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Fermato e attaccato il convoglio in Libia della Global Sumud Land Convoy: due italiani arrestati. Libertà per Dina e Domenico!

Un gruppo di dieci attivisti e attiviste di vari paesi, Italia, Argentina, Spagna, Polonia, Uruguay,  Stati Uniti, Tunisia, Portogallo e Grecia, è stato fermato da una milizia libanesi affiliata alle Forze Armate Arabe della Libia (LAAF) e i solidali internazionali sarebbero stati incriminati con l’accusa di immigrazione illegale. 

Tra loro ci sono anche Leonarda Alberizia, pugliese che vive in Piemonte, e Domenico Centrone pugliese. Questa delegazione si era diretta verso il checkpoint di Sirte per negoziare con le autorità libiche il transito verso l’Egitto per raggiungere il confine di Rafah, lasciando il resto del convoglio che trasporta case mobili, ambulanze, beni di prima necessità oltre che personale specializzato come medici, psicologi , operatori umanitari. Le notizie sono scarse. Il ministro degli esteri Tajani  a proposito dei due attivisti italiani aveva detto in mattinata: “dovrebbero andare stamane davanti al giudice, quindi mi auguro che il giudice decida di farli ritornare in Italia”.

Riassume la situazione Amina Tridente portavoce della Global sumud convoy Puglia 

IL COMUNICATO DIFFUSO DAL GLOBAL SUMUD FLOTILLA INTERNATIONAL alle 15 circa di ieri 25 maggio

I partecipanti al convoglio globale di terra di SUMUD sono stati trattenuti in Libia orientale. Ieri pomeriggio hanno attraversato la zona di sicurezza 5+5 per negoziare un percorso sicuro per la nostra missione umanitaria a Gaza. L’ultimo contatto è stato alle 15:22 p.m. orario locale. Non si è più sentito da allora. I detenuti sono civili spagnoli, polacchi, statunitensi, argentini, uruguaiani, portoghesi, tunisini e italiani – medici e difensori dei diritti umani che si sono offerti volontari per consegnare aiuti e sostenere il popolo palestinese. Sono stati trattenuti da una forza di sicurezza affiliata alle Forze Armate Arabe della Libia (LAAF) e sono ancora detenuti dalle autorità orientali della Libia (GNS). Se sei di uno di questi paesi: contatta ora il tuo ministero degli esteri e richiedi il loro immediato rilascio.

da Radio Onda d’Urto

COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ DEL COORDINAMENTO TORINO PER GAZA

Leonarda Alberizia, per noi Dina, è stata arrestata in Libia insieme a una delegazione di 10 attivisti del Global Sumud Land Convoy. Da giorni il GSLU cercava un accordo con le autorità libiche di Haftar per superare ll checkpoint di Sirte e proseguire verso l’Egitto e il valico di Rafah. Chiediamo il rilascio immediato e che venga garantita la sicurezza degli attivisti, nonché che venga concesso il passaggio al convoglio. “Il diritto internazionale obbliga a lasciare libero il passaggio per gli aiuti umanitari. Gaza ci aspetta”.

Fermata la spedizione di terra della Flotilla in Libia

10 attivistx del Global Sumud Land Convoy sono attualmente detenutx in Libia. L’allerta è stata lanciata poche ore fa della Global Sumud Flotilla. Viene chiesto il rilascio immediato di tutte le persone arrestate, nonché il passaggio del convoglio verso Gaza.

Tra loro c’è anche Leonarda Alberizia, Dina, di Albugnano, partita da Torino il 5 maggio e che in questi giorni si era separata dal convoglio per negoziare al checkpoint di Sirte il passaggio degli aiuti. 

Venerdì Dina aveva condiviso con noi un breve aggiornamento, così come in altre occasioni aveva raccontato sulle frequenze di blackout della Flotilla. 

Riportiamo gli ultimi aggiornamenti ricevuti, in cui ci descrive il Land Convoy partito verso Gaza il 15 maggio. Circa 300 persone, tra cui personale specializzato, con vari automezzi, ambulanze e materiale umanitario. Venerdì il gruppo era accampato tra la Libia Ovest e quella Est, a circa 9 km dal valico di Sirte. Ci parla dei loro contatti con Gaza e il bisogno di mobilitarsi come equipaggi di terra, in tutto il mondo, per Gaza e la Palestina tutta.

Come sempre, tuttx liberx! Dina libera!

da Radio Blackout

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