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Luca Abbà ritorna in Clarea, la polizia usa idrante sui notav

Una passeggiata pacifica ma determinata per dimostrare che il movimento notav non si fa intimidire dai tentativi di criminalizzazione della magistratura, per denunciare la militarizzazione della valle, contro un cantiere che ha devastato un intero territorio.

Una volta giunti in Clarea, un primo momento fatto di interventi nei quali si ribadivano l’importanza di continuare ad esserci, un momento per ribadire la necessità di resistere e continuare a lottare; in un secondo momento i notav si sono avvicinati alle reti del cantiere per l’ormai consueta battitura per esprimere il dissenso verso un cantiere installato manu militare, contro la militarizzazione della valle. Appena il movimento ha iniziato la battitura le forze dell’ordine, in maniera gratuita, ha scaricato l’idrante addosso alla gente rimasta ferma continuando, per quanto fosse possibile sotto i forti getti d’acqua, la battitura alle reti del cantiere. Un’ azione quella delle forze dell’ordine in linea con la loro vigliaccheria. Senza farsi turbare troppo da questo gesto, il movimento notav è andato ha posare, in prossimità delle zona delle vasche, un menhir in pietra a perenne memoria di tutti i caduti della resistenza partigiana nelle vallate alpine piemontesi.

Una giornata che seppur all’insegna del maltempo è stata molto partecipata, un ritorno al futuro per Luca che in quel luogo a rischiato di non avere più, un momento di rilancio per il movimento notav che si appresta ad affrontare un altro inverno di lotta.

 

Ascolta il resoconto della giornata dai microfoni di RadioBlackout

 

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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