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Messico: studenti e genitori dei normalistas assaltano la caserma di Iguala

La mobilitazione che da più di 3 mesi sta attraversando il Messico dopo la scomparsa dei normalistas non si è placata nemmeno nel periodo di Natale: anche la notte della vigilia e quella di capodanno migliaia di persone hanno assediato la residenza presidenziale.

Ieri mattina, invece, un corteo composito aperto dai genitori degli studenti si è diretto verso la caserma del 27esimo battaglione di Iguala, considerato responsabile di quanto accaduto in quella notte tra il 26 e il 27 settembre. Ad alimentare la rabbia nella giornata di ieri è stata anche la cancellazione, da parte del ministro degli interni Osorio Chong, di una riunione che era stata fissata per incontrare i parenti dei normalistas.

I manifestanti hanno prima rimosso le transenne e le barriere che circondavano la base e poi, utilizzando un grosso tir della Coca Cola, hanno sfondato il cancello d’ingresso della caserma per fare irruzione nel quartier generale di Iguala: a quel punto è seguita una durissima reazione della polizia, che ha attaccato la protesta con gas lacrimogeni, scatenando una lunga battaglia in cui decine di giovani hanno affrontato le forze dell’ordine con sassaiole e lanci di bottiglie.

Negli scontri anche alcuni parenti degli studenti scomparsi che erano riusciti ad avvicinarsi alla caserma sono rimasti feriti.

Tutt’attorno al quartier generale sono state vergate scritte con gli slogan della protesta: “Ayotzinapa Somos Todos”, “Vivos se los llevaron, vivos los queremos” e “Fue El Estado / Fue El Esercito”.

 

 

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