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Mazzè: No al Deposito Nucleare. Difendiamo la nostra Terra, fermiamo la speculazione

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Da mesi sentiamo governanti e politici riempirsi la bocca di riforme e progetti per rallentare il cambiamento climatico, gli stessi politici che con scelte scellerate e al servizio delle multinazionali e delle lobby del cemento devastano territori incontaminati, cancellano aree verdi e boschive, calpestano tutto ciò che intralcia i loro progetti di sfruttamento al solo fine di riempire le tasche dei soliti noti.

Da Comitato Atomi Impazziti

NO AL DEPOSITO UNICO NUCLEARE, NE’ QUI NE’ ALTROVE

In questo disegno rientra il deposito nazionale nucleare che ovunque verrà costruito ruberà 150 ettari di terreno. Nel caso di mazzé si tratta di un’area fatta di terreni coltivati e cascine centenarie. Il deposito ospiterà scorie di tutti i tipi e rappresenta un pericolo per la salute della popolazione, un enorme disagio per chi abita nei ditorni, un fattore di inquinamento ambientale ed un’opera inutile poiché sarà comunque una soluzione provvisoria in attesa del deposito europeo. Il deposito porterà con sè la militarizzazione del territorio ed in tempi di guerra non bisogna dimenticarsi che questo tipo di opere possono diventare obbiettivi militari. In un territorio come il nostro già pesantemente infrastrutturato non possiamo accettare questo ulteriore sacrificio.

LORO DEVASTANO, NOI PAGHIAMO

Costruire un deposito nucleare nazionale vuole dire devastazione inquinamento e militarizzazione di aree vastissime ma i signori del tondino e del cemento non si fermano qui perché la devastazione continua dalla Valsusa (TAV) al chierese dove è prevista la costruzione della tangenziale est, dal cantiere per lo smistamento e lavorazione dello smarino a Torrazza ai vari progetti di impianti di biogas che ciclicamente vengono proposti qua e là. Questi signori sono coloro che si ergono a paladini della green economy. Stanno lavorando per parcellizzare le lotte ma la lotta contro le devastazioni va affrontata in maniera unitaria mettendo in discussione il loro modello di sviluppo che vuole la divisione tra i cittadini localizzando le lotte.

UNIAMOCI CONTRO CHI SPECULA

E’ ora di un confronto più aperto cercando di unificare lotte e forze per questo invitamo tutti il 25 giugno dalle ore 10 alla Cascina Sesia in frazione Mandria di Chivasso per un momento di confronto.

Invitiamo tutti a partecipare al pranzo condiviso portando ognuno qualche cibaria o bevanda, nel pomeriggio passeggiate sui terreni a rischio esproprio e chiaccerata sulle prospettive di un lavoro comune.

Qui l’evento facebook dell’inziativa

 

 

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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