InfoAut
Immagine di copertina per il post

Messico: alunni dello Zio Sam, Trattato di Libera Controrivoluzione

Una tematica di speciale importanza che Wood espone è il fenomeno del paramilitarismo, e il suo utilizzo nelle strategie controrivoluzionarie dell’imperialismo statunitense.

di Gilberto López y Rivas, da Comitato Carlos Fonseca

Il libro di Darrin Wood, Alumnos del Tío Sam: Tratado de Libre Contrainsurgencia. “Campus México” de la Escuela de Asesinos (https://vocesenlucha.com/libro-alumnos-del-tio-sam-darrin-wood) [Alunni dello Zio Sam: Trattato di Libera Controrivoluzione. “Campus Messico” della Scuola di Assassini] costituisce un ottimo strumento analitico-informativo per indagare una realtà considerata tabù da buona parte dell’accademia, dei grandi mezzi di comunicazione e dell’ambiente politico del Messico contemporaneo e quarto trasformista: le forze armate messicane e la loro relazione con le loro controparti statunitensi, e, in particolare, un tema anche controverso che fa riferimento all’addestramento del suo personale militare nella Scuola delle Americhe (SOA).

Il 26 settembre 2001, nella mia qualità di deputato federale, presentai una Proposta nelle Commissioni Unite di Governo-Pubblica Sicurezza e Difesa Nazionale del Congresso dell’Unione, sollecitando di indagare le azioni denunciate nel documento La pendiente resbalosa. La Intervención militar estadounidense en el conflicto en Chiapas [La china scivolosa. L’intervento militare statunitense nel conflitto in Chiapas], scritto da Brian Wilson, veterano della guerra del Vietnam, con il quale denunciava l’intervento diretto di corpi delle forze armate del suo paese in quel conflitto. Questa proposta fu respinta poiché inappropriata, tra gli altri argomenti, a causa del fatto che: “Nella storia delle relazioni bilaterali Messico-Stati Uniti d’America, il nostro paese non ha mai accettato la presenza di nessuna missione militare statunitense nel nostro territorio”.

Nonostante ciò, il mio intervento provocò un inusitato invito ad una riunione di deputati e senatori con l’allora segretario della Difesa Nazionale, generale Enrique Cervantes Aguirre, nelle sue installazioni del Campo Militare numero 1, nella quale, con diversi argomenti, il generale segretario negò con enfasi che il personale militare messicano fosse addestrato da militari statunitensi.

L’opera di Wood è una confutazione fondata e documentata di queste affermazioni del generale Cervantes. Wood comprova che, fin dal marzo 1998, l’allora segretario della Difesa degli Stati Uniti confermava la presenza di un istruttore militare di quel paese nel territorio messicano, e offriva dati specifici sulle ragioni per cui questo centro di addestramento degli Stati Uniti (SOA) era stato conosciuto, senza alcuna retorica, come Scuola di Assassini. Fondata nel 1946, a Panama, e installata a Fort Benning, Georgia, nel 1984, come risultato della firma dei Trattati Torrijos-Carter, questo centro di addestramento ha un lugubre curriculum di preparazione militare di criminali confessi, come gli assassini del vescovo Óscar Arnulfo Romero, tra gli altri golpisti di stato, e con la partecipazione dei suoi diplomati a campagne controinsurrezionali in tutta l’America Latina, tra le quali, quella che inizia il 1° gennaio 1994, a seguito della ribellione dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

Le rivelazioni di Wood sui corsi di questa singolare scuola: controrivoluzione, controintelligence, intelligence militare, guerra irregolare, operazioni nella selva, dagli anni 60 del secolo scorso, fino al 2000, e il numero di diplomati messicani, sono molto importanti per comprendere a fondo, le caratteristiche del conflitto in Chiapas a partire dalla ribellione del 1994, e per un bilancio di questo scontro politico militare a 31 anni dal suo inizio.

Il testo aiuta, inoltre, a comprendere l’attuale processo di militarizzazione-militarismo (villaggio in uniforme), e la ricolonizzazione territoriale che costituisce l’accumulazione militarizzata-delinquenziale, che intrinsecamente comporta infinite forme di violenza contro i popoli e la società, che attacca direttamente e in modo particolare le donne, con la crescente pratica dei femminicidi. Ma, anche, contro frange della popolazione esposte per l’economia criminale, come i bambini, gli adolescenti, migranti e lavoratori del campo e della città.

Una tematica di speciale importanza che Wood espone è il fenomeno del paramilitarismo, e il suo utilizzo nelle strategie controrivoluzionarie dell’imperialismo statunitense. Si presentano casi, come quello del generale Mario Arturo Acosta Chaparro, che ricevette un addestramento militare negli Stati Uniti, e viene coinvolto nella cosiddetta guerra sporca, con altri ufficiali di alto rango che studiarono in quel paese.

Certamente, il 23 aprile, due giorni dopo il 110° anniversario dell’invasione statunitense a Veracruz, la plenaria del Senato ha approvato la risoluzione con la quale “si autorizza l’Esecutivo federale a far entrare personale militare dell’Esercito degli Stati Uniti nel territorio nazionale, al fine di partecipare all’attività di addestramento chiamata Addestramento a Esercitazioni Combinate Congiunte”. Pena altrui.

Invitiamo alla lettura di questa importante opera di Darrin Wood, che, senza dubbio, contribuisce a rafforzare il pensiero critico a cui ripetutamente ci invitano i maya zapatisti.

30 maggio 2025

La Jornada

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

controinsurrezioneimperialismomessicostati uniti

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: “Israele sta radendo al suolo una fascia del sud del paese”. Il collegamento da Beirut con il giornalista Pasquale Porciello

In Libano, l’esercito di occupazione israeliano continua a intensificare i bombardamenti nel Sud del Paese nonostante l’accordo quadro firmato a Washington lo scorso 26 giugno, primo accordo diretto tra i due paesi in quarant’anni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo

Ripubblichiamo l’indizione della due giorni del 19-20 settembre 2026 che si terrà a Torino organizzata dall’assemblea cittadina Torino Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hanover: finto think tank utile a diffondere propaganda israeliana

Un’inchiesta originariamente svolta dal Guardian ha svelato il meccanismo utilizzato da un finto Think tank – inesistente in quanto senza sede, senza indirizzi né referenze – “Hanover” che allena l’intelligenza artificiale nella creazione di propaganda ad hoc in favore di Israele e del suo operato.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

L’Umbria va alla guerra. Il ruolo della nostra Regione nella corsa al riarmo

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri all’interno della sezione La Fabbrica della Guerra un prezioso contributo che arriva dal Laboratorio Politico Osa/VDL che analizza come la guerra ristruttura e si insedia all’interno del territorio della regione Umbria.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Francia, antisemitismo e islamofobia: intervista a un attivista di UFJP

Abbiamo intervistato un attivista de l’UJFP (Union Juive Française Pour La Paix) in merito ad alcuni temi all’ordine del giorno: l’antirazzismo e l’islamofobia, l’antisemitismo e l’antisionismo, per approfondire cosa si muove in Francia sul piano delle mobilitazioni e degli avanzamenti della soggettività organizzata su questo dibattito.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cuba: acqua, medicinali, carburante, energia elettrica. Il peso del bloqueo nella vita quotidiana.

A Cuba la crisi economica e sociale ha raggiunto livelli sempre più drammatici.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele dichiara guerra anche agli aquiloni di Gaza

Dopo aver distrutto scuole, ospedali e case, Israele trasforma anche il gioco dei bambini palestinesi in una «minaccia letale». Aquiloni di carta senza esplosivi vengono equiparati ai droni e diventano il nuovo pretesto per minacciare bombardamenti e sfollamenti nella Striscia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pisa: boeing militare del Kuwait transitato dall’areoporto Galilei, movimentato materiale bellico

Nella notte di lunedì 24 agosto velivoli militari provenienti dal Kuwait sono transitati dall’aeroporto Galilei di Pisa, come denunciato da attivisti e attiviste del Movimento No Base e altre realtà pisane.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cagliari, il Muro di Coscienza prende vita in aeroporto: “Le rotte con Israele passano anche da qui”

Si è formato questa mattina dalle 8.30 alle 12:00 il Muro di Coscienza all’aeroporto di Cagliari Elmas parte di una giornata coordinata attraverso Giovedì Bianco (giovedibianco.it) che ha coinvolto anche Verona e Milano questa mattina e che prosegue oggi pomeriggio e stasera a Roma Fiumicino e Venezia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Toscana sacrificata

Ripubblichiamo questo testo originariamente apparso su Scrivania Autogestita di Informazione che ha il pregio di tessere i fili di ciò che si sta verificando sulla regione Toscana, individuando le tendenze e gli interessi in campo.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Dalla Vlora a Sazan: il programma della Global Sumud Flottilla a sostegno della Flaminio Revolution

Riceviamo e diffondiamo il comunicato stampa che annuncia l’imminente partenza di una nuova missione della Global Sumud Flottilla: verso l’Albania per sostenere la mobilitazione per la Palestina della Flaminio Revolution. Buon vento!

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Il filo rosso della distruzione: da Colleferro a Domusnovas, le ragioni per la riconversione civile

La terra trema, un boato squarcia l’aria e una colonna di fumo si alza verso il cielo, lasciando dietro di sé una pioggia di detriti incandescenti. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ceuta: il contesto e i responsabili della crisi umanitaria

Ripubblichiamo questo articolo che approfondisce alcuni aspetti della tragedia umanitaria di Ceuta, individua responsabilità politiche e inserisce ciò che è avvenuto in un quadro più ampio di dinamiche di guerra globale e di garanzia per il regime egemonico.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La repressione raccontata a mio figlio

In un momento storico in cui un gruppo di fanatici bianchi e religiosi sta compiendo da quasi tre anni, in diretta streaming e protetto da uno degli eserciti più forti e tecnologicamente avanzati del mondo, il genocidio di un popolo oppresso.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“No NBA Europe”: una campagna necessaria

All’interno di una fase in cui può sembrare difficile distinguere tra potenze in declino o in ristrutturazione, anche dal mondo dello sport arrivano segnali che propendono verso la seconda alternativa.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Iran-Usa: tra guerra aperta e congelamento del conflitto.

Il memorandum d’intesa siglato tra Usa e Iran, cristallizza su carta in 14 punti la complessità dell’evoluzione della guerra imperialista americana e israeliana. Va innanzitutto segnalata la vaghezza dell’accordo firmato. Tutti i punti sono più che altro una scaletta di lavoro per i negoziati che si dovrebbero tenere nei prossimi 60 giorni. Cessate il fuoco su tutti i fronti, soprattutto in Libano, scongelamento delle sanzioni e ipotetiche riparazioni di guerra americane, vago impegno iraniano a non sviluppare un’arma nucleare e infine sblocco di Hormuz, non si sa in che forme. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Libano: la forza della resistenza.

E’ passata una settimana in cui la mediatizzazione dell’escalation in Libano ha assunto contorni sfumati e volutamente incerti: che l’Unione Europea nella figura dell’Alta Rappresentante Kaja Kallas pallidamente parli di un “possibile allargamento della guerra e di cessate il fuoco nominale”, è solo l’ultima delle questioni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Stallo e guadagno: nuovi attacchi israeliani in Libano e un cessate il fuoco a rischio 

Come ormai è noto nella strategia – se così si vuol chiamare – di Trump mentre vengono intavolati incontri negoziali si aumenta la tensione sul campo. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dentro il nuovo spirito etico-politico

Genocidio, guerra, crisi. È dentro un contesto internazionale sempre più pesante, segnato dallo stravolgimento degli equilibri politici degli ultimi anni, che questo autunno si sono riaperte anche possibilità di mobilitazione di massa. Piazze attraversate da soggettività spesso disorganizzate, non sempre politicizzate in senso tradizionale, ma capaci di rompere la passività di fronte alla guerra e alla complicità occidentale nel genocidio in Palestina.