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Messico, polizia aggredisce i genitori e i compagni degli studenti di Ayotzinapa

L’attacco della polizia federale si è verificato intorno alle 5:30 del mattino, quando un gruppo di agenti in borghese – visibilmente ubriachi, secondo le testimonianze dei presenti – ha aggredito il comitato studentesco che presidiava il tratto di viale in cui si sarebbe dovuto tenere il concerto.

I poliziotti, ritiratisi in un albergo vicino, sono ricomparsi subito dopo in assetto antisommossa e, mentre i professori della Scuola Normale e i genitori dei desaparecidos tentavano una mediazione per l’allontanamento degli aggressori, gli agenti hanno iniziato a caricare violentemente i presenti utilizzando anche i gas lacrimogeni. Il bilancio finale è stato di almeno 17 feriti, tra cui due familiari dei normalistas scomparsi, studenti della Normale di Ayotzinapa e dell’Università Nazionale Autonoma del Messico; diverse persone sono state portate in ospedale nonostante la croce rossa si sia rifiutata di curare i feriti, mentre non è ancora chiaro il numero di fermati da parte della polizia.

Garcia, uno studente presente all’attacco, ha dichiarato che gli attacchi della polizia “con manganelli e calci contro coloro che erano a terra sono stati molto duri”, e ha aggiunto che  a diverse persone “sono anche state tolte le scarpe, i cellulari e i portafogli, mentre alcuni furgoni utilizzati per il concerto sono stati resi inutilizzabili”.

Tra i feriti, anche Carlos Alberto Ogaz Torres, corrispondente dell’emittente antagonista Regeneración Radio, al quale è stato rotto un braccio e che necessità di cure mediche particolari per non perdere l’utilizzo della mano. La radio, in un comunicato, denuncia la “strategia repressiva e intimidatoria contro un movimento in crescita” e fa appello alla “solidarietà economica” per trovare fondi da destinare alle cure del compagno ferito, poiché gli ospedali locali rischiano di non fornirgli le garanzie adatte alla guarigione.

Nonostante la gravissima aggressione e le continue minacce della polizia, gli studenti e i genitori hanno poi fatto sapere che il concerto si sarebbe tenuto ugualmente (alle 11 di questa sera), e più di 60 artisti hanno deciso di rimanere nella scuola Normale Rural Isidro Burgos per dimostrare la propria solidarietà e vicinanza ai 43 di Ayotzinapa.

 

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