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Napoli, scontri tra polizia e NoTav

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Blitz di attivisti dei comitati campani in difesa dell’ambiente e militanti dei centri sociali alla stazione centrale di Napoli. Decine i manifestanti che oggi, in occasione dell’inaugurazione della nuova stazione dell’alta velocità, hanno fatto irruzione alla stazione di Napoli con uno striscione che recitava “No alla Tav di Afragola”. 

Il tentativo era quello di contestare l’ennesimo sperpero di ingenti capitali in grandi opere lontane dalle esigenze reali. Ad attendere i manifestanti le forze dell’ordine che, con una rinata arroganza legittimata dal decreto Minniti-Orlando, non hanno esitato a spingere violentemente via chi cercava di raggiungere il binario 17 in piena tranquillità. Un manifestante è stato colpito ripetutamente al viso da un poliziotto, senza che quest’ultimo ne ricevesse l’ordine. Ad aprire la cerimonia di inaugurazione della stazione fantasma non poteva invece mancare il premier Gentiloni, insieme al Ministro Del Rio e al presidente della Regione De Luca. La “Porta del Sud” è il grande affare di consorzi, associazioni di imprese e società, centinaia di migliaia di euro per un collegamento mai definito essenziale o di motivata necessità. Per non parlare – come ricordavano oggi i manifestanti – dei potenziali interessi occulti su opere di questo tipo. Tra le dichiarazioni rilasciate stride in particolare la frase “Lo stato sarà presente qui in forze e garantirà la sicurezza del territorio” pronunciata da Gentiloni. Inutili quanto provocatorie le parole “territorio” e “sicurezza” pronunciate da queste labbra. Un territorio che il governo del PD non ha mai avuto alcun interesse a difendere ma cui ha prestato attenzione solo alla ricerca di eventuali investimenti per i propri interessi economici da salvaguardare. Stride ancora di più la parola sicurezza, da tempo ricostruita ad arte attraverso i mezzi di informazione, al fine di giustificare l’attuale sistema repressivo per cui controlli e identificazioni risultano, agli occhi dei più, una garanzia per il bene comune. Episodi di questo genere si inseriscono in un quadro di più ampio respiro nazionale: grandi eventi che vedono città intere blindate, manifestanti fermati e identificati, fogli di via e denunce piovono a raffica sulle nostre teste nel tentativo di intimidire e arrestare le lotte che portiamo avanti.

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