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Cosa succede in Corsica? Forti proteste indipendentiste e scontri in tutta l’isola

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Scontri, molotov, cortei, assalti alle prefetture. Ma cosa sta succedendo in Corsica?

Il tutto parte dall’aggressione quasi mortale ai danni di Yvan Colonna: militante e prigioniero politico corso, è stato aggredito nei giorni scorsi all’interno del carcere di Arles, in Francia, da un compagno di reclusione, finendo ora in coma cerebrale. Yvan Colonna è in carcere dal 2003, accusato di omicidio del Prefetto della Corsica Claude Jean-Pierre Erignac, avvenuto nel Febbraio 1998. Dopo un iter processuale molto complesso, con un processo in più fasi definito da molte fonti come non equo e dubbio, Yvan Colonna è condannato all’ergastolo dal 2011.

L’aggressione a Colonna è stato vissuta come un vero e proprio attacco alla lotta indipendentista corsa. Le organizzazioni politiche e i partiti indipendentisti hanno espresso chiaramente la loro posizione, dichiarando lo stato Francese come responsabile della vicenda. I vari partiti assieme alle organizzazioni giovanili e studentesche hanno subito messo in campo delle pratiche di risposta, da assemblee a cortei. Diverse piazze e blocchi dei porti si sono susseguiti negli scorsi giorni, con scontri duri tra la (poca) polizia francese presente e i/le manifestanti. Un grande corteo dalla composizione molto giovane è avvenuto a Corte, capitale storica e culturale della Corsica, nella giornata di domenica, finendo con l’avvicinarsi alla prefettura, simbolo dello stato Francese. Fumogenti, gas, cannoni ad acqua, scontri prolungati. Intanto non finiscono le proteste ed altre mobilitazioni sono state indette nei prossimi giorni.

Di tutto questo ne parliamo ai nostri microfoni con una compagna sarda che era lì presente in Corsica in questi giorni, provando a districarsi in un contesto complesso e non di facile lettura, tra pratiche inusuali, composizione della lotta, istanze fortemente nazionaliste e prospettive di conflitto indipendentista.

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Da Radio Blackout

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