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Torino, respinte le richieste di domiciliari per Donato e Stefano

 
Al riesame, accompagnato all’esterno da un presidio solidale, mentre il mega palazzinaro si è presentato al processo scortato e difeso dalla polizia per assicurarsi di essere difeso dalla magistratura per l’ennesima colpa, le richieste per trasferire Donato e Stefano dalla prigione ai domiciliari sono state respinte. Poiché i tempi delle procedure giuridiche sono lunghi, questo significa che Donato e Stefano dovranno passare ancora molto tempo in carcere.
L’esito negativo del riesame mette in chiaro qual è l’operato della procura torinese: quello di essere una macchina repressiva per colpire chi si batte per difendere i diritti e la dignità di chi deve scegliere tra mangiare o pagare l’affitto, e allo stesso tempo di proteggere gli interessi e gli affari di speculatori e palazzinari.
 
Di fronte a istituzioni e tribunali che si pongono come priorità quella di difendere la proprietà privata, le banche e chi alimenta le disuguaglianze sociali, l’unica strada degna che si può percorrere è quella della lotta, dell’azione e rivendicazione diretta. Un tetto sopra la testa, un’infanzia felice, la sanità e la possibilità di vivere al sicuro sono diritti che tutti devono avere, e se non sono accessibili è giusto e necessario riprenderseli. La violenza vera sta negli sfratti a sorpresa, nel Piano Casa che non permette di avere una residenza e allacci del gas sicuri a chi abita nelle occupazioni, negli sgomberi che ci sono stati in questi giorni a Milano e a Roma.
 
Mandiamo a Donato e Stefano tutta la nostra solidarietà, perché quel giorno sotto casa di Said, Kadija e i loro figli c’eravamo tutti e tutte: attivisti/e del collettivo PrendoCasa e del centro sociale Askatasuna, molti/e solidali del quartiere, le famiglie dello Spazio Popolare Neruda, e altre famiglie sotto sfratto che si sono unite al picchetto spontaneo che andò avanti tutto il giorno.
Assieme a Donato e Stefano quella volta c’eravamo, e continuiamo a esserci ogni giorno nei picchetti contro i numerosissimi sfratti che avvengono in questa città e in ogni momento in cui possiamo mettere i bastoni tra le ruote alle infami procedure che lasciano molto famiglie sulla strada.
 
Sappiamo che da dentro il carcere Donato e Stefano sono con noi, con la testa e con il cuore. Con questa consapevolezza li aspettiamo a braccia aperte, ansiosi di poter lottare di nuovo fianco a fianco.
 
Liber* tutt*
Stop Sfratti
 
Per scrivere e/o mandare telegrammi a Donato Laviola e Stefano Mangione:
 
Casa Circondariale Lorusso e Cutugno – Via Maria Adelaide Aglietta, 35, 10149 Torino
 

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