Forse solo gli illusi e gli approfittatori che speculano su una propaganda vuota. Allora noi cosa abbiamo da proporre? La Palestina ci ha mostrato la possibilità di adesione di massa a un orizzonte di emancipazione collettivo. Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Intervista a Dina, libera dalle carceri libiche

Dina e Domenico sono i due attivisti italiani che hanno preso parte al Land Convoy verso Gaza, la missione via terra nel quadro della campagna di solidarietà internazionale alla Palestina della Global Sumud Flottilla, e poi sono stati fermati e sequestrati in Libia, nella zona controllata da Haftar. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

L’annessione strisciante della Cisgiordania passa dalle mappe alla legge 

Un’iniziativa di registrazione fondiaria nell’Area C sta spostando il controllo dal Regime militare al sistema civile israeliano, rafforzando l’annessione attraverso leggi, pianificazione ed espansione degli insediamenti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sudafrica: migliaia di migranti in fuga dalla violenza xenofoba di “March and March”. Le valutazioni di Alberto Magnani

In SudAfrica numerose attività commerciali chiuse e polizia dispiegata per le strade a seguito di manifestazioni anti-migranti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La cronaca della protesta all’arrivo del volo da Tel Aviv a Elmas, dentro e fuori il terminal

Domenica mattina all’aeroporto di Cagliari Elmas è atterrato un volo diretto da Tel Aviv. Il collegamento è una delle novità della stagione estiva dello scalo sardo: una rotta che connette Sardegna e Israele (operata da El Al in partnership con Sun d’Or) e che in tempo di genocidio non passa inosservata. All’esterno del terminal, una manifestazione di protesta a supporto del popolo palestinese – organizzata da Unica per la Palestina, Giovani Palestinesi Sardegna, Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, Associazione Sardegna Palestina e la delegazione sarda della Global Sumud Flotilla – accoglie chiunque esca dall’aeroporto. Il reportage dal terminal di Elmas.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Accordo Libano-Israele, tregua o normalizzazione dell’occupazione?

Il 26 giugno a Washington, con la mediazione dell’amministrazione Trump, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro in 14 punti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Scosse devastanti in Venezuela. Migliaia di dispersi, si scava tra edifici crollati. Il sisma più violento da 126 anni.

Sono oltre 25.000 le persone che risultano al momento disperse a seguito dei devastanti terremoti che ieri sera, mercoledì 24 giugno, hanno colpito il Venezuela. Due scosse violentissime, a breve distanza, tra mezzanotte e le due di notte, orario italiano, hanno causato il crollo di centinaia di edifici. La prima scossa è stata di magnitudo […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Perù: in un paese profondamente diviso, la destra di Fujimori vince alle presidenziali

Una settimana di spoglio dei voti alle elezioni presidenziali del Peru si salda con la risicatissima vittoria della estrema destra di Keiko Fujimori (figlia dell’ex-presidente e dittatore peruviano Alberto Fujimori, le cui politiche contro la guerriglia di Sendero Luminoso e le classi popolari peruviane gli erano valse accuse di genocidio).

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Bolivia: Giunge a La Paz un’impressionante marcia della COB e dei settori contadini

Chiedono la rinuncia del presidente di destra Paz. Il governo risponde con la repressione e arresta il massimo dirigente della Centrale Operaia, Vicente Salazar.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il battito di ali che scatena la tempesta

Negli ultimi giorni si sono intensificati gli  attacchi sferrati dagli Usa accompagnati da una laconica frase di Trump a certificare la fine della tregua e del memorandum d’intesa con l’Iran. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Fallo da ultimo uomo di Trump

Alle ore 2 italiane è iniziata la sconfitta della nazionale statunitense contro le quattro reti del Belgio, che è da annoverare in quella serie di nazionali che oggi competono soprattutto grazie al contributo di decine di giocatori migranti cresciuti nelle grandi metropoli europee. Ciò che però merita attenzione, però, è il tragicomico episodio consumatosi dietro le quinte, prima del calcio di inizio.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Riarmo permanente: la vera posta in gioco dietro i meme di Trump 

Donald Trump riesce a fare una cosa che la diplomazia atlantica prova sempre a nascondere: ricordare a tutti qual è il vero rapporto di forza dentro la Nato.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Incubo di una notte di mezza estate. La pantomima Trump-Meloni e l’irresolubilità della subordinazione europea.

Negli ultimi giorni l’attenzione mediatica è tornata a concentrarsi sui dissapori tra Giorgia Meloni e Donald Trump. A quanto riporta lo stesso Trump, durante il summit G7 ad Evian Giorgia lo avrebbe “disperatamente implorato di fare una foto con lei”: secondo Trump, questa mossa sarebbe dipesa dalla popolarità “in calo” della premier italiana, che per risollevarla avrebbe cercato di trasmettere un segnale di unità e alleanza con il governo americano.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

No G7 Ginevra: manifestazione di massa contro i grandi del mondo, la guerra e a sostegno della Palestina

Si è concluso ieri il summit del G7 a Evian, dove tra le altre cose, la preoccupazione europea era incentrata sul riarmo e il sostegno a Kiev mentre Trump annunciava le sue intenzioni di porre fine alla guerra all’Iran. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio

Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’unica sovranità energetica è quella decisa dal popolo: Meloni e il nucleare una favola ridicola

Due referendum popolari hanno sancito il NO al nucleare in Italia. Una premessa obbligata dalla quale partire per leggere le forzature del governo Meloni sul tema: riaprire le centrali puntando sui “nuovi” Small Modular Reactors sarebbe la soluzione per l’indipendenza energetica. Tutte balle, scusate il francesismo. 

Immagine di copertina per il post
Bisogni

SPECIALE ALBANIA – massicce proteste a Tirana contro la svendita dei territori e la corruzione della classe politica

Ennesima giornata di imponenti manifestazioni a Tirana, capitale dell’Albania, contro il governo guidato da Edi Rama, accusato di svendere il territorio nazionale ai grandi capitali internazionali.