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Flotilla sotto attacco! Non lasciamola sola!

In queste ore è stata nuovamente attaccata la missione della Global Sumud Flotilla II. Al largo delle coste di Cipro a centinaia di kilometri dalle coste di Gaza, le navi militari israeliane hanno prima circondato le unità della missione di solidarietà e poi attaccato dalle 10 del mattino di lunedì 18 maggio, con gommoni e soldati dell’Idf che hanno abbordato in massa le barche. Alla mattina di martedì 19 risultano ancora in viaggio 10 imbarcazioni della flottilla mentre sono 40 quelle fermate.

Gli attivisti sequestrati, pare siano a bordo di una nave cargo israeliana. Sono decine le persone bloccate dall’Idf e fra loro ci sarebbero poco più di una decina di cittadini italiani.

Il Governo, non ha mosso un dito per fermare Israele e Tajani si sta dilettando nelle solite dichiarazioni di circostanza, che non nominano neanche lontanamente le responsabilità israeliane e l’atto di pirateria internazionale di cui si stanno rendendo responsabil. Meloni tace e la sorte delle persone fermate è di nuovo alla mercè del governo israeliano. Non è chiaro ancora quale sarà l’iter che seguiranno le persone sequestrate dall’entità sionista. Ma sicuramente il trattamento che riceveranno sarà influenzato dalla capacità di tenere alta l’attenzione e mobilitarsi in queste ore.

In Italia, ieri 18 maggio, in molti hanno risposto all’appello di sciopero in solidarietà alla missione di mare, anche se i numeri sono lontani da quelli dell’autunno. In serata sono state decine i presidi d’emergenza convocati in diverse città della penisola e in tanti e tante si mobiliteranno nelle prossime ore. Gli occhi della mobilitazione sono ora puntati verso il 29 maggio, data di sciopero contro la guerra e per la Resistenza Palestinese.

I meccanismi al rialzo che determinarono l’esplosione delle piazze autunnali attorno allo slogan “Blocchiamo Tutto” non sembrano essersi innescati, ma rimane fondamentale continuare a supportare la missione della flottilla in queste ore e giorni. Inoltre rimane comunque importante mantenere la continuità e lo sforzo di costruire nuovi momenti di mobilitazione, e costruire le condizioni perché chi oggi con determinazione non abbandona la lotta, sia la scintilla capace di infiammare nuovamente la prateria.

Gaza è ancora li, i gazawi sono ancora circondati ed assediati sotto la minaccia del Genocidio. La Palestina ci ha liberato dandoci la coscienza di quanto sia importante il coraggio di non arrendersi proprio quando tutto sembra perduto o impossibile. Se oggi abbiamo nostalgia dei mesi autunnali questo ci deve servire solo a rimettere in fila gli elementi positivi di quelle settimane incredibili capendo i limiti che frenano il movimento oggi. Sicuri però che caparbietà e coraggio sono gli ingredienti imprescindibili di qualsiasi possibilità oggi.

La maggior parte delle persone non sostiene il genocidio e non sostiene i programmi imperialisti, ma il movimento non ha ancora costruito la sua capacità autonoma di convocarsi in massa senza che il meccanismo dei media sia coinvolto in maniera importante. Anche se questo dato è oggi, forse, ineludible, non è detto che non possa diventare un punto collettivo su cui costruire programma e contro-sapere per portare il movimento ad un passaggio di ulteriore maturità. Proprio ora che la barbarie imperialista per ristabilire la primazia del dominio americano è disposta a far vedere tutta la sua ferocia, si aprono possibilità prima impensabili. Quello che è successo in Italia in autunno ha segnato un prima e un dopo, la capacità di raccogliere gli insegnamenti di questa frattura spettano solo a noi.

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