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Sciopero generale in Rep. Dominicana: violenti scontri con la polizia

A San Franciso de Macoris i manifestanti sono scesi in piazza per denunciare l’appropriazione indebita da parte del consiglio municipale di oltre 40 milioni di dollari, stanziati per la costruzione di un reparto pediatrico. Inoltre, la popolazione chiedeva a gran voce maggiore assistenza sociale, l’asfaltatura delle strade, la costruzione di un insediamento agricolo e la presa in carico da parte delle amministrazioni del problema dell’emergenza abitativa. A Bonao come in altre città, la popolazione ha manifestato per la nazionalizzazione della miniera d’oro Pueblo Viejo nel comune di Cotui, una delle più grandi al mondo e attualmente sfruttata dalla compagnia canadese Barrick Gold. Diverse organizzazioni popolari e ambientalistiche hanno dimostrato come il governo ha sempre strizzato l’occhio a questa impresa, svendendo il patrimonio nazionale.

La giornata è stata caratterizzata da duri scontri con la polizia, la quale ha usato gas lacrimogeni per disperdere le concentrazioni e in seguito ha aperto fuoco sulla folla. A San Francisco de Macoris la polizia ha ucciso il militante dell’Ampio Fronte della Lotta Popolare (FALPO) e ferito almeno altre otto, di cui tre studenti. Ciò ha scatenato la rabbia dei manifestanti in tutte le città: nella capitale gli studenti dell’UASD (Università Autonoma Si Santo Domingo) sono scesi in piazza per manifestare la propria solidarietà. I gruppi giovanili hanno costruito delle barricate di pneumatici accesi, da lì a poco si è arrivati al fronteggiamento con le forze dell’ordine, le quali hanno sparato per allontanare gli studenti. Durante gli scontri, il colonnello della Polizia Nazionale è stato ferito gravemente ed è morto nella sala operatoria, un altro agente ha riportato una contusione e diversi studenti sono rimasti feriti. Anche nella città di Esperanza un agente è stato ferito durante i disordini.

Le proteste studentesche hanno portato all’immediata sospensione della didattica. Il campus dell’UASD è stato evacuato, mentre gli agenti di polizia nazionale, pesantemente armati, hanno perquisito uno per uno gli studenti per individuare i responsabili degli scontri. La normale attività dell’università è ripresa solo stamattina, dopo due giorni di blocco totale della città.

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