InfoAut
Immagine di copertina per il post

Incidente Frecciarossa: l’errore umano non deve avvenire con i livelli tecnologici attuali

||||

L’incidente avvenuto il 6 febbraio 2020 sulla linea AV nei pressi di Ospedaletto Lodigiano interroga tutti sulla sicurezza dei treni, in particolare quelli che sfrecciano a velocità molto alte.

Certamente la sicurezza assoluta non esiste, ma si dovrebbero fare tutti i possibili sforzi possibili in questa direzione; anche se questa non sarà mai raggiunta il solo tenderci renderebbe molto più sicuro viaggiare in treno o con qualunque altro mezzo di trasporto.
Nel deragliamento avvenuto sulla linea AV tra Milano e Bologna si è invece tornati a parlare di “errore umano”. Parrebbe, dalle prime dichiarazioni ufficiose ricevute, che uno scambio non sia stato posizionato correttamente dopo interventi fatti anche quella notte.

La prassi di questi lavori prevede che, dopo il passaggio dell’ultimo treno previsto, il dirigente operativo, che ha la responsabilità della circolazione e della sicurezza, autorizzi gli agenti della manutenzione ad interrompere il tratto di linea per accedervi con i propri mezzi. Da quanto risulta, a Ospedaletto era necessario svincolare uno scambio di accesso all’area di servizio, solitamente bloccato, per consentire il passaggio dei treni alla massima velocità. Al termine dei lavori, gli operatori avrebbero dovuto bloccare nuovamente lo scambio nella posizione corretta.
Oggi i sistemi di sicurezza nella circolazione dei treni sono altamente sofisticati e, teoricamente, dovrebbero eliminare la possibilità di errori e scongiurare ogni pericolo; il passaggio di un treno sulla linea o in una stazione è subordinato ad una lunga serie di controlli e ricontrolli automatici con apparecchiature elettroniche e informatizzate. Certamente possono rimanere rischi legati all’usura dei veicoli (il caso di Viareggio) o delle rotaie (il caso di Pioltello), ma proprio per questo sulle linee più curate dalle ferrovie – le linee AV – i controlli sono piuttosto attenti e assidui.
Risulta quindi incredibile che su una linea così importante ci siano apparecchiature, come lo scambio di Ospedaletto Lodigiano, in cui la sicurezza è affidata solo al controllo umano e non ad ulteriori controlli automatici.
Nei momenti in cui vengono effettuate le interruzioni per la manutenzione, la concitazione è molto alta: sono in ballo gravi responsabilità sull’efficacia delle operazioni da effettuare, c’è l’ansia di poter non finire i lavori programmati nei tempi concessi, c’è il timore di poter procurare disagi ai viaggiatori in caso di ritardo nella riattivazione della linea, resta sempre il dubbio di aver effettuato tutte le procedure di sicurezza, c’è il rischio di malintesi tra lavoratori. Gli esseri umani non sono macchine, lavorano anche con le loro emozioni che possono causare errori. Esempi di gravi incidenti dovuti ad “errori umani”, cioè alla mancanza di strumenti idonei di sicurezza, sono stati quello del 12 gennaio 1993, quando un pendolino deragliò a Piacenza e quello del 24 luglio 2013, in Spagna, quando un AVE deragliò a Santiago.

A chi attribuire la scelta di affidare all’individuo ogni responsabilità, senza un ulteriore controllo degli apparati di sicurezza, come pare il caso di Ospedaletto? Se lo scambio che ha fatto deragliare il treno fosse stato assoggettato a controlli automatici della posizione (come la quasi totalità degli scambi nelle stazioni) l’incidente e la tragica morte di due macchinisti non si sarebbero avuti.
Sicuramente sentiremo dire nei prossimi giorni che la tragedia è dovuta ad “errore umano”, una formula autoassolutoria che le Ferrovie hanno già tentato dopo la strage di Viareggio, ma che l’associazione delle vittime della strage ha efficacemente dimostrato essere falsa.
Forse si correrà ai ripari provvedendo a mettere in sicurezza lo scalo di servizio di Ospedaletto, ma più volte, in caso di incidenti, si è ripetuto che questa operazione dovrebbe essere fatta in tutte le realtà in cui ancora l’errore umano si può annidare.
Invece sentiamo già inni per aumentare sempre più la velocità come nel progetto di hyperloop di cui si sono messi a chiacchierare i sindaci di Milano e Torino. Nei decenni passati le FS potevano vantare i livelli di sicurezza più alti in Europa, oggi vediamo che nello stesso continente la sicurezza aumenta, mentre in Italia pare si vada controcorrente… ma ad alta velocità.

*Tiziano Cardosi, Comitato No Tunnel Tav di Firenze, già capostazione delle Ferrovie dello Stato

da https://www.perunaltracitta.org/

notav.info

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

alta velocitàno tavtav

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La solidarietà continua: venerdì 11 settembre presidio al carcere delle Vallette

A più di un mese di distanza dalla giornata di lotta del 25 luglio, due giovanissimi attivisti tedeschi sono ancora rinchiusi nel carcere delle Vallette.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Di greenwashing, militarizzazione dei territori e questione energetica

La Toscana è sempre più al centro di una serie di interessi economici legati a doppio filo alla macchina bellica e al complesso militare-industriale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il 3 ottobre torniamo a marciare insieme

Da Sant’Ambrogio ad Avigliana. Una marcia popolare contro la nuova tratta nazionale Avigliana-Orbassano e per il futuro del nostro territorio.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

RitardaTav: quando i treni non sono mai in orario, dal 2033 si passa al 2035

Il tempo passa ma le vecchie abitudini restano. Se c’è un punto fermo nella costruzione della Torino-Lione è sicuramente che non si può mai dire — nemmeno per scherzo — che i cantieri siano un esempio di puntualità ed efficienza. La grande piaga che ci portiamo appresso da trent’anni continua infatti con i suoi ritardi cronici.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

A Travagliato (BS) il Comitato contro il data center ottiene una prima vittoria

I progetti per costruire nuovi data center in Lombardia e per gli allacciamenti alla rete Terna aumentano di giorno in giorno.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

L’effetto isola di calore dei data center

Ripubblichiamo i risultati di questo lavoro di ricerca utile per approfondire il tema dei data center e analizzarne uno degli impatti quale le isole di calore, il contributo è stato ripreso da la Bottega del Barbieri.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Continua la lotta in difesa degli orti urbani a Livorno

A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Da 14 anni questo rifugio climatico è minacciato dalla speculazione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Giorgio Rossetto di nuovo in carcere. Intervista all’avvocato La Macchia / Messaggi di solidarietà

Giorgio Rossetto è di nuovo in carcere. Nella serata del 21 agosto i Carabinieri di Susa lo hanno prelevato dalla sua dimora sopra la Credenza di Bussoleno e trasferito nella casa circondariale Lorusso e Cutugno, le Vallette di Torino.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Difendiamo il polmone verde di Livorno dal cemento dalla speculazione.

5 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE
CAMPEGGIO LIBERO DAL 3 AL 6 SETTEMBRE
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Un polmone
verde utilizzato da cittadini e residenti in queste estati caratterizzate
da caldo estremo con temperature che, complice il cambiamento climatico e
l’inquinamento, saranno sempre più la normalità.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

La repressione raccontata a mio figlio

In un momento storico in cui un gruppo di fanatici bianchi e religiosi sta compiendo da quasi tre anni, in diretta streaming e protetto da uno degli eserciti più forti e tecnologicamente avanzati del mondo, il genocidio di un popolo oppresso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Corteo No Ponte a Messina sabato 8 agosto

Ricondividiamo l’appello del Movimento No Ponte invitando alla partecipazione alla manifestazione di sabato 8 agosto a Messina contro il ponte e contro le grandi opere inutili

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: al via l’abbattimento del Bosco Ospizio. Dall’alba presidio resistente

È iniziato questa mattina, lunedì 3 agosto, il contestato (e già bloccato) cantiere finalizzato a distruggere il Bosco Ospizio di Reggio Emilia per far spazio all’ennesima colata di cemento, ovvero un centro polifunzionale e un supermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Prendiamo fiato e guardiamo lontano: alcuni dati politici sull’estate di lotta 2026

Da destra a sinistra, passando per il centro, il dibattito della politica istituzionale ha subìto una virata repentina e la questione Tav, che negli ultimi anni si era cercato di mettere sotto al tappeto con una buona collaborazione dei media mainstream, è tornata ad occupare il centro delle preoccupazioni di tutti.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Conferenza stampa del Movimento No Tav “C’eravamo, ci siamo e ci saremo”.Blocchi e identificazioni ma il movimento rilancia e ribadisce “La lotta rende giovani”

Si è conclusa poco fa la conferenza stampa convocata dal Movimento No Tav in seguito ai posti di blocco istituiti questa mattina a conclusione del Festival Alta Felicità: un’intera porzione di Valsusa è stata perimetrata.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Seconda giornata del weekend di lotta No Tav: confronto, socialità e preparativi per l’Alta Felicità

Prosegue il Campeggio di Lotta No Tav al presidio di Venaus. Dopo la prima giornata, aperta dall’inaugurazione del nuovo sito di notav.info dall’iniziativa di lotta a San Didero, il secondo giorno è stato dedicato al confronto politico, alla socialità e alla presenza nei luoghi della resistenza.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

1° giorno di Campeggio di lotta: da Venaus a San Didero

Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.