
La lotta continua. A fianco della Palestina, a fianco della Flottilla
Riprendiamo il comunicato del Gap di Livorno che annuncia il ritorno di Simone dalla Flottilla e che rilancia la mobilitazione generale in sostegno della spedizione e per la Palestina!
CONVOCHIAMO UNA CONFERENZA STAMPA, martedì 12, alle 12 in Piazza del Comune, insieme alle realtà Livornesi con il quale abbiamo condiviso le mobilitazioni da settembre ad oggi, per raccontare la nostra esperienza diretta sulla flotilla, l’attacco in acque internazioni da parte dell’esercito israeliano e per condividere con tutta la città il nostro appello ad una nuova mobilitazione generale.
Abbiamo ritenuto necessario interrompere la nostra partecipazione diretta alla missione a bordo della Global Sumud Flotilla dopo il rapimento di 175 membri dell’equipaggio, avvenuto in acque internazionali europee, da parte del regime israeliano. Due compagni, Thiago e Saif, risultano ancora detenuti e sottoposti a violenze e torture nelle carceri israeliane, mentre le istituzioni europee e italiane continuano a voltarsi dall’altra parte, limitandosi , quando va bene, a dichiarazioni simboliche e prive di qualsiasi conseguenza concreta.
Di fronte a questa complicità politica e a questa indifferenza istituzionale, riteniamo che il luogo più efficace da cui agire oggi sia il nostro territorio.
Da qui continueremo a pretendere la liberazione immediata di tutti i prigionieri palestinesi ingiustamente detenuti nei cpr e nelle carceri italiane assieme a quella dei compagni Thiago e Saif prigionieri del regime sionista.
Da qui continueremo a denunciare e combattere ogni rapporto politico, economico e militare con il regime sionista, responsabile del genocidio tuttora in corso contro il popolo palestinese.
Mentre una parte della missione continuerà via mare per rompere il blocco navale illegale imposto a Gaza e alla Palestina nel 2007, il nostro compito, come collettivo di lavoratori portuali, sarà rafforzare il fronte di lotta nei porti, nei territori e nei luoghi di lavoro.
Bloccare i traffici di armi, impedire il passaggio dei rifornimenti militari, interrompere le catene logistiche ed economiche che alimentano l’imperialismo occidentale e la macchina bellica israeliana: questo è il terreno su cui intendiamo agire. Perché ogni carico movimentato, ogni accordo commerciale, ogni silenzio istituzionale rende ancor più, il nostro paese, complice del massacro del popolo palestinese.
Per questo lavoreremo anche alla costruzione di uno sciopero generale reale e combattivo, capace di unire lavorator3, student3, movimenti sociali e tutte le realtà solidali con la Palestina in un percorso di mobilitazione permanente contro la guerra, il riarmo e la complicità del governo italiano con Israele. Crediamo che attraverso la forza collettiva e il blocco concreto della produzione, della logistica e dei flussi economici sia possibile incidere realmente sugli interessi che sostengono l’occupazione e il genocidio del popolo palestinese.
Questa scelta non rappresenta un arretramento, ma un rafforzamento della lotta. Renderà ancora più saldo il legame tra la missione della flottiglia e le mobilitazioni che costruiremo via terra, unendo l’azione nel mare alla resistenza nei territori.
Continueremo a stare al fianco della resistenza palestinese, fino alla fine dell’occupazione, dell’apartheid e del colonialismo sionista.
Padroni di niente, schiavi di nessuno
Fino alla Palestina libera
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