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Torino, centinaia in corteo contro l’inceneritore del Gerbido

Il corteo è partito dalla stazione di Porta Susa e ha attraversato tutto il centro cittadino fino a raggiungere la sede Rai di via Verdi, scelta non a caso come punto di arrivo per chiedere un’informazione più trasparente e veritiera sulla questione inceneritore, che troppo spesso viene trattata in termini riduttivi e tranquillizzanti nonostante i numerosi studi che ne hanno evidenziato i rischi e le problematicità; lungo il percorso, nella centrale piazza Castello, i manifestanti hanno inscenato un ‘funerale’, un gesto simbolico per portare l’attenzione sugli alti rischi di nocività che l’inceneritore comporta e che avranno ripercussioni per molti anni a venire.

L’inceneritore del Gerbido è entrato in funzione da poco, nel mese di aprile, dopo un iter di approvazione travagliato e contestatissimo; dalla sua entrata in attività lo stabilimento si è già bloccato ben sei volte e ogni volta che questo accade nell’aria si disperdono polveri pericolose e ci sono rischi per la salute e per l’ambiente.

Al corteo, indetto dal comitato locale contro l’inceneritore, hanno partecipato sindacati di base, associazioni ambientaliste, alcune figure istituzionali ma soprattutto tanti cittadini che, come recitava lo striscione di apertura, hanno chiesto con forza la chiusura immediata del sito e la promozione di politiche volte a ridurre la produzione di rifiuti piuttosto che alla costruzione di impianti nocivi destinati al loro smaltimento.

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