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FARC fanno prigioniero un militare USA e offrono di rilasciarlo nell’ambito dei dialoghi

Solo una propaganda stupida e ottusa può continuare a parlare delle FARC come di un’organizzazione dimezzata nei combattenti e debilitata nelle capacità operative, mentre tutti gli indicatori sull’andamento della guerra danno conto di una guerriglia che si rafforza di anno in anno, e dimostrano come oltre dieci anni di politica di “Sicurezza Democratica” uribista-santista abbiano fallito senza appello, a dispetto delle enormi risorse economiche gettate via per finanziarla e dei terribili costi umani che ha comportato per la popolazione civile, sottoposta ad ogni genere di abuso e di violazione dei diritti umani.

Ora anche gli Stati Uniti non possono ignorare l’annuncio del gesto unilaterale e di buona volontà delle FARC, rappresentato dalla prossima liberazione del militare yankee. FARC che, occorre ricordare, in mancanza di un cessate il fuoco bilaterale negato dalle follie guerrafondaie di Santos, avrebbero tutto il diritto di mantenerlo detenuto in condizione di prigioniero di guerra, nel rispetto delle Convenzioni di Ginevra.
Sapranno gli USA rispondere positivamente, per esempio permettendo l’integrazione di Simón Trinidad nella Delegazione di Pace della guerriglia all’Avana (di cui è membro pieno), invece che continuare a tenerlo in una cella 60 metri sotto terra nel Colorado, dopo averlo condannato in un processo farsa a sessant’anni di carcere?

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