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Israele e Turchia premono sulla Siria del Sud-Ovest e del Nord-Est

In queste giornate di repentini cambiamenti vogliamo fare il punto con Eliana Riva, caporedattrice del giornale di informazione Pagine Esteri, rispetto a due elementi di particolare pressione sul territorio siriano, ossia Israele da un lato e la Turchia dall’altro.

da Radio Blackout

Ciascuno con sfumature e per versi diversi hanno un ruolo preminente in questa fase post caduta di Assad in Siria e il loro ruolo rappresenta la volontà di schiacciare le possibilità di resistenza nell’area andando nella direzione di una gestione di governo regionale funzionale agli interessi occidentali.

Da una parte, i militari israeliani hanno preso il controllo di più di 440 km quadrati del territorio Siriano, rompendo come spesso fa Israele senza alcuna conseguenza gli accordi precedenti, nell’ottica di un vero e proprio piano governativo di trasferimento di popolazione nelle alture del Golan. Questa è un’azione utile anche a riportare al centro un’immagine di Netanyahu e di Israele vincente, per sostituire l’idea di debolezza israeliana emersa con il 7 ottobre. Prende forma giorno dopo giorno il vero disegno espansionistico, in un momento in cui il leader coloniale vive di forte consenso, nonostante la sua presenza nelle aule di Tribunale.

Per quanto riguarda l’accerchiamento di Kobane e del nord-est della Siria non ci sono aggiornamenti delle ultime ore, ma dalle voci curde sono stati denunciati stupri e saccheggi da parte delle truppe turche sui territori curdi. I colloqui tra USA e Turchia sono ancora in corso ma è evidente che Erdogan non voglia perdere l’occasione di chiudere la battaglia con il Confederalismo Democratico, che vede come uno dei pericoli maggiori per il dominio turco.

In questa fase il leader in pectore Al Jolani si rende disponibile a svolgere una figura di copertura per gli interessi occidentali sull’area e porta avanti la transizione siriana a colpi di dichiarazioni che lasciano trasparire la sua strumentalità in favore degli interessi turchi e israeliani sul territorio siriano.

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