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L’enigma del riarmo europeo
Mentre scocca il terzo anno di guerra, finalmente si parla di negoziati di pace.
L’impulso lo ha dato, come atteso, la presidenza Trump ma l’Europa non sembra persuasa che la resa a Putin sia utile e quindi no solo conferma e rafforza le sanzioni alla Russia ma garantisce di continuare a sostenere ancora lo sforzo bellico ucraino nonostante il disimpegno (fino a che punto?) americano. La strada tracciata dalla Von Der Leyen e sostenuta dai Paesi membri, con p0che eccezioni, sembra essere quella di ampliare in maniera importante la spesa militare, si millanta di autonomia strategica europea, si promettono forze di peace keeping europee. Insomma, l’Europa non ci sta ad essere estromessa dai giochi dopo aver sostenuto il 65% dello sforzo bellico ucraino e allo stresso tempo ha bisogno di sostenere l’urgenza del riarmo europeo. Ne consegue che l’Europa, con la leadership ucraina al seguito, sembra di avere molta meno fretta di Trump o di Putin di chiudere definitivamente la guerra.
Ascolta la diretta con Francesco Dall’Aglio, ricercatore presso l’Università di Sofia e autore della pagina Telegram “ClassRoom”
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