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Turi in sciopero della fame per non essere addomesticati e annichiliti

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L’incontro tra Emmie (ex moglie di Turi) e Turi ci chiarificano un po’ sulla situazione che sta vivendo il nostro compagno imprigionato nel terribile carcere del Pagliarelli di Palermo, un carcere difficile in cui i pestaggi e la violenza da parte delle guardie sono all’ordine del giorno e in cui proprio ultimamente si è suicidato un giovane.

Scopriamo che Turi è stato tenuto i primi 6 mesi in una cella da solo nel reparto psichiatrico dell’infermeria e poi (a seguito di una sua protesta e sciopero della fame) trasferito nel reparto comune di infermeria in cui si trova tuttora.

Dopo un anno e mezzo di carcere, Turi appare a Emmie ,abbastanza confuso e un po’ rassegnato.

Tanto tempo senza comunicare e vessato da un regime carcerario ottuso rendono difficile lucidità e presa di decisioni.

L’ottusità del sistema repressivo e della prigione con le sue regole idiote e sadiche si mostra una volta di piu’ in tante piccole ma logoranti vessazioni.

Considerano sporchi i suoi vestiti e glieli buttano.

Aveva fatto crescere una piantina ,probabilmente da un seme e gliela buttano.

Lavano la cella con il cloro (TOSSICO) perché ,secondo i criteri igienico carcerari è sporca,onde poi avere sezioni in cui non funziona il riscaldamento.

Al momento della visita vietano l’ingresso alla cugina che viene dall’Olanda, quando avevano dato conferma prima, via mail del fatto che lei potesse avere un colloquio.

Negano l’ingresso di sandali perché non sono scarpe invernali e di un cappello di lana perché troppo lungo.

A niente serve per Emmie implorare di fargli passare i sandali visto che Turi è a piedi nudi.

Anche a questo sono utili le incarcerazioni di attiviste, compagne etc perché portano alla luce (vedi ora Turi e Nicoletta) la mostruosutà del regime carcerario in sé, la sua completa inutilità e il sadismo che lo permea totalmente.

Proprio in questi giorni Turi ha deciso di riprendere lo sciopero della Fame con tre punti:

– Protesta contro il muos come apparato bellico sempre più attivo e minaccioso, vera arma di guerra e sofferenza.

– Protesta per fare cessare i lavaggi della sua cella con il cloro

– Protesta per fare diventare automatico il meccanismo dei 45 gg di sconto di pena ogni 6 mesi senza l’umiliazione di dover chiedere.

La ripresa della protesta di Turi è un bel segnale di riscossa nei confronti dell’addomesticamento e annichilimento carcerario. Turi infatti si lascia scappare sue paure sulla capacità di tornare libero e timori di essere liberato e poi riarrestato per altre condanne.

Lo sciopero della fame arriva in un momento in cui stiamo riprendendo la campagna di solidarietà attiva con lui e con tutte le progioniere politiche tra cui Nicoletta, per un’AMNISTIA SOCIALE.

Il primo appuntamento è martedì 4 febbraio davanti al Pagliarelli alle 17 30 per poi costruire una grande manifestazione il 14 Marzo che ci piacerebbe esssere contemporanea ad altre iniziative tra cui auspichiamo quella del movimento notav a Torino per Nicoletta e le altre persone incarcerate

 

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